Connessioni pubbliche: cittadini digitali si diventa (da piccoli)

Connessioni pubbliche: cittadini digitali si diventa (da piccoli)

connessioni pubbliche

 

Un manifesto scritto a 6 mani da Erica Sirgiovanni, Rossella Lacedra e Andrea Gianassi per un’associazione che vuole “rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni“. Connessioni pubbliche è un esempio di giovane impegno civico, il contrario del lamentarsi senza “sporcarsi le mani”, la dimostrazione che fare i cittadini è diverso dall’essere cittadini. Perché se è vero che si parla tanto del bisogno di trasparenza e efficienza per la politica e la pubblica amministrazione è altrettanto vero che manca la formazione della coscienza civica di chi la trasparenza la dovrebbe non solo esigere ma anche saper leggere. “Vogliamo attraversare la penisola – afferma la presidente di Connessioni Pubbliche Erica Sirgiovanni – aiutando, attraverso la formazione, i ragazzi che si preparano al voto ad acquisire la consapevolezza necessaria a diventare cittadini digitali capaci di interagire in maniera proattiva con il sistema pubblico, politico e istituzionale“.

Con questo obiettivo è nata l’iniziativa #AlfabetizzazioneCivica, che prevede l’organizzazione di seminari rivolti ai diciassettenni e articolati in tre giornate. “Connettere, formare, partecipare per costruire il futuro” è lo slogan che accompagna una prima giornata mirata alla conoscenza dei partecipanti, anche attraverso focus group, alla quale ne segue una denominata “Non navighiamo a vista” in cui si parla di open data per sottolineare l’importanza non solo di avere a disposizione dati grezzi ma di saperli leggere e usare.

Erica Sirgiovanni
Erica Sirgiovanni

“Presentiamo ai ragazzi, dotati di tablet, la giusta cassetta degli attrezzi – continua Erica – del cittadino 2.0. Buoni esempi, seppure ancora troppo rari, non

mancano neppure in Italia: parliamo di OpenParlamento che consente di monitorare tutto ciò che viene proposto, discusso e votato da deputati e senatori del parlamento italiano, OpenCoesione e OpenMunicipio.

L’ultima giornata di #alfabetizzazionecivica, denominata “My Gener-Action”, ospita un laboratorio creativo in cui gli studenti si cimentano nella realizzazione di una pagina con contenuti interessanti per under 18 da pubblicare all’interno del sito del proprio comune o in un canale “social istituzionale”.

“A fine seminario – afferma Erica Sirgiovanni – vogliamo creare un’occasione di confronto diretto tra ragazzi e amministratori locali, partendo dal commento del lavoro realizzato durante la fase laboratoriale e che può costituire una vera risorsa per le istituzioni”. A settembre i laboratori di #alfabetizzazionecivica saranno sperimentati in alcune scuole della Toscana oltre che da un gruppo di studenti umbri nell’ambito di Open Opportunity, una due giorni sul lago Trasimeno dedicata a dati aperti, start up, turismo e scuola 2.0.

Al posto del polveroso libro di educazione civica, attraverso questa iniziativa, si possono formare i nuovi cittadini digitali che, al pari dei nativi digitali, possiedono “di default” solo dimestichezza con gli strumenti tecnologici come tablet, social network o smartphone ma non consapevolezza dell’utilità che tali strumenti possono avere per migliorare la propria vita.

L’investimento culturale e formativo sulle nuove generazioni – si legge nella presentazione di Connessioni pubbliche – è un atto doveroso. Ce lo devono i nostri padri che ci hanno lasciati soli a capire quali dovevano essere i nostri  punti di riferimento, per che cosa avremmo dovuto lottare e cosa avremmo dovuto accettare; e noi lo dobbiamo alle nuove generazioni, a chi domani dovrà prendere il timone della nave o semplicemente a chi dovrà (pre)occuparsi di questo paese”.

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