Essere una donna non vuol dire essere una vittima

Nonostante il progresso, viviamo in un mondo in cui i tassi di femminicidio sono altissimi e le donne hanno bisogno di App grazie alle quali è possibili difendersi da atti di violenza. Vi raccontiamo la storia di due giovani ragazze argentine uccise perché “viaggiavano da sole” e di S.H.A.W, una app connessa ai centri anti-violenza.

 

Il femminicidio è un abominio che ad oggi, nel XXI secolo, è molto in voga: secondo i dati Istat, nel mondo, il 35% delle donne ha subito una violenza, mentre in Italia, solo nel 2014 sono state uccise 152 donne.

Josè Maria Coni e Marina Menegazzo, due ragazze argentine, sono state uccise a fine febbraio mentre viaggiavano insieme in Ecuador, con lo zaino in spalla. Avevano finito i soldi e hanno accettato l’ospitalità dei loro assassini: due uomini che si sono offerti di aiutarle. La loro triste vicenda è stata raccontata da Guadalupe Acosta, che senza volerlo, è diventata paladina delle donne che vogliono viaggiare da sole. Alcuni giorni fa ha pubblicato un post su Facebook “Ayer me maraton”, ovvero “Ieri mi hanno uccisa”  in cui racconta la vicenda delle due ragazze che avevano deciso di intraprendere il viaggio dopo un anno di studio e lavoro ma che sono state uccise da due aguzzini, messe in un sacco e buttate sulla spiaggia.

Il web si è scatenato a sostegno delle donne che hanno il diritto di viaggiare da sole perchè essere donna non vuol dire automaticamente essere vittima. Nonostante ciò, una piccola parte degli utenti social si è chiesta come fossero vestite le due ragazze, in che modo si fossero comportante con i due assassini, sostenendo che alcune donne sono “causa del loro mal” in quando assumono atteggiamenti non consoni alla loro posizione e troppo provocanti.

Ma se nel mondo esistono ancora menti chiuse e limitate, il mondo social si è mobilitato a favore di una sacrosanta verità: ogni donna ha il diritto di essere libera.

Amiche, non abbiate paura: ognuna di noi deve sentirsi libera di decidere in che modo vestirsi, dove andare e con chi. Chiunque sostenga la tesi secondo la quale noi “ce la siamo cercata” è un individuo maschilista, misantropo e antidemocratico.

Il mondo tecnologico è venuto incontro alla necessità di tutela verso le donne: si chiama S.H.A.W l’App ideata e realizzata dal Soroptimist e offerta gratuitamente per ostacolare e prevenire atti di violenza contro le donne.
Scaricabile gratuitamente sugli smartphone, consente all’utente di chiedere supporto ad uno dei centri antiviolenza, alle forze dell’ordine o al pronto soccorso più vicino, mediante le funzioni di geolocalizzazione e click-to-call.

Non dobbiamo avere paura: la violenza va denunciata, perché solo denunciando chi ci fa del male abbiamo contribuito a creare un mondo sempre più sicuro.

Di Simona Di Berardino

Moda, design, life style e mondo social sono le mie passioni. Sono una studentessa di marketing e comunicazione: ho 23 anni e molte idee nel cassetto. Mi piace sperimentare, mettermi alla prova e lavorare sodo. Il mio motto? Ad Maiora.

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