Una summer school e 57 ragazze digitali

È in corso di svolgimento a Modena la prima summer school per Ragazze Digitali, finalizzata ad avvicinare le ragazze degli ultimi anni della scuola superiore allo studio delle materie scientifiche

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57 ragazze dai 16 ai 18 anni frequentano dalla metà di giugno per quattro settimane la summer school Ragazze digitali, organizzata dal dipartimento di ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia “Enzo Ferrari” e dall’European Women’s Management Development International Network (Emwd).
Tre i percorsi che si potevano scegliere: gestione web, comunicazione web e social e programmazione di app e videogiochi. Quest’ultimo il più gettonato, con molte ragazze appassionate e incuriosite dal codice.

Tra i nostri vari progetti – afferma Nadia Caraffi, presidente di Emwd – abbiamo dato priorità all’obiettivo di sondare e promuovere il rapporto tra donne e tecnologia percependo l’importanza che quest’ultima avrà sempre di più nelle nostre vite ma constatando anche il gender gap che è pesante”. L’incontro con il professor Michele Colajanni, anima di Ragazze Digitali, ha reso possibile questo sogno: avvicinare le giovani ai percorsi universitari più tecnologici.

Nella nostra facoltà – afferma Colajanni – le donne sono troppo poche: appena l’11%. E pensare che studiando i dati degli anni passati ho avuto modo di constatare che eravamo arrivati, circa dieci anni fa, ad un 20% per poi calare di nuovo. Non possiamo permetterci di perdere risorse così importanti”. Lo dice con l’entusiasmo negli occhi questo professore di ingegneria che insegna reti e sicurezza ma che prima di tutto vuole contribuire a dare stimoli ai ragazzi più giovani attraverso iniziative come questa.

Avere 57 ragazze iscritte alla summer school – continua Nadia – è un successo inaspettato. Siamo contente perché le partecipanti hanno “assaggiato” l’ICT e l’ambiente Universitario e oggi possono dire di aver infranto tabù e timidezze. Ora vogliamo consolidare e dare metodo a questa iniziativa che non può vivere soltanto soltanto dell’intraprendenza e del lavoro volontario di tutti noi; si manifesta l’interesse di aziende e istituzioni e contiamo di fare un salto di qualità allargando le potenzialità di partecipazione anche alle ragazze più lontane. Infatti sono pervenute richieste da altre regioni che per questa volta non abbiamo potuto soddisfare”.

Un esercito di ragazze attente ed interessate le future “ragazze digitali”, pronte a fare da testimonial per la prossima edizione. Pronte ad affermare di aver trascorso contente quattro settimane, dopo la fine della scuola, nelle aule e nei laboratori di ingegneria rinunciando alle vacanze. Sicuramente più pronte di chi questa esperienza non ha avuto l’occasione di farla per dire se l’ICT può rappresentare la loro passione e magari il loro lavoro dei sogni.

Ragazze Digitali è un progetto destinato a crescere. Uno di quelli che vorremmo vedere realizzato in ogni città perché organizzato in modo serio e basato sul lavoro volontario di chi davvero tiene al futuro delle nuove generazioni.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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