Networking: cos’è e perché è fondamentale per la carriera

Paola Bonomo, vicepresidente responsabile della Online Business Unit del Sole 24 Ore, è in questi giorni in gara nella categoria Rising Stars dell’European LinkedIn Business Award. Chi meglio di lei poteva parlarci di networking? (Se volete votare per lei, leggete il post con tutte le istruzioni)

Perché vi parlo di networking? Non perché io abbia un talento naturale (al contrario: sono stata una ragazzina timidissima), né perché l’argomento va di moda. Ma perché, man mano che una girl geek progredisce nella sua carriera, le skill più importanti da esercitare sul lavoro non sono più solo quelle tecniche o quelle di gestione di progetto, ma la capacità di relazione, sia dentro sia fuori dal vostro gruppo, azienda o organizzazione.

Il network non è una famiglia, una mafia o una casta: il vostro network è semplicemente l’insieme delle persone che vi hanno visto all’opera e hanno un parere professionale su di voi. Il network è diverso dalla casta, tanto quanto una “recommendation” all’anglosassone (obiettiva, comparativa, basata sui risultati che avete portato) è diversa da una “raccomandazione” all’italiana. Indipendentemente dai contesti culturali, con più o meno trasparenza, più o meno meritocrazia, nessuno “ce la fa” da solo: la rete delle vostre relazioni professionali, il vostro network, è quasi sempre il vostro trampolino di lancio (e a volte la vostra rete di salvataggio).

I network sono basati – voglio sottolineare, ancora senza connotazioni deteriori – sullo scambio. Le valute dello scambio non sono solo quelle “hard” (ore lavorate, prodotti consegnati, promozioni e aumenti di stipendio, contratti, fatture, investimenti, dividendi), ma sono anche, oserei dire soprattutto, quelle “soft“: informazioni, consigli, opinioni, coaching, mentorship, contatti, attenzione.

All’inizio della carriera, potreste pensare di avere in tasca poche di queste valute. E’ vero, ma non sottovalutatevi: avete sicuramente delle competenze, della voglia di lavorare, delle idee, e del tempo. Tenetevi in contatto con i professori con cui all’università siete state in sintonia. Quando siete in una riunione con persone più senior, ricordatevi sempre che siete lì perché siete all’altezza della situazione, e non esitate a fare domande. Ricordate i nomi delle persone che incontrate in un contesto professionale, e – almeno dove questa abitudine non è ancora obsoleta – scambiate con loro i biglietti da visita. Se il vostro capo prepara la presentazione di un progetto a cui avete lavorato, chiedete che sia elencato il team di lavoro e che il vostro nome compaia con il ruolo che avete svolto. Se un vostro collega vi dà una mano decisiva, assicuratevi che gli venga riconosciuto. Se qualcuno viene da voi per parlarvi di un’idea, ascoltatelo. Molte delle regole del networking non sono altro che le regole della convivenza civile e della cortesia, traslate al contesto professionale.

Lasciatevi sempre in buoni rapporti con le organizzazioni che vi hanno ospitato. Investite del tempo faccia a faccia nel mantenere i rapporti che avete costruito. Se uscite temporaneamente dall’ambiente di lavoro (per tornare a studiare, per una maternità), sforzatevi doppiamente per restare nel loop delle informazioni che girano nel vostro network. Se andate all’estero, pianificate le occasioni di manutenzione del network nel luogo che avete lasciato. Fate in modo che i vostri superiori siano consapevoli di avervi nel loro network, e che pensino a voi quando si presenta un’occasione per valorizzare competenze come le vostre. Se partecipate a un convegno o una conferenza di settore come uditrice e avreste delle cose da dire, presentatevi agli organizzatori e proponetevi per la prossima volta come relatrice.

Non occorre fare violenza alla propria natura o stravolgere il proprio carattere (una volta ho letto un libro sul networking intitolato “Never Eat Alone”, regola che ignoro con frequenza). Man mano che accumulerete esperienze, progetti, competenze, sempre più spesso vi capiterà che qualcuno vi chieda di mettervi in contatto con qualcun altro all’interno del vostro network, o che qualcuno vi chieda referenze su una persona che ha lavorato con voi: siate generose nel condividere contatti e obiettive nel riportare le vostre opinioni. E non abbiate paura di partecipare a un’occasione di incontro al di fuori del vostro ambiente, o di chiedere di essere presentate a una persona importante.

I network stanno cambiando, devono cambiare. Gli ultracinquantenni stanno imparando ad ascoltare i giovani, i club di uomini si rendono conto che devono coinvolgere le donne. E’ il vostro network, è la vostra carriera: siatene responsabili e coltivateli con impegno e passione.

Di Guest Blogger

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8 commenti

    1. A Dublino. Grazie ad internet tengo viva la rete di relazioni che ho in Italia – lavoro, interessi, amicizie – e qui sto incontrando molte donne/mamme dalle quali attingo molte informazioni per integrarmi al meglio. Al momento non sento la mancanza di casa.

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