E’ l’ora di BeReal! Si sente spesso urlare in classe. Ma cosa vuol dire?
BeReal è l’app social che negli ultimi anni ha conquistato i ragazzi e le ragazze, ma che lascia spesso i genitori perplessi. Non ha filtri, non ha like infiniti, non punta a contenuti perfetti: il suo obiettivo è mostrare la vita reale, senza costruzioni.

Cos’è BeReal
BeReal è nata in Francia nel 2020 e da allora è diventata popolare tra gli adolescenti di tutto il mondo. Ogni giorno invia una notifica a tutti gli utenti nello stesso momento: “Time to BeReal!”. Da quel momento ci sono due minuti di tempo per scattare una foto. L’app usa contemporaneamente la fotocamera frontale e quella posteriore, mostrando cosa stai facendo e il tuo volto in quel preciso istante.
Perché piace ai ragazzi
A differenza di Instagram o TikTok, qui non c’è tempo per prepararsi o modificare l’immagine. L’idea è condividere la realtà così com’è. Questo riduce la pressione sociale della perfezione e rende i contenuti più autentici. Non esistono influencer su BeReal, ma solo amici che condividono momenti quotidiani.
I rischi da conoscere
Come ogni social, BeReal non è priva di rischi. Le foto scattate possono contenere dati sensibili (ad esempio la posizione o l’ambiente domestico). È importante ricordare ai figli di prestare attenzione a cosa si mostra e con chi si condivide. Anche se non esiste una funzione di messaggistica diretta, i commenti e le reazioni sono comunque presenti.

Cosa devono sapere i genitori
- Non è un’app “pericolosa” in sé, ma va spiegata bene.
- Serve insegnare ai ragazzi la differenza tra condividere momenti divertenti e diffondere dettagli privati.
- Può essere un modo positivo per sentirsi più vicini e meno condizionati dai filtri social.
Link utili
Per chi vuole approfondire il rapporto tra adolescenti e social network, su Girl Geek Life trovi anche la nostra guida per genitori su TikTok e l’articolo su Minecraft spiegato ai genitori.
All’esterno puoi leggere l’analisi di The Guardian su BeReal e il futuro dei social oppure la scheda completa di Common Sense Media.

