Parliamo dell’esperimento sociale promosso da Netflix poche settimane fa con Bandersnatch, il film che chiude la serie Black Mirror.

Per i più appassionati, il film appartenente alla serie Black Mirror si è fatto attendere un filino troppo: è passato più di un anno dall’ultimo episodio della saga, “Black Museum”, che trattava il trasferimento della coscienza e dei ricordi sensoriali.

Questa volta però non si tratta di un semplice racconto di circa 40 minuti dal finale più o meno prevedibile, ma di un vero e proprio film interattivo, dove è l’utente a decidere, in alcuni dei passaggi durante la riproduzione, come far agire il personaggio e quindi decidendo la sua sorte lungo il film.

I produttori hanno infatti girato l’intero metraggio dividendo la narrazione in segmenti (chiamata narrativa ramificata), così che le scelte dell’utente potessero portare a diversi filoni della narrazione, così come a diversi finali.

Black Mirror Bandersnatch Trailer

Il produttore ha infatti dichiarato che, sebbene gli utenti abbiano raggiunto mediamente 5 scenari diversi, in realtà ne siano previsti oltre dieci. Alcuni di questi finali risultano non accessibili: lo stesso regista ha ammesso di aver inserito un Easter Egg all’interno dell’episodio che però non può essere raggiunto dall’utente; spoiler! Alcuni utenti pensano che questa scelta porti Stefan a non uccidere suo padre.

La domanda che sorge spontanea, dopo aver valutato lo studio e il lavoro svolto dai produttori di Netflix, è perché abbiano deciso di indirizzare la saga verso un nuovo tipo di narrazione, in cui l’utente non è più uno spettatore passivo, ma partecipa attivamente nella trama del film.

Lo spettatore è ora infatti un burattinaio che gioca con la vita dei personaggi come fossero pupazzi. L’utente viene messo nelle condizioni di prendere una decisione al posto dei personaggi, e in appena dieci secondi: questo fa sì che lo spettatore provi un senso di responsabilità e coinvolgimento con ciò che accade davanti ai suoi occhi.

Gli sceneggiatori (programmatori) devono aver certamente sofferto così come – hanno sofferto gli utenti – nel lavorare ai diversi intrecci, ognuno dei quali segnava una diversa svolta nella vita dei protagonisti come Stefan.

Il personaggio principale è giovane, alla ricerca di lavoro dove farsi strada e di una carriera tutta da battere, quindi a prova di qualsiasi adolescente che si affaccia all’età adulta e che cerca di prendere il controllo della propria vita, dovendosi scontrare però con la dura realtà: non sempre prendiamo noi le decisioni, a volte queste sono “guidate”.

Non è allora forse questo il messaggio che i produttori della saga vogliono far passare? Alcuni utenti hanno infatti lamentato che le scelte effettuate comunque portino ad uno dei finali principali, proprio per supportare la tesi di Colin, secondo cui le nostre scelte non sono importanti perché sono altri a decidere per noi.

La mia conclusione? L’episodio è una provocazione. L’ennesima, dato anche il filone seguito generalmente durante gli altri episodi della serie: l’utente, attivo o meno, è invitato a riflettere sull’uso del libero arbitrio, che è solo una scelta apparente.

Black Mirror Bandersnatch
Black Mirror Bandersnatch

Bandersnatch dà l’illusione di avere il controllo, quando invece la sorte di Stefan è già stabilita, anche se secondo diversi filoni. Netflix ha così guadagnato milioni di dati sulle reazioni emotive degli utenti, che potrebbero – chissà – essere utilizzati per profilare maggiormente gli utenti e proporre contenuti più inclini a seconda delle scelte fatte.

“La privacy degli utenti di Netflix è una priorità per noi“, recita la policy sulla privacy di Netflix. Non è però chiaro se i dati delle scelte degli spettatori di Bandersnatch saranno utilizzati al di fuori della visione dell’episodio per altri fini o meno, ma probabilmente sarà impossibile saperlo.

Nel frattempo, il 16 gennaio è stato lanciato l’evento digitale che ripropone la branching narrative su Instagram, chiamato Black Game.

I dettagli non sono ancora molto noti: non si sa se vi sarà esattamente una trama o se le scelte porteranno a diversi finali; la maggior indiscrezione, invece, è che il protagonista sarà una persona in carne e ossa che verrà condotta dalle scelte degli utenti come in un videogioco live.

E voi, giocherete?

Ps. E sono già iniziate le parodie 🙂