Presente e futuro del podcast. Intervista a Tonia Maffeo di Spreaker

Tonia Maffeo - Spreaker
Tonia Maffeo - Spreaker

Il 2018 sarà l’anno in cui il podcast diventerà anche nel nostro paese uno strumento importante per il content marketing?
Abbiamo posto questa e altre domande a Tonia Maffeo, Head of Community e Marketing Manager di Spreaker, la piattaforma made in Italy che consente di scoprire e ascoltare, ma soprattutto creare e distribuire, contenuti audio.

Tonia Maffeo - Spreaker
Tonia Maffeo – Spreaker

Spreaker è nato nel 2010 come strumento per permettere a chiunque di fare radio utilizzando il web; ci racconti come si è evoluto il format del podcast, e di conseguenza la vostra piattaforma, a partire da questi inizi?

Quando abbiamo lanciato Spreaker ufficialmente era l’ottobre del 2010, e allora il podcast in Italia era abbastanza sconosciuto. Inizialmente la nostra piattaforma aveva un approccio molto più diretto al mondo delle radio online e si proponeva come uno strumento per permettere a chiunque di fare radio da casa.

Oggi è ancora così, ma parallelamente la piattaforma ha sviluppato un sistema di gestione e distribuzione dei podcast che ha posto il nostro prodotto sul mercato non solo della creazione ma anche della distribuzione e della gestione dei contenuti audio on-demand. Il podcast come puro formato media si è evoluto tantissimo negli ultimi anni, andando a occupare un posto importante non solo come un formato di distribuzione di storie in audio ma anche come un formato di diffusione di content marketing.

Sempre più podcast, infatti, vengono creati all’interno di strategie di contenuto sui blog e sempre più consulenti scelgono il podcast per fare personal branding.

Come sei approdata e come si è evoluta la tua carriera in Spreaker?

Sono arrivata in Spreaker in modo assolutamente casuale. Ero indecisa se tornare a vivere a Madrid o meno (ero appena ritornata dalla Spagna) e ne ho parlato con un’amica, che mi ha informata che da Spreaker stavano cercando una Community Manager che parlasse un paio di lingue europee. Ho inviato il CV e sono stata chiamata per un colloquio. Mi hanno scelto e sono ormai più di 7 anni che ci lavoro.

Quando ho iniziato eravamo in cinque e oggi siamo in trenta, se si considerano anche i nuovi colleghi che si sono uniti al team oltreoceano. Sono cresciuta tantissimo con Spreaker, sia a livello professionale che personale, e la mia posizione è cambiata durante questi anni anche perché molte cose sono successe all’interno dell’azienda. Oggi mi occupo di tutte le attività che riguardano il marketing del prodotto, dalle forme di acquisition fino alla retention, passando per la gestione del customer support.

Da qualche mese, dopo l’annunciata fusione con BlogTalkRadio, le attività sono aumentate e ricopro lo stesso ruolo anche per quest’altra piattaforma. Lavoro a cavallo tra due fusi, con moltissime cose da fare; continuo ad imparare tantissimo e, come dico sempre, continuo a cambiare lavoro nel lavoro.

Secondo la tua esperienza, quali sono le caratteristiche essenziali che deve avere un podcast di successo?

Un podcast deve essere breve ed avere una storia da raccontare. Qualunque essa sia, una storia di finzione o un consiglio di un consulente per una strategia di marketing, avere una storia da raccontare significa sapere esattamente che cosa dire e come dirlo. Il podcast ha dalla sua parte il potere della voce, elemento di grande empatia, e bisogna sapere come usarlo.
Come tutti i contenuti poi, deve essere supportato da una strategia.

Lanciare un podcast e raggiungere un certo seguito richiede impegno e dedizione pari a quelli che si impiegano con un blog (o forse anche maggiori). Bisogna avere il quadro completo: quanto tempo durerà il progetto, quanti episodi si creeranno, di che cosa vogliamo andare a parlare.

Di recente La Repubblica ha presentato Veleno, primo esempio di utilizzo del podcast da parte di una grande testata giornalistica italiana. Possiamo ritenere di essere vicini alla diffusione su vasta scala di questo format editoriale anche nel nostro paese?

Credo che siamo a buon punto. Veleno ci ha fatto capire quanto anche i media tradizionali siano interessati a sperimentare con questo “nuovo” formato. D’altra parte anche le agenzie di pubblicità si stanno iniziando ad avvicinare all’advertising audio nei podcast, quindi la somma di questi due indizi ci fa capire che in Italia il settore del podcasting sta diventando caldo. 😉

Ci suggerisci i podcast al femminile (italiani e internazionali) più interessanti del momento?

  • Senza Rossetto: podcast che racconta la figura femminile. Ogni puntata affronta un tema legato alle convenzioni che la società attribuisce all’universo femminile.
  • Italiane con la Valigia: donne italiane che si ritrovano nella stessa cittadina in Francia e raccontano storie di luoghi, di esperienze e di vite di chi ha sempre una valigia pronta.
  • L’ora del tech: le chiacchiere delle ragazze di Work Wide Women.
  • Lavoro da Casa: storie di donne che lavorano da casa e di come portano avanti la loro professionalità.
  • The Heart: lo cito sempre perché è la mia produzione sonora preferita, credo che Movies in Your Head sia un esperimento sonoro unico. Consigliatissimo, da ascoltare al caldo, nella stanza più confortante di casa ad occhi chiusi.
  • Bloom and grow: l’ho scoperto di recente, è un podcast fatto da un’amante delle piante nei luoghi urbani.

Di podcast ce ne sono davvero per tutti i gusti, consiglio una ricerca per categoria per scoprire tutti i temi – anche quelli più di nicchia.

Di Fabrizia Endrizzi

Social Media Manager con trascorsi nell'editoria e nell'organizzazione di eventi. Appassionata di arte, viaggi, politica, ambiente e... gattara.

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