La tecnologia quando serve: bimbe dagli occhi belli

Si chiama Bimbe dagli occhi belli il progetto promosso da AIRETT (Associazione italiana che riunisce i genitori che condividono e affrontano i problemi quotidiani legati alla sindrome di Rett) e sostenuto da Fondazione Vodafone Italia e che, grazie ad uno speciale dispositivo tecnologico TOBII I-Series, consentirà a 30 bambine che non sono in grado di parlare e di muoversi di interagire con il mondo esterno comunicando semplicemente attraverso il movimento degli occhi.

Sì, perché la sindrome di Rett è una patologia di origine genetica molto invalidante che si manifesta durante i primi anni di vita e colpisce prevalentemente le bambine, con un’incidenza stimata di circa 1 su 10.000 nati di sesso femminile. Le conseguenze vanno dal ritardo cognitivo, alla perdita della capacità motoria e incapacità di parlare per questa malattia che colpisce in maniera progressiva il sistema nervoso centrale.

Tobii I-Series è un dispositivo portatile, simile a un laptop, dotato di raggi infrarossi, posizionati alla base dello schermo che consentono di leggere il movimento oculare e di decifrare le scelte delle bimbe in risposta agli stimoli cui di volta in volta vengono sottoposte. Attualmente disponibile in due versioni (la 12” e la 15”), può essere utilizzato sia in situazioni di gioco, che di comunicazione o di apprendimento. La sua innovatività consiste nel fatto che non comporta la necessità di indossare fasce o caschi e può essere portato a mano, appoggiato su un piano o installato su un supporto o un mezzo di trasporto, come ad esempio una sedia a rotelle.

«Abbiamo sempre creduto nelle potenzialità di apprendimento e di comunicazione delle nostre bimbe dagli occhi belli tramite puntatori oculari, capaci davvero di rivoluzionare la vita di queste persone, ma al tempo stesso dai costi proibitivi – dichiara Lucia Dovigo, Presidente di AIRETT. Ci siamo fatti portavoce in più di un’occasione di una richiesta collettiva, rimasta disattesa, finalizzata all’introduzione di tali dispositivi all’interno del Nomenclatore. Solo oggi possiamo dire di essere di fronte ad una grande opportunità, certi che questo progetto aprirà la strada a nuovi, importanti sviluppi per la comunicazione e l’apprendimento  di queste ragazze».

E questo è uno di quegli esempi belli, da raccontare di tecnologia abilitante. Una tecnologia che dà gambe, braccia, parola a chi non ce l’ha.

 

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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