7 consigli per vivere da nomade digitale

Avete mai pensato di mollare tutto e mettervi a girare il mondo? Forse una carriera da “nomade digitale” è quello che fa per voi.

nomadi digitali

Quelli che girano il mondo lavorando ovunque grazie a Internet”: questa la definizione che si trova sulla homepage del sito Nomadi Digitali, un progetto italiano nato nel 2012.

Da qualche anno a questa parte non è raro sentir parlare di nomadismo digitale. Professionisti che basano la propria carriera su competenze spendibili principalmente sul web, e di conseguenza non sono vincolati a una dimora fissa. Le professioni che si possono svolgere in questa modalità sono le più disparate: blogger, fotoreporter, programmatore, consulente, persino imprenditore (basta una connessione internet per lanciare una start-up).

In fondo è un po’ il sogno di tutti noi: poter vivere il qualsiasi luogo con gli impegni professionali sempre in tasca, a portata di laptop.

Il nomadismo digitale è il futuro del lavoro? Forse. Forse tra una generazione nessuno avrà più  una postazione in ufficio e magari nemmeno conoscerà di persona i suoi colleghi, ma si limiterà a chattarci su Slack. Se il nomadismo digitale è destinato a diffondersi e a non rimanere un fenomeno di nicchia, molti aspetti delle professioni del futuro potranno cambiare: la relazione (fiscale) tra individuo e stato, le relazioni interne alle aziende e le garanzie per i lavoratori.

Per adesso, i nomadi digitali sono un’avanguardia, per cui è utile fornire qualche dritta su come vivere e sfruttare al meglio le opportunità di questo nuovo paradigma lavorativo globale.

  • Opportunità. Siti come Upwork e Freelancer sono ottimi per la ricerca di piccoli lavori creativi a breve o medio termine. Per la ricerca di un impiego da remoto di natura più stabile, il sito più completo è senza dubbio Remote OK sempre aggiornato e completo di dettagliate categorie di ricerca, compresa quella “paga più alta”. Anche dal punto di vista grafico la piattaforma è particolarmente accattivante. 
  • Tasse e contabilità. Se lavoro in Francia per dei clienti americani dove e a chi devo pagare le tasse? Il problema della fiscalità è sempre stato una spina nel fianco per i freelance. Il punto principale è stabilire la residenza fiscale. Potete trovare informazioni e criteri dettagliati per la sua determinazione in questo articolo.
  • Piattaforme di condivisione del lavoro. Per chi lavora a distanza, comunicare e organizzare la documentazione può essere problematico. Alcune applicazioni online, come RealTime Board, Sococo e Dayboard sono di grande aiuto ai team sparsi in giro per il mondo.
  • Assicurazione. Se si decide di spostarsi in un paese dell’Unione Europea è sufficiente la tessera dei servizi come copertura sanitaria, ma per trasferirsi fuori dal vecchio continente una decisione più ponderata è necessaria. Con una spesa esigua si può risparmiare parecchio in caso di imprevisti. Il panorama delle assicurazioni online presenta opzioni interessanti; una delle più note è quella offerta da World Nomads, consigliata anche da Lonely Planet e Rough Guides. 
  • Sicurezza. Un aspetto molto importante quando si tratta di lavoro da remoto è la protezione dei propri dati, soprattutto quelli relativi al business. Il consiglio più diffuso per lavorare da remoto in tutta sicurezza è utilizzare una VPN (Virtual Private Network.) Una VPN permette di mettere in comunicazione in modo sicuro computer da qualsiasi angolo del globo, come se fossero tutti collegati a una rete privata. Insomma, la VPN funziona come un network interno, anche se chi vi accede può trovarsi a qualsiasi latitudine. 
  • Famiglie. Chi lavora come nomade digitale non è necessariamente single e privo di legami famigliari. Come raccontato in questa intervista vivere viaggiando con i propri figli è possibile. Oltre a ovvie difficoltà organizzative, però bisogna scontrarsi con il dilemma dell’educazione. L’home-schooling è una valida alternativa? Secondo la BBC, il numero dei bambini educati direttamente dai genitori (almeno in Inghilterra) è cresciuto del 65%. Il dibattito su pro e contro di questa scelta è comunque aperto, soprattutto in riferimento alla dimensione sociale dell’apprendimento scolastico.
  • Filosofia di vita. Ciò che forse caratterizza maggiormente i nomadi digitali è uno spiccato senso dell’avventura e un’implacabile restlessness. Nel manifesto (che potete leggere qui) , si fa riferimento anche allo spirito collaborativo, all’innovazione sociale, alla Rete come strumento di partecipazione e alla sostenibilità. Abbandonare la routine nine to five e iniziare una nuova vita in viaggio? È possibile, con molto spirito di iniziativa e di sacrificio. Gestire un business da freelance – occorre ricordarlo – non è semplice e richiede molto lavoro, intraprendenza e attenzione ai dettagli.

Di Irene Doda

22 anni. Laureata in Relazioni Internazionali, al momento mi occupo di marketing ed economia digitale (un po’ per caso). Aspirante giornalista, inguaribile coffee-addicted, nostalgica compulsiva senza fissa dimora.

11 commenti

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.