Il lato social del romanticismo

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I social cambiano il modo in cui i ragazzi si frequentano? Un recente studio condotto dal Pew Research Center ha cercato di indagare l’universo digitale sentimentale degli adolescenti americani tra i 13 e i 17 anni e sono emersi risultati molto interessanti.

Lo studio rivela infatti che il “mondo” digitale è parte di un universo ben più ampio in cui gli adolescenti si incontrano, si conoscono, si frequentano e si lasciano. Benché le piattaforme online siano utilizzate raramente solo al fine di incontrare partner, esse svolgono invece un ruolo molto importante nel modo in cui gli adolescenti flirtano, corteggiano, comunicano e condividono le proprie emozioni.  Nel complesso, solo 8% di adolescenti americani di età compresa tra i 13 e i 17 ha incontrato un partner online. I ragazzi con maggiore esperienza di  incontri (76%) dicono di aver incontrato i loro partner attraverso incontri e strategie romantiche. Chi invece ha incontrato il proprio partner online lo ha fatto principalmente attraverso i social media ed in particolare attraverso Facebook.

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Galeotto fu il social?

Malgrado la maggior parte degli adolescenti americani non inizi un rapporto sentimentale online, la tecnologia è uno strumento  importante per flirtare e comunicare interesse in una fase iniziale verso un partner potenziale. Ed infatti spesso i teens usano i social media proprio in questo senso, ovvero per accorciare le distanze in maniera informale con le persone interessante, ad esempio:

  • Il 50% dei teens hanno fatto sapere e comunicato il proprio interesse romantico a qualcuno attraverso Facebook o altri account social;
  • il 47% ha espresso la propria attrazione attraverso i Like, i commenti o altre tipologie di interazione con gli account social della persona di proprio interesse;
  • il 46% ha condiviso qualcosa di divertente o interessanti sulle pagine ed account social dei contatti di proprio interesse;
  • il 31% ha flirtato via messaggio;
  • l’ 11%  ha creato delle play list musicali;
  • il 10% ha inviato video e immagini sexy (non in relazione al fenomeno del sexting);
  • e il 7% ha realizzato dei video per i propri spasimanti.

PI_2015-10-01_teens-technology-romance_2-02Tra i social più utilizzati nelle attività romantiche online Facebook è stato citato più spesso come luogo online primario in cui è possibile trovare l’anima gemella, a seguire Instagram. Twitter ed altri tipi di piattaforme sono utilizzati in minima parte come altri tipi di socialmedia quali MySpace, MeetMe chat, Snapchat, …

Leggendo i dati dello studio in ottica di genere scopriamo che le ragazze hanno più probabilità di essere bersaglio di tattiche e flirt non desiderati. Anche nelle interazioni di persona talvolta accade che non sempre tutte le attenzioni siano apprezzate o considerate positivamente, ciò accade inevitabilmente anche nelle nostre relazioni di tipo social ed infatti il 25% degli adolescenti ha dovuto bloccare qualcuno perché infastidiva o creava disagio. Come nel caso delle donne adulte più soggette ad essere vittime di molestie online (cyberharassments) in maniera più frequente ed intensa, allo stesso modo le ragazze adolescenti hanno maggiori probabilità di sperimentare e vivere situazioni di disagio e costrizione all’interno delle relazioni social; infatti oltre il 35% delle ragazze adolescenti ha dovuto bloccare o eliminare dai contatti social una persona troppo invadente o che infastidiva.

 

Chi dice social dice danno?

Non è sempre vero! I social media aiutano gli adolescenti ad accorciare le distanze per sentirsi più vicini ai propri partner sopratutto nella condivisione degli eventi quotidiani. Molti adolescenti si sentono appagati nella condivisione delle emozioni e delle attenzioni da parte del partner attraverso le interazioni sulle piattaforme social, malgrado possano ravvedersi anche situazioni di sovraccarico emotivo legate alla incertezza nel futuro della relazione o alla gelosia:

  • il 59% sostiene che i social media permettono di essere in contatto con quanto di importante avviene nella vita dell’altro, di cui un 15% riesce a sentirsi molto più connesso nella vita quotidiana;
  • il 47% sostiene che i socialmedia siano un luogo in cui viene dimostrato quanto l’altra persona tenga al rapporto;
  • il 44% ritiene che i socialmedia riescano a far sentire in maniera più intesa e ravvicinata le emozioni del partner;
  • mentre solo un 27% si sente geloso o insicuro in merito alla relazione

In ogni caso un altro elemento interessante è che la maggioranza degli adolescenti che hanno partecipato allo studio hanno dichiarato chiaramente che le tecnologie e gli strumenti digitali non giocano un ruolo così predominante nella costituzione o distruzione del proprio rapporto romantico quanto piuttosto agevolano la gestione di alcune dinamiche. 

E forse anche un po’ a sorpresa si scopre che sono proprio i ragazzi quelli ad avere più bisogno dell’utilizzo degli strumenti digitali e social per creare un maggiore spazio di comunicazione e condivisione delle proprie emozioni.

 

Se non condividi non è reale

Per la generazione “nativa digitale” anche negli aspetti romantici la condivisione è d’obbligo per testimoniare non solo la vicinanza e solidità del rapporto di coppia ma anche la presenza nella vita dell’altro. Più di un terzo (37%) dei ragazzi con esperienza di relazione hanno usato i propri account social per permettere ai loro partner di sapere quanto li amano in modo che fosse visibile a tutti contatti della propria rete.

Gli adolescenti inoltre utilizzano il contesto delle reti sociali anche per acquisire o conoscere nuovi potenziali partner seguendo gli amici degli amici e i suggerimenti proposti dalle piattaforme (ad esempio persone che potresti o vorresti conoscere).I ragazzi più grandi di età compresa tra i 15 e i 17 anni utilizzano maggiormente le piattaforme social per cercare informazioni online sui propri partner (attuali o potenziali) circa il 35% rispetto al 16% degli adolescenti under 15.

I Teens dedicano e trascorrono quotidianamente il tempo con i propri partner attraverso differenti canali di comunicazione come ad esempio scambiandosi messaggi (texting circa il 92% del tempo) oppure parlando telefonicamente (87%) o interagendo sui social per il 70% del tempo quotidiano o di persona al di fuori dell’orario scolastico (86%).

Altre modalità di interazione comuni tra gli adolescenti attengono l’utilizzo di:servizi di video chat (il 55% dei ragazzi trascorre con il proprio partner il tempo in questo mondo); applicazioni di messaggistica istantanea (49%), scambio di  e-mail (37%) e video giochi (31%).

 

Se mi lasci non vale

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Molti adolescenti considerano varie opzioni per porre fine alle proprie relazioni sentimentali ma alcuni modi sono più socialmente accettabili e condivisibili di altri. Delle sei diverse opzioni proposte nella indagine la modalità della comunicazione di persona è risultata indubbiamente quella più accettabile socialmente (oltre il 78%) seguita dalla comunicazione telefonica (31%), dall’invio di un messaggio di testo (12%), fino ad arrivare ad un 7% che lo comunica cambiando semplicemente il proprio status di relazione sul profilo social.

Di Emma Pietrafesa

Emma Pietrafesa ricercatrice non strutturata presso Enti di ricerca e Università, Comunicatrice. Lavora nel settore delle attività di ricerca e comunicazione da oltre 10 anni, con focus su: ICT e socialmedia ed impatto sugli stili di vita, tematiche di genere, salute e sicurezza sul lavoro. E’ Responsabile del Coordinamento editoriale della Rivista accademica RES PUBLICA. Fa parte del Direttivo di Stati Generali dell’Innovazione e della Rete WISTER. Al suo attivo oltre 30 pubblicazioni tra articoli, saggi, monografie e cura redazionale di pubblicazioni scientifiche e accademiche. Docente e relatrice in Convegni e seminari di settore.

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