Il gioco che insegna l’ereditarietà genetica

Niche

Niche è un videogioco sull’ereditarietà genetica che recentemente è stato tra i 5 vincitori del premio indetto da Pro Helvetia dedicato ai migliori videogiochi prodotti in terra Svizzera.

Playful Oasis
Playful Oasis

In Niche, in ogni turno puoi muovere, nutrire o far accoppiare gli animali che popolano l’habitat cercando di far sopravvivere il gruppo il più a lungo possibile, evitandone l’estinzione. Attualmente nelle ultime fasi di sviluppo, il gioco uscirà entro la fine dell’anno, ma una versione alpha può essere scaricata gratuitamente dal sito ufficiale.

Abbiamo incontrato Philomena Schwab, game designer e developer di Niche, per chiederle come è stato il percorso. Attualmente divisa tra lo sviluppo e lo studio per il master di game design presso la University of the Arts di Zurigo con una tesi orientata alla promozione di videogiochi, ha anche partecipato a game jam.

Philomena Schwab
Philomena Schwab

Philomena, partiamo da una domanda che riguarda la tua formazione: quale gioco ti ha più influenzato nei primi anni di giocatrice e cosa ti ha portato a scegliere il game design per il tuo percorso di studi?

Fin da bambina sono stata una grandissima fan dei videogiochi dei Pokémon. Mi affascinava soprattutto la parte relativa all’allevamento perché ha un sistema molto complesso che non è immediatamente visibile a chi gioca. Quello degli RPG è il genere di giochi che più mi ha influenzato fin da piccola. Finita la scuola, non riuscivo a decidermi se studiare illustrazione, programmazione, narrazione. Il game design è il perfetto mix di competenze!

Il gioco su cui stai lavorando ora, Niche è un “digital board game” fortemente influenzato dalla biologia. Raccontaci di cosa si tratta e come è nato.

Niche è un gioco sulla genetica delle popolazioni che ti insegna come la genetica funziona realmente. La biologia è un argomento che interessa tutto il team, inoltre pensiamo che la scienza e i giochi siano un’ottima combinazione! Niche è stato inizialmente creato come gioco da tavolo, realizzato completamente in fogli di carta e cartoncino. Ne abbiamo poi realizzato un prototipo digitale, e le meccaniche di gioco sono rimaste esattamente le stesse. Ancora oggi, dopo mesi di sviluppo in cui è stato portato avanti come videogioco, può essere giocato su carta.

Tu lavori come game designer, programmatrice e segui il marketing del gioco. Qual è la sensazione di indossare diversi “cappelli” – ricoprire diversi ruoli – a seconda del lavoro che hai da fare?

Adoro le mie multiple “teste”. È vero che lavorare in campi diversi a volte può compromettere un po’ il livello di attenzione. Ma è anche positivo perché sviluppi un modo di pensare diverso, speciale, e inizi a vedere connessioni tra cose che potrebbero sfuggire a una persona con un solo ruolo. Pianificare le sessioni di lavoro e seguire rigorosamente quanto ti sei prefissata è molto importante quando si lavora parallelamente su diversi fronti.

Sei anche curatrice di Playful Oasis, un sito che raccoglie giochi che hanno a che fare con la natura: come è nato questo progetto?

Ho iniziato a parlare con game developer che stavano lavorando a progetti simili al nostro e così abbiamo deciso di formare un collettivo per darci supporto a vicenda, condividendo consigli su sviluppo e marketing. Il gruppo sta crescendo rapidamente, abbiamo già 10 membri al momento. Il nostro obiettivo è quello di creare un luogo dove chi sta sviluppando un gioco su natura e biologia possa comunicare direttamente con il proprio pubblico. Per chi volesse approfondire, ne ho parlato recentemente anche in un talk in occasione dell’evento Respawn a Colonia.

A questo proposito, sul tuo sito personale c’è un ricco elenco di festival ed eventi dedicati ai giochi a cui hai partecipato. Qual è stata la più grande soddisfazione?

Incontrare persone meravigliose! Ho avuto il piacere di conoscere game developers straordinari provenienti da ogni parte del mondo. È una bellissima sensazione quella che provi a stare vicino a persone che condividono la tua passione e dopo non vedi l’ora di scoprire i loro prossimi progetti.

E per concludere, i tuoi tre consigli fondamentali per la progettazione e lo sviluppo dei videogiochi.

  1. La carta! La prototipazione su carta è incredibilmente utile (specialmente per i giochi che si svolgono a turni).
  2. Le sessioni di playtesting. Perché è molto importante testare il tuo gioco fin dall’inizio, ma anche continuare a testarlo spesso.
  3. Le pause durante lo sviluppo. Mi ha aiutato molto fare un passo indietro e riconsiderare alcune decisioni.

Di Marina Rossi

Marina Rossi è game design ninja e curator. Spesso imbraccia fucili a pompa per sconfiggere i nemici che la ostacolano. Su schermo, si intende.

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