Le femmine sono numeri dispari: intervista a Francesca Tilio

Nove racconti, nove canzoni da ascoltare, nove foto per nove femmine “dispari” sono il condensato del libro di Francesca Tilio Le femmine sono numeri dispari.

Francesca Tilio

Quando dici Francesca Tilio oggi molte donne pensano parrucca rosa. Perché Francesca è la persona speciale che ha ideato Pink Project. “Mi piacerebbe che libro e progetto – afferma Francesca – non camminassero parallelamente, perché sono due cose molto diverse. Hanno due punti in comune: si parla di donne (femmine è il termine che mi piace usare) e dietro ci sono io”. Ma chi si aspetta un libro in cui si parli di cancro e magari di ottimismo e forza rimarrà felicemente deluso visto che il libro non è altro che il racconto di sogni, speranze, paure, intraprendenza, fragilità. Il racconto di nove femmine. “Il libro – continua Francesca – è una rappresentazione di me, un esercizio creativo, un meltinpot di Francesca, perché nessuno è una cosa sola, si sa”. E la ricchezza sta tutta qui.

Cosa sono le pari opportunità per te? E le femmine dispari?
Le pari opportunità sono la possibilità di sfruttare potenzialmente ogni aspetto sociale, con gli stessi diritti. Questo vuol dire che non si parla necessariamente di parità al femminile, per tutti intendo razze, culture, religioni, età, ceti sociali. Ognuno dovrebbe accedere al mondo nello stesso modo.
Nel mio libro, le femmine dispari sono le anime inquiete. Tutte le donne che ho conosciuto sono numero dispari e quelle che racconto nelle storie del mio libro sono femmine quotidiane, comuni, potremmo essere noi, forse lo siamo.

Quanto le tecnologie pensi possano aiutare le donne nella realizzazione dei propri progetti?
La mia giornata, oggi, è scandita dalla tecnologia. Parliamo del mio legame con il computer, fondamentale, come strumento di lavoro. Non potrei tornare indietro, forse non lo vorrei, è la mia mano, il supporto alla mia immaginazione, a volte il riflesso della mia immagine. Lo temo e lo detesto certi giorni. In generale lo ringrazio. E’ grazie alla rete se riesco ad affermare velocemente il mio operato,
le mie possibilità sono veicolate dalla tecnologia.
Le donne sono cambiate attraverso il mezzo tecnologico. Se facessi ora una foto alla schermata della chat che appare alla sinistra di questa email che sto scrivendo, notereste che sono tutti soggetti femminili quelli che si affacciano con la loro icona verde (tutte presenti!). Se poi facessi una breve indagine sociale, potrei garantirvi che questa è una lista di donne affermate e dinamiche, molto presenti nella rete, realizzate professionalmente, ricche di idee, che hanno fatto della tecnologia il proprio strumento di affermazione. Questo piccolo spaccato offre un quadro più che positivo.

Quanto la tecnologia ha sostenuto il tuo progetto Pink Project?
Ho sfruttato e sto sfruttando al massimo la rete per promuovere le mie attività. Pink project, il mio progetto fotografico legato alla sensibilizzazione e alla raccolta fondi per la lotta al cancro al seno,
è nato e cresciuto grazie ad essa. E’ stato finanziato in rete attraverso crowdfunding, è arrivato a centinaia, migliaia di persone, è passato dai social network alle testate giornalistiche più importanti d’italia.
Il mio libro è nato ora, ma sarà la rete ad aiutarmi nella promozione. La mia sito di Francesca Tilio si ciba della rete per il marketing, la collocazione del brand all’interno di un determinato mercato, il passaparola nei social. Nel web c’è il mio lavoro, la mia vetrina, il mio negozio virtuale.

Quale pensi possano essere le potenzialità dei social rispetto alla prevenzione, alla cura e al sostegno alle persone colpite da tumore?
Pink project è stato il primo beneficiario della rete e spero, immagino, che lui stesso abbia restituito a molte persone la sua essenza. Parlare di malattia attraverso i social network – della propria malattia – è un atto di coraggio. Ho pensato e ripensato se farlo oppure no. Pink project è un alleato, una specie di corazza che mi sono messa per affrontare il mondo. Attraverso lui ho dato voce ad un messaggio di speranza, che ho restituito al mondo attraverso i social. Tante, tantissime donne mi hanno scritto, contattato, sollecitato a continuare, ringraziato per quello che stavo facendo. Facebook è stato prezioso perché mi ha permesso di arrivare dove non avrei mai pensato.

Francesca Tilio io l’ho “conosciuta” un paio di anni fa per una intervista telefonica. Allora condividemmo “una fretta di vivere. Un voler fare tante cose pensando di avere un tempo limitato. Il desiderio di cogliere ogni occasione per paura che prima o poi finisca tutto”. Essere un numero dispari forse è proprio questo: il tentativo di realizzare tanti sogni rinunciando a quella perfezione che è solo dei numeri pari.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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