OnePlus One: la recensione

Foto di Maurizio Pesce
Dopo gli appelli social a colpi di hashtag #oneplusoneinvite, siamo finalmente riusciti a entrare in possesso del chiaccheratissimo OnePlus One e l’abbiamo recensito per voi.
Foto di Maurizio Pesce
Foto di Maurizio Pesce
“Never settle” (mai accontentarsi) è la filosofia che accompagna fin dalla sua uscita, avvenuta il 25 aprile del 2014, questo phablet dagli obiettivi decisamente ambiziosi come si evince dalle dichiarazioni presenti nella sezione support del sito:
Never Settle means that we will strive for the best user experience and not rest till we’ve found it.
We believe in engaging with users to find out what people really want from their smartphones. We believe in picking specs wisely to deliver the best overall experience. We believe in partnering with experts and playing to your strengths. But most of all, we believe in never compromising on product quality and offering greater value to consumers through innovative design and an online-first strategy.
Nelle nostre mani da poche settimane, l’abbiamo provato per vedere se è all’altezza delle promesse fatte. Scopriamo insieme le caratteristiche principali:

Strategia di marketing

Una modalità di vendita non convenzionale è sicuramente quello che ha reso il flagship killer di casa OnePlus “il telefono più desiderabile al mondo”.
Inizialmente ottenibile solo partecipando a dei contest indetti dall’azienda (in alcuni casi molto criticati), è successivamente diventato disponibile solo su invito (o in occasioni particolari, vedi Black Friday). Da febbraio 2015 è acquistabile tramite il sito internet ogni martedì per 24 ore.

Confezione

Tutti gli acquisti sono inseriti in confezioni minimali di diversa forma e dimensione ma di grande impatto grazie all’utilizzo del colore rosso abbinato ad una base bianca. Nella confezione dedicata al dispositivo è presente anche una graffetta per l’espulsione della MicroSIM, un adattatore per schede NanoSIM e un cavo USB, dettagli che denotano subito una particolare attenzione al dettaglio sebbene manchino gli auricolari. Il caricatore da parete è inserito in una scatolina quadrata a parte perfettamente coordinata con quella dedicata al telefono. Stessa cosa per la flip cover.
Foto di photo4howi
Foto di photo4howi

Design

Il design ha una forma rettangolare leggermente arrotondata sugli angoli. 162 grammi di peso distribuiti su una superficie di 152,9 millimetri di lunghezza per 75,9 di larghezza e uno spessore di 8,9 millimetri. Dimensioni decisamente importanti per questo smartphone che a prima vista potrebbero scoraggiare soprattutto perché non supera la “prova tasca”.
Il modello che ho scelto, 64GB nella variante Sandstone Black, si contraddistingue per un retro effetto pietra ruvida che consente una presa più salda. Io però ho deciso di prediligere la “sicurezza” all’estetica, proteggendolo con una flip cover che mi dà una maggiore sicurezza sullo schermo.

Display

Lo schermo è un 5,5 pollici full HD con una risoluzione di 1920 x 1080 pixel e 401 dpi, dotato di tecnologia TOL (touch on lens) che riduce al minimo la distanza tra la matrice touch e il display vero e proprio.
Foto di TechStage
Foto di TechStage

Fotocamera

La qualità delle foto è una delle cose che mi ha più colpita. Il dispositivo è dotato di due fotocamere, 13 megapixel per quella posteriore e 5 megapixel per quella anteriore, e di numerose modalità di scatto: HDR, treppiede, posterizzazione per citarne alcune.
Le impostazioni manuali completano le possibilità di scatto con una gamma di opzioni davvero completa: dalla dimensione al fuoco, dalla modalità di esposizione al salvataggio di immagini RAW, dal bilanciamento del bianco agli ISO.
Lato video è possibile girare filmati in 1080p e slow-motion fino a 120 fps.

Software

OnePlus One monta Cyanogenmod 11S, in una versione esclusiva per il OnePlus One.L’alta possibilità di personalizzazione è sicuramente ciò che fa la differenza, dal menu delle notifiche a tutte le altre funzioni di sistema. Sono presenti inoltre delle gesture a schermo bloccato per l’avvio della fotocamera (disegnando un cerchio), l’accensione/spegnimento della torcia (disegnando una “v”) per il controllo della riproduzione musicale (due dita in verticale per riprodurre/mettere in pausa, una freccia a sinistra per la traccia precedente, una freccia rivolta a destra per la traccia successiva).

Autonomia

La durata della batteria, non rimovibile, è l’altro aspetto che me l’ha fatto amare. Con un uso abbastanza intenso arrivo a circa 38 ore di autonomia, fantascienza per gli smartphone avuti fino ad oggi.

Prezzo

È indubbiamente uno dei suoi punti di forza. 269€ per la variante da 16 GB e  299€ per la versione da 64 GB a cui vanno aggiunti 19,99€ per le spese di spedizione in Italia.
In conclusione per me è decisamente un sì, e per voi? Qual è la vostra esperienza?

Di Milo Soardi

Venere di nome, geek di fatto, Web Marketing Strategist di professione. Portatrice sana di fossette con un’insana passione per Woody Allen.

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