Empatica, la start up dei medical wearables

Embrace di Empatica
Embrace di Empatica

Empatica è una giovane azienda co-fondata da Matteo Lai, startupper dell’anno secondo Riccardo Luna, e da Rosalind Picard, docente at MIT Media Lab di Cambridge e responsabile scientifica del progetto. Rosalind Picard è anche direttrice dell’Affective Computing Research Group, ha co-fondato Affectiva, una società che si pone l’obiettivo di misurare le emozioni umane, ed è stata inserita dalla CNN nella lista delle sette tech superheroes da tenere d’occhio nel 2015.

Embrace di Empatica
Embrace di Empatica

Il focus di Empatica è lo studio e l’analisi dei parametri umani e l’anno scorso la start up ha raccolto oltre 600.000$ con una campagna su Indiegogo finalizzata alla produzione di Embrace, uno smartwatch che, come altri, rileva stress, sonno e attività fisica ma in più è in grado di inviare un segnale d’allarme ogni volta che accade un evento insolito, come una crisi epilettica. Il dispositivo comunica con un’app (Empatica Alert) che riceve le informazioni relative all’attività elettrica della pelle della persona che lo indossa, rilevata da sensori sviluppati in ambito medico-scientifico e, analizzando lo storico dei dati del paziente, è in grado di prevedere se sta per verificarsi una crisi convulsiva.

Un’altra app, Empatica Mate, consente invece l’utilizzo dello smartwatch come life e sport tracker.

L’idea di Empatica è stata quella di produrre un dispositivo dal design molto curato, in modo da distanziarlo dai classici dispositivi medicali e di renderne l’utilizzo più gradevole specialmente a chi è afflitto da una malattia spesso stigmatizzata come l’epilessia.

E4 di Empatica
E4 di Empatica

Empatica produce inoltre E4, una smartband progettata per l’uso da parte di scienziati e medici che studiano i parametri fisiologici umani. Il device può venire utilizzato, ad esempio, per monitorare pazienti da remoto oppure raccogliere dati per studi sul comportamento umano in determinate situazioni, sempre senza che chi partecipa alla ricerca sia obbligato a recarsi in un luogo specifico. Quando l’utilizzatore collega la smartband al computer per ricaricarla, i dati raccolti vengono trasferiti in maniera sicura a un cloud e possono essere quindi raccolti, organizzati e analizzati. Grazie alla disponibilità delle API è possibile realizzare una propria app customizzata per raccogliere le informazioni sulla base delle proprie esigenze scientifiche.

Di Fabrizia Endrizzi

Social Media Manager con trascorsi nell'editoria e nell'organizzazione di eventi. Appassionata di arte, viaggi, politica, ambiente e... gattara.

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