Alla ricerca di app per bambini: Mamamò

Quali app posso far usare ai bambini? Da quale età? Quali gadget tecnologici sono adatti e quali no? Per rispondere a queste e a molti altri dubbi da mamma è nato Mamamò.it, frutto di una felice intuizione di Elisa Salamini e Roberta Franceschetti

Elisa e Roberta, ideatrici del portale Mamamò, sono accomunate dal fatto di essere mamme di tre “nativi digitali” che le ha “costrette” in certo senso a guardarsi intorno e a scoprire (e quindi consigliare) il corretto approccio alle tecnologie. Insieme a Elisa scopriamo quindi qualcosa in più.

Quali le cose che si trovano su Mamamò?
Mamamò è un sito che nasce nel 2012 per orientare i genitori italiani nella scelta delle app per i loro bambini. Il cuore del sito sono proprio le recensioni delle app, suddivise in categorie e ricercabili attraverso filtri in base a età, supporti e sistemi operativi. Alle recensioni si affiancano news che parlano del mondo dei cosiddetti “nativi digitali”, con segnalazioni di eventi e strumenti loro rivolti, interviste a sviluppatori e protagonisti dell’editoria e dell’educazione digitale. Il nostro obiettivo è quello di dare ai genitori, ma anche agli insegnanti e ai bibliotecari, una sorta di “bussola” per orientarsi nel mondo dei contenuti digitali per bambini. Per questo, dalla fine dello scorso anno, oltre alle app, segnaliamo ebook interattivi e videogiochi, il cui utilizzo non può essere confinato solo nella sfera dell’intrattenimento, ignorandone le potenzialità in campo educativo. All’attività online, aggiungiamo un’offerta di servizi in campo editoriale e formativo, rivolti a editori, aziende, scuole ed enti attivi nell’educazione digitale di grandi e piccoli.

App e bambini: a che età iniziare e come monitorare l’uso per evitare l’abuso?
Non ci sono ancora risposte certe a queste domande, i device touchscreen sono troppo recenti perché gli studi e le ricerche in merito al loro utilizzo diano dati definitivi. Ciò che i pediatri americani, ma anche italiani, sono concordi nel consigliare è di non utilizzare gli schermi (compresi quelli di televisione e computer) con bambini sotto i due anni. Del resto, uno strumento dalle potenzialità praticamente infinite come il tablet, può risultare “sprecato” con bambini troppo piccoli, oltre che pericoloso quando utilizzato come una sorta di baby sitter elettronica che si sostituisce alla presenza di un adulto. E’ per questo che su Mamamò spesso abbiamo parlato di co-viewing e co-playing, suggerendo ai genitori di stare a fianco dei propri figli quando sono alle prese con i tablet, perché quei momenti diventino un’opportunità di incontro e non di isolamento per i più piccoli. Il tablet è invece un validissimo strumento di apprendimento, oltre che d’intrattenimento, per i bambini più grandi, che possono essere stimolati da app e contenuti multimediali ben fatti e di qualità nello sviluppo di competenze, dalle più tradizionali a quelle digitali.

Cosa pensi del coding a scuola? E quali i requisiti per far sì che possa veramente aiutare i bambini?
Il coding nella scuola dovrebbe diventare una realtà, già a partire dal ciclo delle primarie, stando al documento La buona Scuola, che contiene le linee guida per la riforma dell’istruzione nel nostro Paese. La realtà italiana è molto varia, molto si deve ancora fare perché le scuole si attrezzino in modo omogeneo con connettività e hardware, ma alcuni insegnanti (i cosiddetti “innovatori naturali” della scuola) si stanno già avventurando in percorsi che avvicinano i bambini alla programmazione visuale, utilizzando risorse già in rete e disponibili in lingua italiana. L’obiettivo non è quello di farli diventare tutti futuri programmatori, quanto quello di agevolare lo sviluppo del cosiddetto pensiero computazionale, tanto utile perché strutturato e orientato al problem solving. Le premesse a tutto questo stanno però in una scommessa ancora più ampia, in un cambiamento della didattica, pronta a recepire le potenzialità del digitale e a mettere in discussione le sue tradizionali impostazioni.

3 app imperdibili per bambini e 3 per adolescenti
Sul tablet dei più piccoli non possono mancare le app degli sviluppatori italiani Minibombo ed Elastico, i giochi di Toca Boca (per “fare finta che” anche sul tablet) e le app della buonanotte di Fox&Sheep.
Ai più grandi suggeriamo invece dei bellissimi videogiochi narrativi che si possono giocare anche su tablet, come Broken Age, Botanicula e l’imperdibile Monument Valley.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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