Sotto l’occhio di Mr Google!

Sarà capitato anche a voi di sentire la frase “Google ci spia, sa tutto di noi”. Ma è davvero così?

Foto di  Kristina Alexanderson, Flickr
Foto di Kristina Alexanderson, Flickr

Fino a qualche anno fa potevamo affermare che nostra madre ci conoscesse meglio di chiunque altro, ma all’epoca non c’era Mr Google, il nostro grande fratello digitale.

Oggi, infatti, trascorriamo una grande percentuale del nostro tempo sul web: per lavoro, passione, ricerca, divertimento. Ma ci siamo mai chiesti se tutto quello che googliamo, tutto quello che cerchiamo e vediamo su Youtube, tutto ciò che condividiamo sui social network, tutto quello che salviamo perchè ci è parso interessante, venga in realtà catalogato e archiviato? Questo accade anche per i nostri dati personali, tutto ciò che inseriamo su Google serve a creare una sorta di scheda con il nostro storico, salvata a nostro nome.

Cosa si evince da questa scheda? Le nostre passioni, i nostri interessi, la nostra vita sociale, i nostri spostamenti.

Sono rimasta personalmente impressionata quando una mia collega mi ha mostrato il servizio Location History, che consente di accedere alla cronologia delle nostre posizioni ovvero un diario che racconta dove siamo stati giorno per giorno, ora per ora, spostamento per spostamento e quanti km abbiamo percorso dal momento in cui abbiamo attivato il nostro smartphone, collegato al Gps e al nostro account Gmail. Meglio di un detective! E’ comunque possibile disattivare la cronologia e il servizio accedendo direttamente dall’account Google, cliccando su “disattiva cronologia posizioni” e poi su “salva”. Ma questa azione non proteggerà i dati che sono già stati raccolti in precedenza.

Per quanto riguarda, invece, le ricerche, in genere pensiamo di farle gratuitamente, ma in realtà stiamo offrendo un prezioso strumento di marketing a Mr Google che lo rivende profumatamente agli inserzionisti, i quali possono avere accesso a dati e preferenze. Avete mai fatto caso che ogni volta che cerchiamo qualcosa, ad esempio “dieta”, per mesi dobbiamo sopportare inutili post sponsorizzati su “come dimagrire in poco tempo” o e-mail sul “miglior modo per perdere peso”?

Provate a vedere se il profilo delineato da Google corrisponde proprio al vostro. A me segnala “donna tra i 25 e i 34 anni” e rimanda agli argomenti cercati nell’ultimo periodo. Interessante o inquietante?

Per Google non siamo altro che meri strumenti pubblicitari?

Attraverso Google Analytics siamo costantemente monitorati e utilizzati come mezzo per far girare l’economia. Non allarmatevi, perchè ognuno di questi servizi può essere disattivato, non solo la cronologia delle nostre ricerche può essere cancellata, ma è possibile anche fare ricerche in incognito ed è possibile negare il consenso sull’appropriazione dei nostri dati attraverso Analytics.

COME NAVIGARE IN INCOGNITO

Google Chrome: aprire una nuova finestra dal Menu e selezionare “nuova finestra di navigazione in incognito” oppure selezionare i tasti Ctrl+Maiusc+N sulla tastiera del PC o cmd+shift+n su Mac. Si possono anche scaricare componenti aggiuntivi come Incognito Filter o Incognito This Tab.

Mozilla Firefox: cliccare sul pulsante Men, nella barra degli strumenti del browser, e selezionare “nuova finestra anonima” o utilizzare la di tastiera del PC cliccando Ctrl+Shift+P o cmd+shift+p su Mac.

Stessa cosa se utilizzate Safari, basta selezionare dal menu l’opzione “navigazione privata“.

Quindi, niente paura, siamo ancora in grado di controllare Big G. Almeno per ora.

Di Stefania Lobosco

Creativa, tech addicted e profondamente convinta che la tecnologia possa rendere la vita più smart. Vincitrice di un concorso che l'ha portata a realizzare la sua idea di app, WashApp. Oggi è account PR per lavoro e coltiva a 360° la sua passione per comunicazione e scrittura, curando il suo blog e collaborando con alcune testate.

5 commenti

  1. Più che Gogogle e la sua pubblicità si dovrebbe temere la NSA, a cui Google e altri vendono i nostri dati (Snowden docet), ma sembra che nessuno se ne preoccupi.

  2. Bell’articolo 🙂 E soprattutto utile!
    Solo una precisazione: la navigazione anonima (incognito mode), come avverte il browser stesso quando la si attiva, non garantisce l’anonimato su Internet. Il fornitore della connessione, il datore di lavoro o gli stessi siti visitati possono sempre tenere traccia delle pagine visualizzate. E’ stata creata più per mantenere la privacy su computer condivisi che per sfuggire alle attività di profiling dei provider di servizi web come Google.
    Se cercate un motore di ricerca che rispetti davvero la vostra privacy potete provare DuckDuckGo 😉

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