Un ebook con consigli utili per il self publishing

Foto di Sime, Flickr

Chi non ha un libro nel cassetto che vorrebbe pubblicare? Il self publishing rappresenta una buona opportunità purché si scelgano le modalità e gli strumenti giusti. Nell’ebook Self Publishing a confronto Sonia Lombardo dà ottimi consigli per pubblicare libri di successo.

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Quando si parla di self publishing spesso ci viene in mente l’immagine dell’autore fai da te (con tanto di ahi ahi ahi come in una vecchia pubblicità di un’agenzia di viaggi). In realtà pubblicare un libro senza editore non solo è fattibile ma è anche una sfida da fare volentieri, magari evitando di fare i dilettanti allo sbaraglio ma cominciando ad approfondire la tematica. L’ebook “Self Publishing a confronto” rappresenta una piccola bussola su come orientarsi tra gli innumerevoli siti di self-publishing.

Attraverso interviste a chi questi servizi li offre e agli scrittori che ne hanno usufruito riscuotendo un certo successo, si compone un raffronto interessante che aiuta a farsi un’idea più chiara sui criteri da prendere in considerazione nella scelta dell’uno o dell’altro servizio come per esempio i formati stampa disponibili, la rete di distribuzione e la percentuale trattenuta sui guadagni. Abbiamo intervistato l’autrice Sonia Lombardo per avere qualche consiglio veloce sul come iniziare.

Nel libro sono suggeriti diversi servizi a confronto. Ma se tu volessi pubblicare il tuo primissimo ebook (e non avessi quindi esperienza) quali tra questi sceglieresti e perché?

Sicuramente limiterei la mia scelta a Smashwords o ancora meglio a Lulu. Sono le prime piattaforma di self-publishing diventate di livello internazionale (la seconda ha anche un’ottima versione in italiano), distribuiscono gli ebook sui principali Internet store e, cosa ancora più importante, assegnano gratuitamente il codice ISBN alle pubblicazioni.

Quindi chi pubblica tramite queste piattaforme diventa a tutti gli effetti un autore. Ma per chi vuole solo sperimentare, ossia, per coloro che hanno un romanzo nel cassetto e desiderano vedere l’effetto che fa, soluzioni come MeetAle o la nuovissima piattaforma DuDag consentono di raggiungere il pubblico senza troppe complicazioni, poiché sono delle ottime e semplici vetrine.

Quale secondo te l’aspetto da curare maggiormente nell’auto pubblicazione? E come fare se non si ha esperienza e competenze necessarie a farlo da soli?

Personalmente ritengo che chi sceglie di autopubblicarsi deve avere già la consapevolezza di essere un autore. Mi spiego meglio: qualche errore può sempre sfuggire e ci sono tanti bravi professionisti pronti a risolvere il problema, il punto è che non ci si autopubblica perché si pensa di aver scritto un grande romanzo senza nemmeno una pecca; si sceglie il self-publishing perché si ha in mente un progetto a lungo termine.

Si veda l’esempio della scrittrice Joanna Penn, che non ha soltanto autopubblicato dei libri, ha un sito web, è attiva sui social network, svolge consulenze e webinar, insomma il suo è il nuovo modo di essere scrittori oggi. Bisogna avere un’idea e imparare a comunicarla al proprio pubblico. Questo è l’aspetto che bisogna curare maggiormente: il rapporto con i lettori. E per fortuna il selfpublishing ti consente di aggiustare il tiro e migliorare la tua opera a seconda dei loro giudizi, o della loro mancanza.

Problema copertina: suggerisci un tool per crearla on line da soli e senza nozioni di grafica

Se proprio non si hanno nozioni di grafica, anche in questo caso sarebbe opportuno rivolgersi ad un professionista. Ma esistono comunque degli strumenti online semplici da usare e piuttosto intuitivi. Oltre a Wordle, che suggerisco nell’ebook, anche Ribbet e Picmonkey facilitano il compito. Un’altra soluzione alla portata di tutti potrebbe essere utilizzare il programma Word. Suggerisce come fare un importante graphic designer, Derek Murphy, che sul suo sito ha pubblicato anche un tutorial da seguire passo passo.

3 motivi per cui diventare self publisher e rinunciare a fare il giro delle case editrici

1. Maggiori percentuali di guadagni sulle vendite.

2. Certezza nella distribuzione, visto che si può essere immediatamente in vendita su siti come Amazon, Apple store, Kobo, ecc…

3. (Mi ripeto) avere il riscontro immediato del pubblico.

Ma esiste un motivo alquanto valido per cui vale la pena fare il giro delle case editrici e non andrebbe trascurato: alle volte chiedere una valutazione, il consiglio di un editor o magari di un altro scrittore, può aiutarci a migliorare e a raggiungere la meta anche attraverso qualche no.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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