Sensoltre: toccare, ascoltare, guardare oltre l’immagine

Sensoltre, realizzato da Informatici Senza Frontiere Onlus con l’ausilio della tecnologia NFC, è il primo percorso multisensoriale al buio tra quadri tattili. Un modo per scoprire che l’arte non è solo quella che si guarda, ma anche quella che si sente, si tocca, si immagina.

sensoltre

“Abbiamo conosciuto un artista che realizza quadri tattili. Si chiama Giovanni Pedote, detto Giope. Le chiama Pittosculture, perché sono opere realizzate con vario materiale tra pittura e scultura. Pensiamo che questi lavori potrebbero essere funzionali a questa richiesta. Noi possiamo realizzare un’app che consente di accostarsi al quadro e ascoltare una traccia su quel quadro“. Così comincia l’incontro tra Emanuela Ferri e la mostra di cui è diventata curatrice Sensoltre.

“Quando incontrai Giope – racconta Emanuela – e andai nel suo studio per ammirare (e toccare soprattutto) le sue opere, mi chiesi: perché fare una mostra solo per non vedenti? Perché non dare la possibilità a tutti di provare l’emozione che avevo provato io nello sfiorare quei quadri?”. Così, mentre Fabrizio Lippolis creava e testava l’app, Emanuela raccoglieva quante più informazioni possibili da Giope su come nasce un quadro, quale materiale viene usato, quali terre e culture lo hanno modificato.

“Una volta raccolte le informazioni provammo, ad occhi chiusi, a seguire un percorso di elementi da scoprire – continua Emanuela – così sono nate, pian piano, le istruzioni su come toccare una pittoscultura“. A Sensoltre mancava solo la musica. “Mi sono resa conto che la musica del periodo post romantico di inizio secolo è di una profondità tale da suscitare emozioni molto intense ma, allo stesso tempo, non essendo troppo elaborata nel fraseggio quasi sospeso, sembra scandire con calma il ritmo delle parole”.

La prima mostra di Sensoltre è stata organizzata a dicembre del 2013 nel centro storico di Bari, in una piccola galleria del Comune, sulla muraglia. “Ogni visitatore riceve all’ingresso uno smartphone NFC con cuffia e una benda, in caso di vedente – spiega la curatrice di Sensoltre – e un volontario accompagna il visitatore davanti al primo quadro e all’inizio del percorso. Qui, lungo una corda passamano, il visitatore cerca un nastro con etichetta che viene avvicinata al cellulare da portare al collo e parte il segnale in cuffia”.

Da quel settembre di un anno fa Sensoltre è diventata mostra itinerante, con prima tappa Benevento a settembre di quest’anno e la mostra è stata presentata al Codeweek Roma, al TedX di Bologna e al Tech4social di Milano. Il 28, 29 e 30 novembre Sensoltre arriva a Bologna.

Perché andare a visitare Sensoltre? Emanuela dice perché “dà a tutti noi la possibilità di sentire percezioni che non conoscevamo prima o che soltanto da questo momento scopriamo di avere“.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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