Il registro elettronico: dubbi e difficoltà di attuazione

Foto di Kim Rodriguez
Foto di Kim Rodriguez

A partire dall’anno scolastico 2012/2013, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha stabilito la necessità per le scuole di avviare un piano per la dematerializzazione – come per esempio l’uso del registro elettronico – delle procedure amministrative, come passo verso un maggiore contenimento dei costi amministrativi e una maggiore trasparenza e condivisione della vita scolastica tra i suoi utenti.

registro elettronico? Foto di Kim Rodriguez
Foto di Kim Rodriguez

I genitori di alunni che negli ultimi due anni hanno iniziato la scuola primaria (ma anche secondaria di primo e di secondo grado) possono confermarlo: uno degli obiettivi del Miur era l’iscrizione esclusivamente via web (Legge 135 del 7 agosto 2012), per la quale è stata creata la piattaforma Iscrizioni online.

Immagine tratta dal sito www.online-news.it

Gli altri obiettivi del Piano del Miur sono l’istituzione delle pagelle elettroniche, del registro elettronico e la comunicazione telematica tra genitori ed istituti scolastici. Uno dei punti più controversi è quello relativo al registro elettronico, in quanto attualmente molte scuole faticano nella sua adozione. Non sono poche le voci dei lavoratori del mondo della scuola che considerano inappropriata la spinta del Miur verso la tecnologia, quando in molte strutture scolastiche sono già carenti i servizi essenziali.

Con l’adozione di un registro di tipo elettronico collegato ai sistemi informativi centrali del Miur, sarebbe possibile trasmettere a quest’ultimo i dati di tutte le scuole, relativi ad ogni loro aspetto. Attualmente ogni classe possiede un registro cartaceo “di classe”, nel quale sono annotati date di nascita, indirizzi, dati personali dei genitori di tutti gli alunni, assenze e altri dati importanti. Ogni insegnante ha, poi, un “registro del professore” relativo alle materie insegnate, nel quale sono registrate le valutazioni di prove, interrogazioni e verifiche.

Il Ministero si è aperto verso le case produttrici di software per autorizzarle a proporre alle scuole programmi compatibili con i sistemi centrali ministeriali, facendo presente che nessuna azienda ha rapporti esclusivi con esso e le aziende che si definiscono in tal senso si comportano scorrettamente.

Le funzioni del registro elettronico dovrebbero agevolare le istituzioni scolastiche in determinati aspetti. Il registro dovrebbe infatti consentire maggiore comunicazione e condivisione tra sistema centrale ministeriale e scuole, fare risparmiare risorse cartacee favorendo minore spreco e impatto ambientale. Inoltre, renderebbe più trasparenti e organizzate le valutazioni e i dati. I genitori degli alunni verrebbero accreditati dalle scuole ad accedere al registro per visionare voti, dati, assenze e annotazioni. Non solo: può essere possibile inserire quotidianamente gli argomenti delle lezioni.

Immagine tratta dal sito www.corriereuniv.it

Oltre ai problemi attuali delle strutture scolastiche che si scontrano con l’ingresso della tecnologia in tutti gli aspetti, come accennato sopra, altre sono le perplessità relative al registro. Perplessità di natura pratica ma anche pedagogica:

  • non tutte le scuole hanno a disposizione una connessione veloce Wi-Fi. Alcun scuole non possiedono nemmeno una connessione. Non è possibile adottare un registro elettronico senza l’accesso ad internet, la connessione è indispensabile per la condivisione dei dati e il supporto tecnico;
  • dotarsi dei software dei registri rappresenta un ulteriore costo, per molte scuole già in difficoltà. Si tratta di acquisti che creano difficoltà in scuole in cui già altri materiali di uso quotidiano sono scarsi;
  • il personale scolastico va formato all’uso dei software;
  • alcuni professionisti nel campo dell’educazione temono che il registro elettronico possa rappresentare una minaccia nel rapporto di fiducia tra genitori e figli. Avendo la possibilità di controllare quotidianamente accedendo al registro dalla connessione di casa, si ridurrebbe il dialogo tra genitori e figli relativo alle questioni scolastiche e quello dei genitori, da semplice interessamento, potrebbe trasformarsi in controllo eccessivamente invasivo;
  • anche quei sentimenti di sfiducia e non coesione con gli insegnanti potrebbero peggiorare. Negli ultimi anni molti genitori non riconoscono più l’insegnante come figura a cui far riferimento e con la quale allearsi nel compito più delicato, l’educazione dei propri figli. Alcuni pedagogisti temono che il registro potrebbe consentire ancora più controllo e conseguente sfiducia.

In conclusione, nonostante la dematerializzazione sia stata avviata nell’anno scolastico 2012/2013, dopo due anni ancora sono molti gli obiettivi da raggiungere.

Di Alessia Laura Bertinetto

Cresciuta a pane, Amiga, PC e ogni console di videogame che usciva sul mercato (beh, non proprio tutte). Molti anni fa approda nella scuola primaria come insegnante solo per scoprire una grande verità: in realtà... gli insegnanti sono i bambini.

2 commenti

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.