Tarabao, il social network della voce

Tarabao, sviluppato da un pool di giovani programmatori italiani, permette di condividere pensieri e impressioni personali attraverso la propria voce: la comunicazione all’interno del sito avviene esclusivamente attraverso messaggi vocali, a cui possono essere accostate brevi descrizioni scritte e tag.
Schermata 2014-09-04 alle 14.14.49

Cos’è

Tarabao, lanciato da DaVinci Mobile Technology a inizio estate, nasce come social network e piattaforma di microblogging incentrato sulla voce. Il concetto che sta alla base è quello appunto di condividere una voce, un suono, un rumore, una risata, una canzone il tutto allo scopo di avere un’interazione emotiva più diretta.

Una volta effettuata l’iscrizione è possibile registrare o caricare messaggi vocali e audio mp3 di massimo 30 secondi a cui possono essere allegati anche foto e link. Ogni audio viene inserito in una categoria e può essere associato a dei tag che ne facilitano la ricerca.

Come in ogni social che si rispetti per poter godere appieno delle funzionalità è necessaria una rete di utenti. Gli utenti registrati possono diventare fedeli ascoltatori di altri utenti (‘Listener’) ed a loro volta essere seguiti (‘Listening’). Le interazioni con il contenuto prevedono la possibilità di metter un like, dare una votazione da 1 a 5 e lasciare dei commenti.

Tra gli obiettivi della piattaforma

Tarabao vuole avvicinare ancora di più gli utenti e rendere, ad esempio, ancora più diretto il rapporto tra i personaggi famosi ed i propri fans, con la possibilità di lasciare ‘Speech originali’ ed impossibili da imitare. In questo modo l’utente si renderà conto di ‘avere di fronte’ un personaggio ‘credibile’ e questo creerà, sicuramente, una maggiore empatia.

La mia prova

Premetto che sono una persona a cui piace molto l’aspetto emotivo legato alla voce. Adoro leggere a voce alta e che qualcuno legga per me, il mio ragazzo mi ha conquistata anche mandandomi, la sera prima di addormentarsi, dei file vocali in cui mi leggeva capitoli di libri per cui l’idea di base mi è sembrata inizialmente carina.

Da una prima prova è però emerso che gli utenti sono molto pochi e il livello del materiale condiviso abbastanza basso. Quello che dovrebbe essere il contenuto principale (file audio personali e originali) manca e lascia spazio a stralci di film, musica o di altro materiale che viene già abitualmente condiviso sui social network più noti. Ho faticato a trovare quel quid che lo renda uno strumento da utilizzare.
L’aspetto emotivo ed empatico che il progetto si prefigge di avere non viene in alcun modo percepito, così come manca una motivazione che ti spinga a cliccare sul pulsante play per decidere di ascoltare un file. Anche l’obiettivo legato ai personaggi famosi è debole. Le celebrities fanno già largo uso di strumenti come instagram e youtube per interagire con gli utenti creando video e contenuti originali e divertenti peraltro supportati in questo caso anche dal video che in questo settore è indubbiamente imprescindibile. L’idea di fondo è anche carina ma davvero avevamo bisogno dell’ennesimo social network?

Di Milo Soardi

Venere di nome, geek di fatto, Web Marketing Strategist di professione. Portatrice sana di fossette con un’insana passione per Woody Allen.

10 commenti

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.