Startup è donna: l’esperienza di ristrutturazioni chilometro zero

Giulia La Face è un architetto emigrata in Portogallo per dieci anni e rientrata in Italia con un’idea da realizzare: una startup utile a fornire servizi in modo innovativo a quanti hanno l’esigenza di ristrutturare un’abitazione. Nasce così Ristrutturazione Chilometri Zero

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“In Portogallo lavoravo per ristrutturare il centro storico della città di Porto che è Patrimonio Unesco – racconta Giulia per presentarsi – e sono tornata perché sentivo la necessità di aiutare l’Italia in questo momento un po’ complicato. Sono tornata quindi per amor di patria (passatemi il termine) e mi sono inventata una start up”.

Ristrutturazioni Chilometro Zero è una piattaforma che mette in contatto tutte le figure della filiera coinvolte nella ristrutturazione edilizia, dal privato che vuole ristrutturare a chi ristruttura o gestisce l’immobile, a chi restaura, agli artigiani ai decoratori. “Attraverso i servizi che offriamo – continua Giulia – cerchiamo di sensibilizzare il pubblico alle tematiche di sostenibilità ambientale e chilometro zero, intesa come sostenibilità economica, segnalando le imprese più vicine all’ utenza e più eco-sostenibili”.

Il progetto in fase iniziale è stato finanziato con crowdfunding, un’esperienza felice come racconta Giulia che suggerisce: “consiglio a tutti quelli che hanno un progetto valido ma poche risorse iniziali di provare”.

Ostacoli particolari Giulia non ne ha ancora incontrati. “La piattaforma viaggia bene e l’ idea piace a molte persone. Ho vinto due premi a latina del Goto WebTalent (Premio Creatività e Premio Innovazione) e la piattaforma sarà presentata a Verona Innovazione  a fine mese”. Al momento sono ancora pochi i professionisti iscritti, ma sono rappresentativi di diverse parti d’Italia. Comunque un buon risultato se si pensa che il servizio è on line solo da aprile di quest’anno.

Giulia incoraggia le donne che intendono avvicinarsi all’imprenditoria. “Invito tutte a realizzare i propri sogni, nonostante lo scoraggiamento che a volte può prendere. Invito a viaggiare e aprire la mente. Ad agire senza paura. Non dico sia facile ma con occhi accorti e rispetto reciproco si può creare qualcosa di nuovo che arricchisce tutti. Credo che le donne abbiano molte buone idee a volte complesse e trasversali come la mia. Per questo è importante farsi assistere dai professionisti giusti e seguire i consigli dei senior”.

Se si ha una buona idea nel cassetto la cosa migliore, quindi, è quella di tirarla fuori e realizzarla. “Basta crederci, fino in fondo , ogni giorno – dice Giulia – perché se l‘idea è valida crescerà e diventerà contagiosa”.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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