Didone, per esempio: storia di un blog che diventa libro

Dal blog al libro. Questa è la storia di Didone, per esempio, primo libro di Mariangela (Galatea) Vaglio, blogger di successo con Il nuovo mondo di Galatea

didone

Il blog che cura per l’Espresso s’intitola Non volevo fare la prof, ma lei, Mariangela Vaglio, a fare la prof spiegando cose apparentemente noiose come la storia antica è davvero brava. Lo dimostra la sua prima creatura disponibile in libreria Didone, per esempio (Castelvecchi editore, prezzo di copertina 14 euro), che parla di Enea, Elena, Pericle, Temistocle, di battaglie, viaggi e città antiche con una semplicità condita da ironia che incollerebbe alle pagine anche il più refrattario dei lettori. Il tutto senza tralasciare l’accurattezza delle informazioni contenute. Perché Galatea è pur sempre una prof alla quale, stavolta, abbiamo fatto noi qualche domanda.

Quali sono le motivazioni che ti hanno spinta ad aprire un blog e ad essere così costante nel pubblicare post nel tempo?

Mi è sempre piaciuto scrivere, solo che non avevo ovviamente accesso ai “canali” tradizionali: non avevo nessun aggancio con il mondo dell’editoria, non avrei saputo nemmeno chi contattare ed ero una completa sconosciuta che, per di più, abitava in un paesino di provincia. Così, quando ho scoperto che esistevano i blog, ne ho aperto uno. Pensavo che mi avrebbero letto solo gli amici, e invece ha avuto successo. Non è che ci sia stata chissà che strategia, sotto, ma internet ed il blog mi hanno cambiato la vita. Sono riuscita a pubblicare quello che piaceva a me e ho scoperto che piaceva anche a tantissima altra gente. Ho continuato a farlo ogni giorno perché continuava a divertirmi e piano piano avevo trovato un pubblico che mi seguiva. Cosa per nulla scontata, perché a prima vista l’Italia pare il paese meno adatto per trovare un pubblico che si appassioni a post che parlano, anche se in maniera divertente ed ironica, di personaggi storici.
E poi, un po’ come succede nelle favole, è squillato il telefono e mi ha contattata un editore per trasformare la rubrica più letta del blog in un libro. Quando ho risposto, giuro, pensavo fosse uno scherzo.E invece no, Didone per esempio adesso è in libreria. Al di là del fatto che sia capitata a me, la trovo una bella storia: dimostra che in fondo, persino in Italia, se fai una cosa con passione e bene, prima o poi riesci a farti notare. E internet, in questo, ha dato davvero una possibilità a tutti.

galatea
Mariangela Vaglio

Quali sono, a tuo avviso, tre caratteristiche del blog che lo rendono un caso di successo?

Credo che questa domanda abbia due risposte: la prima è che se una cosa ti piace, e la fai con passione, il pubblico lo avverte. La seconda è più tecnica: copro un segmento di mercato che esiste, e forse è sottovalutato. Il mio blog, per esempio, ha superato i 3 milioni di visite. Non sono brusoolini. In Italia e sul web c’è una larga fetta di pubblico che ama “consumare” cultura: cerca blog che ne parlano, li legge, li segue. Il mio blog parla di tante cose: ci sono i racconti comici ambientati nell’immaginario paesino di Spinola, che riassume in sé tutti i pregi ed i difetti del Nordest, i post di attualità e di politica, e poi ci sono i post divulgativi che hanno generato il libro. Il taglio è ironico e divertente. Racconto la storia in maniera in maniera leggera, ma curata nei dettagli: i miei punti di riferimento sono certi spettacoli di Dario Fo o Lella Costa. Il blog ha un suo stile ed un suo taglio, che ovviamente è legato al mio carattere e ormai è riconoscibile. In fondo ogni scrittore, alla fine, funziona un po’ come un brand.
Il libro dimostra come anche le storie classiche possano essere lette in chiave ironica rendendole appetibili a molti. Pensi si possa fare la stessa cosa con le tecnologie e il digitale in generale?
Si può fare con tutto, basta trovare la persona e la chiave giusta. E non è detto che necessariamente cultura e tecnologia non possano essere divulgate dalla stessa persona: pensiamo a Piero Angela, che unisce magnificamente i due aspetti da anni.

Libro di carta o ebook? Cosa preferisce Galatea e perché?

Da quando sono sul mercato, preferisco gli ebook. Questa cosa che ti puoi portare in borsa, dentro all’ereader o sul tablet, comodamente, una intera biblioteca e, se vuoi un libro, comprarlo e scaricarlo nel giro di pochi secondi ovunque tu sia è fantastica!

Da prof come pensi le tecnologie possano migliorare la scuola? E cosa manca alle nostre scuole per diventare digitali?

Sicuramente possono migliorarla, anche se non sono la panacea che molti credono: a scuola l’elemento umano è fondamentale, e con un buon insegnante ci si trova benissimo anche solo con lavagna e gessetto. Per diventare digitale alle nostre scuole mancano, banalmente, spesso le infrastrutture: manca il wifi, le lim sono poche, i tablet non ne parliamo, le aule informatiche spesso obsolete e con computer che sono scassoni, è difficile avere una seria assistenza tecnica. Inoltre bisogna investire molto sulla formazione dei docenti: non solo per insegnare banalmente a chi non lo sa ancora ad usare il computer, ma anche a fare didattica digitale, che è molto più complesso e non dipende solo dal saper accendere il pc. Comunque, contando gli scarsi investimenti e la poca considerazione in generale che in Italia si ha per la scuola pubblica, stiamo facendo miracoli.

Per concludere possiamo dire che questo libro, con Giulio Cesare descritto come un gagà e Calipso una dea che non voleva restare zitella, usa l’ironia per aprire i cassetti della memoria e far riemergere qualche lettura indigesta fatta ai tempi della scuola. Perché anche l’Antichità Classica raccontata dalla persona giusta, su carta o usando qualche chilo di bit, può essere davvero una piacevole compagna.

 

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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