MiMa: quando la matematica diventa facile

Emanuela Ughi durante la presentazione de I poliedri di Leonardo

MiMa è acronimo di Mathematics in the Making e vuole suggerire e incoraggiare la realizzazione di percorsi per le scuole in forma di laboratorio per l’insegnamento della matematica: una modalità di lavoro che incoraggia la sperimentazione e la progettualità, coinvolge gli alunni nel pensare, realizzare, valutare attività vissute in modo condiviso e partecipato con altri.

Emanuela Ughi durante la presentazione de I poliedri di Leonardo
Emanuela Ughi durante la presentazione de I poliedri di Leonardo

La disaffezione per la matematica porta molti ad essere cittadini di “serie B”, privi di quegli strumenti culturali sempre più essenziali per poter partecipare alla vita comune come cittadini europei critici e consapevoli. Obiettivo di Mima – un progetto Comenius multilaterale sviluppato con il contributo del Programma di apprendimento permanente dell’Unione europea e nato dalle esperienze convergenti di 5 Paesi europei – è proprio quello di colmare questo gap.

“Il progetto  – afferma Fabiana Mariani di Studio Poliedra, project manager del progetto – è rivolto a studenti di scuola primaria tra gli 8 e i 10 anni e ai loro insegnanti ed è volto a costruire un ponte fra le Università e i Musei da una parte e gli stessi insegnanti dall’altra”. Tutto nella consapevolezza che la scienza matematica si può insegnare in maniera non convenzionale, con metodologie all’avanguardia, divertenti e che diano la possibilità di entrare in confidenza con una serie di indicazioni metodologiche trasversali, basate certamente sull’uso di strumenti, tecnologici e non, ma principalmente finalizzate alla costruzione di significati matematici.

Anima di Mima è Emanuela Ughi, ricercatore di Geometria presso l’Università di Perugia, impegnata da anni nella realizzazione di materiali espositivi e didattici per la matematica e nell’organizzazione di attività per studenti discalculici. “Ho sviluppato – afferma Emanuela – dei percorsi “tattili” alla riscoperta aptica dei primi fatti geometrici per non vedenti precoci e ho ricevuto l’ EUWIIN Exceptional Creativity Award 2009 per il mio innovativo metodo didattico per la matematica”.  Le attività che sono proposte agli insegnanti delle scuole primarie, e poi portate nelle classi, offrono una visione “inusuale” sulla matematica, che verrà esplorata tramite costruzioni, giochi, puzzle, disegni.

Il progetto prevede una serie di attività che conducono alla realizzazione di mostre di matematica; i progetti messi in mostra saranno il cuore dell’attività di formazione degli insegnanti che saranno supportati da strumenti ed esempi. Ogni classe organizzerà una piccola mostra aperta al pubblico, in cui i bambini, protagonisti del loro apprendere, saranno chiamati ad illustrare gli oggetti realizzati, e gli aspetti matematici coinvolti per illustrare i loro prodotti, e la matematica in essi nascosta.

“Una metodologia didattica incentrata sulla partecipazione attiva degli alunni – afferma la Ughi – come modo per imparare meglio e profondamente a sviluppare le competenze migliori. La fiducia nelle loro potenzialità contribuirà inoltre a rafforzare il loro spirito di collaborazione, la cooperazione e il senso di cittadinanza europea attraverso tutte le attività”.

Del resto, come affermava Bertrand Russell, “La matematica, vista nella giusta luce, possiede non soltanto verità ma anche suprema bellezza. Una bellezza fredda e austera, come quella della scultura”.

E per capire quanto affascinante possano essere i solidi, in questo video Emanuela Ughi mostra alcune delle sue creazioni durante la presentazione del libro Il poliedro di Leonardo

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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