Il Fonepad Note 6 e i suoi 10 perché

Questo mese ci hanno mandato in prova per trenta giorni Fonepad Note 6, un mix di tablet e smartphone, presentato nei mesi scorsi come un oggetto “dedicato a coloro che preferiscono lo schermo di dimensioni più generose tipiche di un tablet per le app e l’intrattenimento, ma non rinunciano ad uno smartphone per telefonare e collegarsi ad Internet in mobilità”.

Fonepad Note 6,
Fonepad Note 6,

Trenta giorni sono pochi per affezionarsi ad un oggetto, ma Fonepad Note ha fatto di tutto per accaparrarsi la mia simpatia. Ed ecco perché, a tre giorni dalla sua partenza vorrei scrivere “Torna a casa Fonepad”.

  1. E’ sottile e leggero ma ha un display 6 pollici (poco più grande di un’agendina insomma) nitidissimo. Si dice che dipenda dalla tecnologia “Super IPS+”, della quale magari non si ricorda il nome ma si apprezza la luminosità e vivacità delle immagini, anche in pieno sole (cosa non banale se paragonato ai fratelli tablet)
  2. E’ uno smartphone a tutti gli effetti, anche se l’effetto “parlare con una tegola appoggiata all’orecchio” devo dire che non mi fa sentire a mio agio rispetto ai tanti che parlano con un sottile, piccolo smartphone
  3. E’ un tablet molto più comodo di uno smartphone per consultare Internet, aggiornare le pagine social, utilizzare qualche app. La presenza molto discreta, quasi invisibile, del pennino poi per chi ha le mani che somigliano a quelle di papà come me o per chi ha unghie curate e ricostruite aiuta molto
  4. Consente di ascoltare musica e video, anche senza cuffie, con una buona qualità grazie agli altoparlanti stereo frontali
  5. Ha un Android, che per i softwareliberisti come me è già una motivazione importante
  6. Ti fa quasi dimenticare il caricabatteria. A differenza di altri tablet provati, questo ha una buona autonomia (Asus garantisce fino a 23 ore di conversazione in 3G e 6,5 ore di riproduzione video). Io non ho fatto misurazioni “scientifiche” ma so di aver dimenticato diverse volte il caricabatteria a casa, averlo usato per navigare, fare foto e qualche video per giornate intere ed essere rientrata dopo 12 ore con ancora un po’ di batteria disponibile
  7. Fa foto fantastiche. Ha una fotocamera posteriore da 8 megapixel e una frontale da 1,2, ma soprattutto permette di fare anteprime e regolare il dispositivo in modo semplice. abbordabile anche ai non fotografi come me. Carinissima la funzione “All Smiles”, che seleziona in modo intelligente la migliore espressione facciale da una sequenza di immagini per creare in automatico una foto sorridente.
  8. All’occorrenza ci si legge un ebook. Seppur contraria a leggere un ebook da tablet, devo dire che con l’app giusta ho usato Fonepad per leggere It’s complicated senza stancarmi troppo. Cosa che non mi succede in genere con i fratelli tablet a me, abituata all’e-ink.
  9. E’ difficile che riesca in breve tempo a farlo diventare full, visto che è disponibile nella versione da 16 e 32 Gb e che, nel caso tu voglia usarlo quasi come fosse un pc, ha uno slot per schede microSDHC che amplia lo spazio di archiviazione.
  10. E’ veloce anche quando gli si chiede di fare diverse cose contemporaneamente. Se lo chiedete a qualche nerd vi terrà a parlare per ore delle caratteristiche del processore Intel Atom Z2580 con tecnologia Hyper-Threading, ma quello che conta è che la differenza da un fratello con processore meno potente quando si aprono applicazioni diverse si apprezza.

E dopo i 10 perché riprenderei a casa con me Fonepad, non poteva mancare qualche commento negativo. Il fatto di essere un ibrido, a metà strada tra smartphone e tablet, mi fa pensare a uno smartphone troppo ingombrante e a un tablet troppo piccolo. Ma se siete abituati a usare smartphone da 6 pollici e mini tablet allora non ha senso portarsi dietro due oggetti. Altro aspetto sul quale farei una riflessione è il costo, pari a circa 400 euro, non proprio economico come tablet e smartphone ma sicuramente conveniente se si vogliono acquistare i due oggetti separati.

Foto scattata con Ponepad Note 6
Foto scattata con Ponepad Note 6

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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