L’8 aprile termina il supporto a Microsoft Windows XP e rapidi si sono rincorsi gli annunci preoccupati su quello che avverrà, visto che in tanti lo usano ancora e che rappresenta il “cuore” di molte applicazioni che usiamo quotidianamente. Cosa fare se abbiamo un computer targato XP?

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Da qualche mese se ne parla, anche se Microsoft ha annunciato questa decisione molto tempo fa (il “tempo fa” giusto per far organizzare tutti senza doverci pensare il giorno prima). Del resto, questo sistema operativo è abbastanza datato, visto che risale al lontano 2001 ed è vecchio di tre generazioni di Windows (sono usciti infatti nel frattempo Vista, 7 e 8).  Subito dopo l’annuncio si sono diffusi dati allarmistici, come sempre avviene in questi casi, del tipo “Xp scomparirà dal mio computer che diventerà inutilizzabile” oppure “il 9 aprile un virus si impadronirà di tutti i pc distruggendoli”. Bufale a parte, il significato vero della fine assistenza è che non saranno rilasciati più aggiornamenti di sicurezza (niente più patch o bugfix per le vulnerabilità), anche se Microsoft ha esteso di un altro anno la protezione antivirus.

I rischi nell’uso di un sistema operativo obsoleto come XP ci sono tutti e sono tanto più allarmanti se visti alla luce dei dati circa gli utilizzatori. In Italia, secondo IDC Italia, il 23,8% delle piccole e medie imprese lo utilizza nell’80% del suo parco macchine per non parlare della PA dove le percentuali sono probabilmente anche più alte. Dando uno sguardo in America, secondo il Wall Street Journal, il 10% dei computer governativi (parliamo quindi di centinaia di migliaia di postazioni) ha ancora la vecchia finestra a 4 colori di Windows XP. E allora cosa fare e cosa si farà?

Sul da fare, si può dire che si potrebbe prendere questa come buona occasione per scegliere software libero e passare pertanto all’affidabile Linux, come suggeriscono diverse giornate divulgative organizzate per l’occasione come quella di Perugia #xpaddio “Ti presento il software libero”, che mirano a spiegare alla gente comune come è possibile scegliere programmi a codice aperto per la maggior parte delle cose che si fanno ogni giorno con il proprio pc. Per chi ha adesso un XP a casa, in ufficio, in azienda, scegliere open source significa probabilmente rinunciare ad acquistare una nuova macchina “più potente” viste le caratteristiche hardware richieste da Windows 8 e non paragonabili con le minime richieste da alcune distribuzioni Linux.

Sul cosa si farà il timore è invece che si faranno accordi commerciali con Microsoft per il prolungamento di attività di assistenza o per l’aggiornamento ad una versione più recente (tanto che anche Microsoft ha suggerito l’aggiornamento a Windows 8 lanciando su Twitter l’hashatag #ciaoxp). Passare a software libero non è sempre così facile come sembra, soprattutto nelle organizzazioni pubbliche, ma anche in quelle private. Soprattutto se non ci si convince del fatto che software libero non è l’equivalente di software gratuito (considerato pertanto “di serie B”). Usare programmi open source significa scegliere la trasparenza alla chiusura, privilegiare la sicurezza quindi oltre che entrare a far parte di una community, dove il valore fondante è quello della conoscenza condivisa.

Comprare una nuova licenza è forse più “facile”. Ma siete sicuri che le cose apparentemente più semplici rappresentino anche le soluzioni migliori? E voi cosa farete del vostro vecchio XP?