Non sempre le novità, tecnologiche e non, vengono accolte con entusiasmo nel mondo della scuola: l’introduzione della LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) ha scatenato alcuni dibattiti tra educatori, pedagogisti, insegnanti ed esperti di didattica.

Credits: http://www.mecnovasrl.it

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Secondo una statistica effettuata dalla Pearson nel 2011, un gran numero di insegnanti e studenti si ritengono soddisfatti ed entusiasti di questo nuovo strumento. Il campione intervistato sostiene che l’interattività delle lezioni è aumentata e gli studenti sono più coinvolti e partecipativi. Non solo, la LIM aggiunge maggior multimedialità alle lezioni, che si svolgono con l’ausilio di più immagini ed elementi multimediali.

Ci sono diversi esperti che si dichiarano, tuttavia, contrari all’uso della LIM nelle scuole. Ecco le opinioni più rappresentative.

Secondo l’insegnante e pedagogista statunitense Bill Ferriter le LIM sono poco compatibili con l’idea di apprendimento investigativo, di gruppo e collaborativo che ogni scuola dovrebbe mettere al centro del proprio progetto pedagogico. Inoltre, impiegare molte risorse economiche per l’acquisto di questi strumenti non garantisce l’effettivo miglioramento della qualità dell’istruzione impartita. Ferriter sostiene anche che la LIM sia uno strumento di public relation, uno strumento che ogni scuola dichiara di possedere o voler acquistare per dimostrare credibilità, innovazione, capacità di essere al passo con i tempi.

Marco Guastavigna, docente Torinese, riflette anche sulla difficoltà degli insegnanti derivata dall’avere poco tempo per imparare a usare la LIM, e della conseguente demotivazione a usare durante le proprie lezioni uno strumento del quale non hanno la padronanza e la sicurezza.

Sulla LIM e in generale sul prorompente ingresso della tecnologia a scuola, dagli e-book ai registri elettronici, Mila Spicola, insegnante e autrice del libro “La scuola si è rotta” (Einaudi 2010), esprime la preoccupazione del costo di strumenti che solitamente diventano obsoleti nel giro di pochi anni. Inoltre, la dimestichezza e la disinvoltura dei nostri ragazzi nell’uso di computer e telefonini non garantisce l’effettivo sviluppo delle abilità di ragionamento, comprensione di testi, risoluzione di problemi. Spicola afferma inoltre che è necessario essere maggiormente consapevoli e coscienti nell’esercizio degli strumenti tecnologici a scuola, riflettendo sul perchè si usano e sugli effettivi miglioramenti che possono apportare.

Mariangela Vaglio, insegnante, giornalista e blogger, riflette sul fatto che molti insegnanti pensino erroneamente che sia la stessa cosa insegnare con la LIM, con la lavagna tradizionale o altri strumenti. Secondo la giornalista non è detto che la LIM apporti significativi miglioramenti all’apprendimento dei ragazzi, essendo uno strumento che può fare le stesse cose di una lavagna tradizionale o della tv seppur in modo più efficiente e accattivante. C’è il rischio , inoltre, che si arrivi alla creazione di schemi e lezioni che gli alunni possano salvare e archiviare come file, trovando così tutto il lavoro già fatto: in questo modo la didattica perde di qualità, perchè gli alunni, non dovendo più scrivere o copiare sul proprio quaderno, saltano quel processo che stimola l’elaborazione e l’interiorizzazione dei contenuti.

La preoccupazione generale, accomunabile a tutti docenti e gli educatori che non sono a favore della LIM, sembra essere sostanzialmente il dubbio che l‘insegnamento non tragga benefici ma venga complicato, e l’uso della LIM sia un esercizio fine a se stesso.

E ora mi rivolgo a voi insegnanti che avete esperienza di insegnamento con la LIM: come è cambiato il vostro modo di fare lezione? Condividete le opinioni di questi esperti? Cosa pensate in generale della LIM, docenti e genitori?