Fare networking, ovvero due gradi e mezzo di separazione

Perché fare networking? E come farlo nel migliore di modi? Quali i social network da usare e le opportunità da sfruttare? Nel libro di Domitilla Ferrari, disponibile dal 18 febbraio in libreria e in formato ebook, tutti i consigli sul come fare rete, supportare e farsi supportare, conoscere persone di valore, fare community.

Fare networking, ovvero due gradi e mezzo di separazione
Fare networking, ovvero due gradi e mezzo di separazione

Due gradi e mezzo di separazione (Sperling & Kupfer edizioni, prezzo di copertina 17 euro) vuole aiutare chi legge a ridurre le distanze dai propri sogni, dagli obiettivi che ci si prefigge, contattando le persone che si vogliono conoscere e dalle quali si può imparare, cercando sostegno in un “fan club” in Rete. I passi che ci separano da chiunque nel mondo erano un tempo sei e sono diventati adesso tre. Ma facendo bene networking, usando in modo consapevole gli strumenti che i social media ci mettono a disposizione, possono diventare anche due e mezzo, o forse meno.

Le 180 pagine del libro sono un frullato di buoni consigli, cose che qualcuno potrà considerare scontate ma che non lo sono affatto. Tra un foglio e l’altro ci sono incoraggiamenti a fare community, a confrontarsi, ad aprirsi, restando però selettivi (il “siate snob” vuole essere infatti un’ancora di salvezza che aiuta a non disperdere energie inutilmente).  Dalle righe emerge solo il meglio della Rete, le opportunità che in essa si nascondono, le informazioni preziose che si possono trovare ma soprattutto le tante belle persone magari mai conosciute ma che si conoscono meglio di tante altre che ci circondano.

Abbiamo fatto qualche domanda all’autrice, Domitilla Ferrari, che ci ha risposto in tempi record regalandoci anche l’anteprima del book trailer.

DOMITILLA-5Nel libro sono messi in evidenza gli aspetti positivi dello stare in Rete. Ma quali i pericoli che spaventano anche te? E come difendersi?

Ci sono molti più vantaggi che potenziali problemi. Sì, vivere online ti espone alle critiche molto di più di quanto non succeda in altri luoghi dove la presenza fisica crea più scudi di quanti non si racconti abbia lo schermo.
Una cosa mi spaventa, però, ed è la facilità di giudizio. È tutto così semplice e immediato che tutti si sentono in diritto di dire tutto, anche tante idiozie.

Tra le pagine, in controtendenza con molti altri libri che incoraggiano la carriera delle donne, si legge che le reti di donne hanno poco senso. Perché? Quali pensi siano i limiti?

Sono convinta che le donne possano avere le stesse possibilità degli uomini: per sfruttarle devono combattere alla pari, non in un altro campo dove chi viene sconfitta viene giustificata e alimenta in altre la convinzione che sia un percorso difficile. Il lavoro è cambiato, per tutti, uomini e donne.

C’è un evento al quale hai partecipato e che è stato importante per la tua rete di contatti?

La mia prima GGD dove ho conosciuto Sara Maternini, Luigina Foggetti e Sara Rosso che da allora hanno iniziato a far parte della mia rete: in questi anni mi hanno insegnato molto e consigliato bene.

Due gradi e mezzo sono destinati secondo te a diminuire ancora?

Secondo l’ultimo studio, i gradi di separazione oggi sono tre, ma è certo che le distanze grazie a Internet si stiano accorciando a velocità mai osservate prima. Sta a noi, però, trasformare questi che sono solo semplici collegamenti in una rete di contatti.

Vi lasciamo con la curiosità di leggere il libro di Domitilla e con una bella frase contenuta in prefazione:

“Per costruire relazioni forti devi imparare a sostenere gli altri. Devi essere un fanclub. Se hai bisogno di un consiglio, di un suggerimento o di aiuto prova a chiedere. Costruisci una tua rete e affidati a chi ne fa parte.
Fai cose belle”

In anteprima il book trailer di Due gradi e mezzo di separazione

2 gradi e mezzo di separazione from The Magic Collective on Vimeo.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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