La sicurezza stradale che verrà

Questa settimana abbiamo selezionato da Tech Economy una delle notizie riferite a Internet Of Things, l’Internet delle cose di cui tanto si parla soprattutto quando si tratta il tema delle smart city. Tra le applicazioni principali la sicurezza stradale, che può essere migliorata attraverso comunicazioni smart Vehicle to Vehicle (V2V) e Vehicle to Enviroment (V2E).

Foto di Amaniero, Flickr

Foto di Amaniero, Flickr

Nel 2012 l’università del Michigan in America ha inaugurato un vasto progetto che ha permesso a circa 3mila autovetture della città di Ann Arbour, di parlare le une con le altre attraverso comunicazioni dedicate a corto raggio (Dedicated Short Range Communications – DSRC),  tecnologia simile alle reti wifi usate per le reti domestiche. Le vetture si sono scambiate messaggi di sicurezza o di allerta tra di loro e  ai guidatori, grazie ad un sistema cloud dedicato. Tutti i dati così registrati hanno contribuito a determinare con precisione quale tipologia di alert riescono ad essere davvero efficaci per i conducenti e quali meno. Una sperimentazione giudicata altamente innovativa, giunta dopo almeno dieci anni di studi congiunti tra università, settore pubblico e privato, che ha permesso ai ricercatori di poter sostenere: “Non sappiamo solo quali messaggi e allerte vengono inviati ai conducenti. Noi sappiamo esattamente cosa il guidatore sta facendo e con estremo dettaglio. Sappiamo quanti occupanti ci sono, l’espressione del volto dei passeggeri e cosa stanno facendo”. In altre parole è possibile conoscere esattamente come è la situazione del traffico. Atteso a breve un pronunciamento che renderà, forse, l’uso del DSRC obbligatorio su tutte le strade americane.

Recenti analisi sottolineano sempre più l’importanza che le reti 4G avranno nelle future iniziative di sicurezza stradale cittadina. Recentemente Audi ha annunciato che sarebbe stata la prima casa automobilistica ad offrire connettività dati ad alta velocità quando 4G verrà offerto nel 2015 sul suo modello A3.  Per questo motivo, considerando anche la prevista crescita dell’LTE nel mondo, secondo quanto recentemente dichiarato da Dominique Bonte, vice presidente di ABI Research, i sistemi intelligenti V2V basati su 4G scalzeranno il DRSC.
L’unico vantaggio delle DRSC, il che spiega perchè aziende e istituzioni americane abbiamo sempre puntato su di esse, è che tale tecnologia usa uno spettro specifico riservato alle comunicazioni tra autovetture, con un alto livello di sicurezza e con rischio  praticamente zero di interferenze di segnale. Ma, nota Bonte, se il 4G sostituisse il DSRC per l’uso nelle comunicazioni V2V, la Federal Communication Commission americana potrebbe optare per liberalizzarne la banda di 5,9 GHz convertendola per l’uso in stazioni wifi e reti fisse.

Quel che è certo è che il futuro dei trasporti e della sicurezza stradale passa attraverso sistemi interconnessi che possono comunicare tra loro ma anche con l’infrastruttura stradale. E il dialogo tra autovetture sarà un fattore chiave nel determinare un futuro a zero incidenti e basato su automobili autonome.

Tra quanto accadrà secondo voi?

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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