Intervista a Chipzel: dal Game Boy a Super Hexagon

Chipzel

Niamh Houston, in arte Chipzel, è un’artista indipendente che compone chiptune, una musica fatta di suoni 8 bit che richiamano i vecchi videogiochi arcade.

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Appassionata di videogame e di vecchi Game Boy Nintendo, è diventata famosa dopo aver prestato alcuni suoi pezzi alla colonna sonora di Super Hexagon. Da allora Niamh porta la sua musica nei club inglesi e di tutto il mondo, con esibizioni coinvolgenti e cariche di energia. Il suo ultimo lavoro, Spectra, è pubblicato su Bandcamp e raccoglie 13 tracce inedite.

Raccontaci qualcosa di te.

Mi chiamo Niamh e sono dell’Irlanda del Nord. Ho passato gli ultimi sei anni a comporre musica elettronica usando il Game Boy Nintendo. Lo scorso anno ho avuto il privilegio di essere parte del progetto Super Hexagon, gioco di Terry Cavanagh che ha avuto un enorme successo. In questo momento sto lavorando alla colonna sonora di un nuovo gioco di esplorazione spaziale chiamato Interstellaria, la cui uscita è prevista intorno al prossimo dicembre.

Cosa ti ha spinto a scegliere il Game Boy come metodo per comporre musica?

Da sempre sono stata affascinata dai suoni che uscivano dalle console nei primi anni dell’industria. Ho iniziato ad avvicinarmi alla community di musica chiptune e alla demoscene dopo aver scoperto (e amato!) la musica di Sabrepulse. Una volta scoperto come l’ha composta e quali strumenti erano necessari, ho acquistato una copia di LSDJ (Little Sound Dj, editor musicale su cartuccia per il Game Boy, ndr) e ho recuperato un vecchio Game Boy. Per me è stato un modo comodo e divertente per creare intere composizioni senza sentire la pressione di seguire certi standard. Puoi comporre quello che senti senza seguire i canoni di un genere musicale specifico. Nel tragitto per andare a scuola me lo portavo sempre dietro in modo da annotare idee nell’arco della giornata; così è diventato una sorta di piccolo diario musicale.

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È così che ti sei avvicinata alla musica o hai una formazione più tradizionale?

Ho suonato violino dagli 8 ai 14 anni, ma non ero veramente interessata: mi piaceva far parte di un’orchestra, ma non amavo che mi venisse detto di esercitarmi (ahah). Sono molto testarda, preferisco imparare da sola e procedere al ritmo che decido, altrimenti perdo interesse. Per un po’ ho anche suonato chitarra e pianoforte, ma alla fine ho preferito comporre la mia musica piuttosto che suonare un solo strumento.

Hai personalizzato i Game Boy da sola o li hai comprati? Cosa pensi della comunità dei maker?

Li ho acquistati così! Anni fa ho provato a creare qualcosa di mio, ma il risultato è stato uno scatolone pieno di Game Boy rotti (ahah). Dopo quei tentativi non ho più provato perché conosco alcune persone che lo fanno professionalmente e vendono prodotti di ottima qualità: mi piace supportarle.

Adoro le idee alla base del movimento dei maker. Credo che essere indipendenti ti dia grandi soddisfazioni, perché puoi esprimere te stessa come vuoi, seguendo i tuoi ritmi. Mi piace pensare che viviamo in un periodo in cui le persone possono seguire i propri sogni, non importa quanto folli o ridicoli essi possano sembrare, basta trovare in giro per il mondo altre persone che condividano gli stessi interessi.

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Chipzel con il suo Game Boy durante un concerto.

Cosa rappresentano i videogiochi per te?

Vedo i videogiochi come la forma d’arte definitiva della società moderna. Riuniscono uno stile visivo accattivante, musica e gameplay costruiti minuziosamente, e alcuni aggiungono anche una struttura narrativa che dà un senso all’esperienza.

Come è iniziata la collaborazione con Terry Cavanagh?

Terry mi ha contattato inizialmente pochi mesi prima della data di uscita di Super Hexagon per iOS chiedendomi di utilizzare il mio pezzo Courtesy nella versione originale in Flash chiamata Hexagon. Ho accettato immediatamente perché il gioco era completamente diverso da qualsiasi cosa avessi giocato prima. Così quando mi ha detto che stava pianificando una versione estesa del gioco, sono stata più che felice di aggiungere altre due canzoni.

L’industria musicale sta attraversando un periodo difficile. Pensi che servizi come Bandcamp possano aiutare i musicisti indipendenti? E cosa ne pensi di Spotify?

Certamente! Adoro Bandcamp perché sostiene gli artisti indipendenti. È il mio servizio preferito per vendere la mia musica. L’altro sito che uso è CD Baby, che offre la distribuzione digitale su piattaforme come iTunes, Spotify e Amazon. Spotify è un ottimo canale, che uso spesso, ma non è così facile tracciare le vendite. Le opportunità per gli artisti indipendenti di farsi un nome non mancano, serve solo saperle usare a proprio vantaggio e cercare di migliorare sempre in ogni cosa che si crea.

Di Marina Rossi

Marina Rossi è game design ninja e curator. Spesso imbraccia fucili a pompa per sconfiggere i nemici che la ostacolano. Su schermo, si intende.

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