E-learning: 3 consigli per progettare un corso di successo

Foto di catspyjamasnz , Flickr

Formarsi attraverso Internet. Per molti è diventata una consuetudine tra webinar, MOOC, eventi on line. Tutti modi per crescere e apprendere. Ma qual è il futuro dell’e-learning? Quali gli sviluppi e i segreti per realizzare iniziative di successo? Abbiamo intervistato Valentina Piccioli, e-learning manager di Docebo.

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Quale il futuro dell’e-learning in generale e quali i limiti più grandi per la sua diffusione in Italia?

Il futuro dell’e-learning è legato da una parte all’evoluzione del sistema educativo scolastico: nelle linee guida attuali, questo prevede una forte spinta alla digitalizzazione dei contenuti, che porterà di conseguenza ad un utilizzo delle piattaforme di e-learning da parte di utenti sempre più giovani. Secondo le stime europee, e in particolare anglosassoni, lo sviluppo più marcato in tal senso si avrà nella fascia denominata K-12. Sul fronte delle aziende, invece, si assisterà nei prossimi anni ad una crescita esponenziale dell’e-learning per rispondere alle sfide di mercato (competenze verticali di settore) e per rispettare le normative legate all’erogazione della formazione obbligatoria (ad esempio: corsi sulla sicurezza, 231, privacy). In entrambi i casi i limiti della diffusione in Italia sono legati al nostro ritardo come Paese nell’adozione di massa di tecnologie che consentono l’accesso alla banda larga.

Cosa pensi del Social learning? E della gamification applicata alla formazione?

La gamification è qui, è arrivata e dobbiamo, come professionisti della formazione, accettarne la sfida: è un cambio di paradigma necessario per chi si confronta con la generazione di millenials che oggi rappresenta la nuova forza lavoro. Il social learning invece lo considero come un’opportunità in più che il progettista didattico può sfruttare a seconda dei contesti formativi.

3 consigli per progettare un corso e-learning di successo

  • Essere sempre curiosi, attenti e guardarsi intorno per capire quali siano gli standard di mercato, così da progettare un corso che non sia in alcun modo al di sotto di questi.
  • Liberarsi da alcuni schemi acquisiti negli anni passati nella formazione d’aula che non sono sempre felicemente replicabili on-line: in particolare, occorre liberarsi dal rapporto con le presentazioni, le slide d’aula che spesso non sono un semplice supporto ma tutto l’universo del formatore.
  • Progettare sempre oggetti didattici auto consistenti: brevi, efficaci e con un obiettivo formativo univoco.

3 corsi gratuiti da seguire che reputi efficaci

  • Personalmente consiglio a tutti di seguire i corsi di KhanAcademy: sono utili per accrescere le proprie competenze e sono un ottimo modello di riferimento nel complesso.
  • Consiglio anche, tornando al discorso della gamification, di fruire di qualche percorso di brain wellness sullo stile di Lumosity.
  • Infine consiglio di sfruttare sistemi preposti per l’autoapprendimento delle lingue straniere per migliorare le proprie competenze linguistiche: un buon esempio è Memrise.

3 libri da leggere per approfondire l’argomento

Parliamo di Docebo: da piattaforma open source a cloud. Perché?

Il nostro modello di business si è evoluto negli anni avendo come obiettivo costante i bisogni dei nostri clienti. Il modello As a Service è la risposta attuale alle necessità della piccola e media impresa che deve erogare in tempo reale la formazione, senza eccessivi sforzi di implementazione. Il cloud altresì, secondo la nostra interpretazione, è adatto a tutte le aziende, anche le più grandi. La nostra tecnologia abilita strategie di business, non le complica. Abbiamo mantenuto la nostra identità, attualizzandola, portando nell’e-learning il concetto di “ecosistema”, che vuol dire  integrazione verso tutte quelle realtà che abilitano altri processi aziendali (sistemi di videoconferenza, cms, live chat, analytics, ecc).

E voi quali corsi avete seguito su Internet? Aggiungete i vostri consigli nei commenti!

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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