Socializer e i podcast da fare in 5 mosse

Mobile Podcast Recording Studio - Foto di theunabonger
Mobile Podcast Recording Studio - Foto di theunabonger
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Mobile Podcast Recording Studio – Foto di theunabonger

Il podcast non è altro che un contenuto da poter ascoltare mentre si sta facendo qualcosa di diverso rispetto al guardare il monitor del pc. Uno strumento sicuramente non recente, ma mai tramontato e che a maggior ragione oggi può supportare il multitasking. Partendo da queste premesse Beatrice Nolli è partita questa settimana con il primo podcast su Socializer, un nuovo posto in cui poter ascoltare interviste a personaggi che abitano in qualche modo il mondo dei social media. Ci siamo fatte raccontare dalla viva voce di Beatrice (non in podcast, ndr) questa nuova esperienza e ci siamo fatte rivelare le mosse utili a creare un podcast in proprio.

Come nasce il progetto Socializer, chi ti accompagna e sostiene in questa nuova avventura, quali sviluppi pensi possa avere

Socializer nasce da un’esperienza personale che si è trasformata col tempo in un progetto condiviso con alcuni colleghi e compagni d’avventura: Marco Pizza, detto il tecnico di “sopporto” in quanto anche marito della qui presente, che ha organizzato in tempo record un vero e proprio studio di registrazione insegnandomi setup e altri aspetti tecnici imprescindibili; uno studio grafico “d’eccezione” che ha strutturato in tempi altrettanto rapidi il sito di Socializer, modificandolo elasticamente man mano che il progetto prendeva forma, dotandoci di uno strumento completo e flessibile, intuitivo e professionale; Francesco Russo collega da tempo e professionista stimato, ha creduto subito nel progetto dando contributi e spunti importanti, adesso podcaster a tutti gli effetti.

La mia “avventura professionale” nasce infatti con il podcasting ormai diversi anni fa. All’epoca si trattava di una trasmissione “familiare” nata soprattutto come archivio di ricordi, il PizzaCast. Quando iniziai i primi approcci alla comunicazione digitale e scelsi proprio questa forma per affrontare il mondo online ed individuare una peculiarità che potesse essermi propria nell’esprimere pensieri, considerazioni personali e, in seguito, professionali, fu proprio questa esperienza che mi diede la spinta verso un cambiamento drastico: lasciare il “posto fisso” per spingermi verso la costruzione di una professione da solista.

Queste le motivazioni personali, quanto a quelle professionali diciamo semplicemente che in un mondo sovraccarico di immagini abbiamo scelto di puntare su uno strumento antico e completo: la voce.
Sviluppi futuri? Difficile fare previsioni, abbiamo un piano editoriale che comprende il 2014, quindi ci proponiamo lunga vita. Ma saranno gli ascoltatori a dirci se questo progetto ha un suo spazio. Noi siamo certi che possa essere uno strumento valido per raccontare con uno strumento trasversale e versatile il mondo dei Social Media come non è possibile farlo altrove con altri strumenti. Abbiamo l’obiettivo ambizioso di condividere esperienze di valore al servizio degli ascoltatori e di rendere protagonista la nostra Community attraverso strumenti diretti come il Proponi l’ospite e non solo…staremo a vedere!

La cassetta degli attrezzi utile a creare un podcast sia dal punto di vista delle apparecchiature che dei software

Il podcast è una dimensione in cui si può entrare anche con pochissimi mezzi, dipende dagli obiettivi. Il PizzaCast iniziò con un blog gratuito su WordPress, un paio di cuffie con microfono, una serie di software gratuiti per registrare e poter fare un po’ di post editing e uno spazio gratuito su cui uploadare le puntate (all’epoca esistevano spazi gratuiti, oggi no). Il setup di Socializer è profondamente diverso a partire dalla strumentazione di regia (come nel mio caso):

  • Un Mac Book con cui registrare
  • Un microfono a condensatore, preferibilmente usb per evitare di passare da un mixer
  • Un buon paio di cuffie per capire se è il caso di regolare i settaggi anche durante la registrazione
  • Audacity per la registrazione ed il post editing
  • Soundflowerbed e LineIn, due software che consentiranno la registrazione degli interventi via Skype
  • Un account Skype (si può utilizzare anche Hangout) per il co-conduttore e gli ospiti
  • Un portatile Ubuntu che effettua una copia di backup della trasmissione qualora non dovesse funzionare il mio Mac
  • Altra copia di backup sul computer del co-conduttore (con software freeware Scribie.com per chi utilizza Windows)
  • Un sito sufficientemente gestibile che consenta una programmazione con largo anticipo dei contenuti e la pubblicazione degli episodi e del feed rss del podcast

Perché la scelta di una licenza copyleft per i podcast?

Perché Socializer, come potrete ascoltare sia nel primo che nel secondo episodio, è un progetto che sposa a pieno il concetto di condivisione e collaborazione e contemporaneamente tiene in considerazione il valore del lavoro, di chi realizza la trasmissione così come di chi produce i materiali che ci consentono di realizzare gli episodi, ivi inclusi jingle e immagini. Il copyleft per me è un valore aggiunto che dimostra nello stesso tempo la volontà di condividere e riconoscere.

Perché ascoltare un podcast detto in 140 caratteri…

Ascoltare podcast permette alla mente di crescere mentre si fanno altre azioni, mostra a ciascuno il multitasking che ha in sè #socializerIT

Che siate seduti in poltrona, in cucina a preparare una torta o intenti a smontare un pc, collegatevi a Socializer, avviate il podcast e godetevi le piacevoli interviste di Beatrice su social media e dintorni. E’ proprio il caso di dire stay tuned!

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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