Con Pangea si regala speranza

“Ci sono donne nel mondo che non festeggiano mai. Non hanno nessun motivo di farlo, perché quotidianamente affrontano discriminazioni e violenza, insieme ai propri bambini”. Così si presenta la fondazione Pangea proponendo di sostenere i loro progetti attraverso i regali solidali da scegliere a Natale al posto delle inutilità.

pangea

Fondazione Pangea dà il via alla campagna di raccolta fondi per il Natale 2013, con l’obiettivo di portare speranza a chi l’ha perduta: alle donne che nel mondo sono vittime di violenza, che muioiono per parti non seguiti, che vivono ai margini della società senza accesso all’istruzione, agli ospedali, al lavoro. La speranza si traduce in sostegno a programmi di sviluppo, microcredito e assistenza per le donne in Afghanistan, India e Italia.

Aziende e privati possono incartare e mettere sotto l’albero la tazza di Pangea, i taccuini Afghanistan, il nodo, i sostegni solidali, scegliendo per questo Natale, anche dove  agire: contro la violenza sulle donne, per un bambino che assiste alle botte tra le mura domestiche, per una mamma afghana che vuole avviare una microimpresa e mantenere la famiglia, per una ragazza indiana disabile che finalmente potrà uscire dall’isolamento, per un bambino di Kabul che potrà andare all’asilo.

“In 11 anni – si legge in una nota di Pangea – abbiamo raggiunto 45mila donne in molte parti del mondo. Le abbiamo aiutate a Kabul, distribuendo oltre 2mila microcrediti e coinvolgendo più di 900 ragazze in corsi di formazione professionale. Le abbiamo aiutate a Calcutta, con oltre 300 supporti ortopedici e visite specialistiche per le disabilità che le affliggono, insegnando loro che hanno diritto ad avere rispetto e supporto. Le abbiamo aiutate a Koppal, avviando insieme a loro circuiti di risparmio e credito, coinvolgendo più di 10 mila donne che ora gestiscono autonomamente  progetti di sviluppo locale. Le abbiamo aiutate anche in Italia, dove più di 500 donne e mamme con problemi di abusi domestici hanno trovato consiglio, sostegno psicologico, rifugio e protezione insieme ai propri figli”.

Numeri importanti, un sostegno concreto. E se è vero che “a Natale puoi”, a Natale puoi mettere dentro il tuo pacco un chilo di speranza per le donne segregate, dimenticate, abusate. Per tutte che quelle che resistono alla violenza domestica e che non hanno un Natale da festeggiare.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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