Social contest: storie di collaborazione e di rete

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Foto di Brenderous - http://www.flickr.com/photos/brenderous/6278328485/
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Foto di Brenderous

Cosa può fare la differenza in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando ora? Questa è la domanda che si sono fatte Irene Rovai e Sara Pepe quando hanno dato vita al social contest #iocollaboro. Sì, perché la collaborazione, il fare unione, il mettere in condivisione le risorse è la chiave di svolta per molte aziende e l’arma migliore che le persone possono mettere in campo soprattutto nei momenti difficili.

Tutte le esperienze – raccontate in 140 caratteri su Twitter, con una immagine su Pinterest o in un post di Facebook – sono confluite in nel libro #iocollaboro e tu? (libri liberi edizioni, prezzo di copertina 14 euro) e distribuito in licenza Creative Commons, scaricabile su www.weplus.eu. 

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#iocollaboro e tu?

Oltre ai molti spunti arrivati dal contest, il libro parla di collaborazione grazie a otto diverse testimonianze di professionisti e consulenti impegnati in ambiti differenti ma uniti dalla volontà di mettere in evidenza i pregi del collaborare tra persone, tra aziende e consumatori, tra aziende e clienti, tra Pubbliche Amministrazioni e cittadini.

Opportunità per le aziende nei social media, collaborazione nella gestione delle risorse umane, nel project management, nell’editoria  e nella PA, per arrivare ai percorsi che portano alla costituzione di community e alla evoluzione di piattaforme collaborative.

Abbiamo rivolto qualche domanda ad una delle ideatrici del contest, Irene Rovai, per comprendere meglio il percorso che ha portato alla scrittura di #iocollaboro.

Collaborazione è…

Per me collaborare è trovare insieme nuove idee e soluzioni, perché insieme si è più forti: chi collabora ha successo.

La storia di collaborazione più bella “ascoltata” in Rete

Grazie al libro ho avuto l’opportunità di conoscere la storia di Annalisa Gennario, mamma di un bimbo sottoposto a trapianto di fegato che ha incontrato in Rete il papà di un bambino nella stessa condizione del suo e insieme hanno creato un’associazione benefica per bambini (For Kids For Life): una storia di collaborazione nata tutta online!

dontpanicQuale il settore in cui la collaborazione fa davvero la differenza?

La collaborazione fa la differenza in ogni settore: dalle aziende alle Pubbliche Amministrazioni, dai gruppi di lavoro alla beneficenza. Lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune è la strada che porta al successo. Ma soprattutto quando i tempi si fanno bui, la crisi è ormai recessione, per rimanere “a galla” collaborare diventa fondamentale. In tempi di guerra le persone si aiutavano e condividevano con gli altri quello che avevano. Dobbiamo tornare a un economia meno “aggressiva” e “cannibale”.

Al contest hanno partecipato più uomini o donne? E perché secondo te?

Al contest, posso dire che (probabilmente) hanno partecipato più donne: è intrinseco nella nostra natura essere più attente ai bisogni degli altri, questo si vede bene nelle scelte di molte donne attive in politica. Non voglio dire che la donna è nata per “prendersi cura” degli altri né per fare l’infermiera ma è senza dubbio meno egoista rispetto all’uomo: portata com’è, naturalmente, a doversi far carico di un’altra vita, in gravidanza.

Il libro si conclude con un’allusione all’evoluzione darwiniana, che chiama in causa proprio la sopravvivenza della specie. Perché “non solo sopravvive, ma si sviluppa e cresce, solo chi collabora” e perché “il potere è nella condivisione della conoscenza e nella collaborazione“. Non sopravvive dunque il miglior esemplare, come diceva Darwin.

Sopravvive l’esemplare che mette in rete ciò che conosce e sa fare meglio.

E voi quale bella storia di collaborazione in Rete ci raccontate?

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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