Miti da sfatare sul rapporto tra bambini e computer

Bambini e computer
Foto di Alessia Laura Bertinetto
Bambini e computer
Foto di Alessia Laura Bertinetto

La mia esperienza di insegnante di informatica mi ha fatto capire molte cose sul rapporto dei bambini con il computer. Siamo abituati a pensare che i bambini di oggi, essendo nativi digitali, siano perfettamente sciolti e a loro agio nell’uso di personal computer, cellulari, apparecchi audio e video e console di videogame.

Vediamo quali sono i miti da sfatare sul rapporto bambini e tecnologia.

1)      Tutti i bambini sono in grado di utilizzare il computer in quanto a casa ne hanno uno e lo utilizzano: sembrerà strano da credere, ma non tutte le famiglie in Italia possiedono un personal computer. In base ai dati Istat del 2010, le famiglie italiane che possiedono un personal computer sono il 58,8%, percentuale che cresce ed arriva all’84,4% se si tratta di famiglie in cui è presente un minore. È una percentuale alta ma non è comunque la totalità. Durante la prima lezione di informatica che ho svolto ho chiesto ai bambini di ogni classe chi di loro possedesse un personal computer. Non tutti, effettivamente, mi hanno risposto di sì.

2)      Tutti i bambini che possiedono un personal computer a casa lo utilizzano: è decisamente un fenomeno più raro e non esistono, attualmente, statistiche in grado di quantificarlo. Tuttavia mi è capitato di avere alunni i cui genitori non permettono loro di utilizzare il personal computer. Le ragioni? I bambini stessi ammettono che le motivazioni a loro fornite dai genitori sono essenzialmente il pericolo, la paura che i bambini “facciano pasticci”, la mancanza di programmi o applicazioni giudicate idonee all’utilizzo da parte dei bambini.

3)      Infine, i bambini si approcciano al personal computer con immediata dimestichezza: anche questo è un falso mito. Molti di loro, specialmente nelle classi prima e seconda, non sono abituati ad utilizzare la tastiera e il mouse. Alcuni bambini non riescono ad utilizzare il mouse perché è troppo grande per la loro manina, non sono pertanto in grado di coordinare il movimento e i clic (i bimbi con mani molto piccole hanno bisogno di due mani per utilizzare il mouse, una per muoverlo e l’altra per premere i tasti. Questo problema si risolve sempre con l’utilizzo di un mouse più piccolo rispetto ai tradizionali). L’utilizzo della tastiera è spesso difficoltoso perché i bambini faticano a trovare le lettere, rendendo molto lunghi i tempi di scrittura di parole e frasi (e ciò è ancora più accentuato ne bambini con dislessia). Entrambe queste difficoltà generano nei bambini frustrazione e insoddisfazione, sentimenti ben lontani dall’immaginario collettivo che vede i bambini tutti entusiasti, felici, interessati e desiderosi di utilizzare il personal computer.

Per ogni attività, per ogni proposta didattica, è importante seguire sempre l’attitudine personale di ogni bambino, il suo bagaglio di esperienze e competenze pregresse, il suo vissuto. È importante costruire gli obiettivi su questi principi e soprattutto mai stupirsi se le sue esperienze non sono conformi a quelle della maggior parte di loro.

Di Alessia Laura Bertinetto

Cresciuta a pane, Amiga, PC e ogni console di videogame che usciva sul mercato (beh, non proprio tutte). Molti anni fa approda nella scuola primaria come insegnante solo per scoprire una grande verità: in realtà... gli insegnanti sono i bambini.

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