Donne, facciamoci avanti: 7 mantra da ripetere

Vayamos adelante
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Vayamos adelante – Foto di Petezin

Il titolo del libro scritto da Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook considerata tra le cento persone più influenti del mondo, la dice tutta sul contenuto. Facciamoci avanti(Mondadori edizioni, prezzo di copertina 17 euro) suona come un invito esplicito rivolto a tutte le donne affinché non rinuncino ad affermarsi sul lavoro soffocando i sogni con un pacco di pannolini, convinte che scegliendo la carriera si possa fare un torto alla famiglia. L’autrice racconta la sua esperienza per far comprendere come la famosa e tanto sbandierata conciliazione non sia solo un’utopia e come, spesso, la forza la si debba trovare in primo luogo dentro se stesse.

Tra racconti di giornate vissute condite da solide certezze e improvvisi timori, momenti di gioia e sconforto, lacrime trattenute o a volte sgorgate, le pagine scorrono veloci lasciando però svariati buoni spunti sui quali riflettere per trovare il coraggio di farsi avanti.

1. La buona notizia è che non solo le donne possono avere famiglia e carriera, ma che possono cavarsela benissimo avendo entrambe

La donna in carriera è spesso rappresentata come “spietata”, completamente assorbita dal lavoro tanto da non avere una vita privata. Questo nonostante sia chiaro a tutti che la prevalenza delle donne non ha altra scelta se non quella di lavorare per contribuire al sostentamento della famiglia. Basta, allora, con il mettere in evidenza solo storie di scelta obbligata. Basterebbe diffondere la notizia che ce la possiamo fare.

2. Quando sono sfiduciata, una delle tattiche che ho imparato è che talvolta fingere aiuta

Le donne possono essere le peggiori nemiche di loro stesse, sempre pronte a sottovalutarsi, ad attribuirsi la colpa degli insuccessi e ad attribuire a fattori esterni (la fortuna, l’appoggio degli altri, il momento favorevole) il motivo di un successo. Fingere sicurezza a volte aiuta. Il sentirsi tagliati per un lavoro e cogliere un’opportunità è fondamentale. Perché, come diceva Padmasree Warrior, “Devi cogliere le opportunità e fare in modo che si adeguino a te, e non viceversa. La capacità di imparare è la dote più importante che può avere un leader“.

3. Riconoscere il proprio successo è la chiave per incrementarlo

La valutazione delle persone sulla base di steotipi di genere è provata: se un uomo ha successo piace agli altri uomini e alle donne, mentre se ad avere successo è una donna il suo gradimento tra uomini e donne cala drasticamente. “Se una donna è competente, non risulta abbastanza carina. Se appare realmente piacevole, è considerata più carina che competente”. Una realtà triste e non facile da contrastare. “Il vero cambiamento arriverà quando le donne potenti non saranno più un’eccezione”. Finché questo non avviene, conviene ricordare l’insegnamento di Mark Zuckerberg: “Quando vuoi cambiare le cose, non puoi compiacere tutti. Se lo fai, significa che non stai progredendo abbastanza”.

4. Purtroppo il senso dell’umorismo ci viene a mancare quando sarebbe più necessario

La capacità di ridere dei propri difetti o degli errori commessi, quella “leggerezza” nell’affrontare i problemi che solo le donne hanno non dovrebbe mai mancare. Le lacrime, al contrario, sul luogo di lavoro ciascuna le trattiene fino all’esplosione. Eppure, come rimarca Sheryl raccontando un episodio, “la condivisione delle emozioni riesce a costituire relazioni più profonde”.

5. Fatto è meglio che perfetto

Cercare di fare tutto e pretendere che tutto sia fatto alla perfezione non può essere la strada giusta per vivere serenamente né in famiglia né sul lavoro. Come detto da Gloria Steinem “Non puoi fare tutto. Nessuno può avere due lavori a tempo pieno, avere figli perfetti, cucinare tre pasti e avere un numero n di orgasmi fino all’alba… Wonder Woman è l’avversaria del movimento delle donne“.

6. Cominciamo ad approvarci l’una con l’altra

I peggiori nemici si materializzano nelle altre mamme, le critiche più taglienti arrivano proprio dalle colleghe. Le donne non riescono ad apprezzarsi e sostenersi a vicenda, sempre pronte a trovare il difetto in altre donne di successo (e non). “Le guerre di genere hanno bisogno di un trattato di pace, immediato e duraturo”.  

7. Cosa faresti se non avessi paura?

La paura di non piacere, di sbagliare, di puntare troppo in alto, di essere giudicata, di fallire. Questo il limite più grande che l’autrice ha voluto mettere in evidenza e provare a scardinare riportando una parte del discorso fatto ad alcune laureate del Barnard College. “Spero che voi abbiate l’ambizione di farvi avanti nella vostra carriera e di governare il mondo. Perché il mondo ha bisogno di essere cambiato da voi. Le donne di tutto il mondo contano su di voi. Allora, per favore, chiedetevi: che cosa farei se non avessi paura? Poi andate a farlo”.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

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