CoderDojo, le palestre per insegnare ai bambini a programmare

CoderDojo Brescia
CoderDojo Brescia
CoderDojo Brescia
CoderDojo Brescia

Nati in Irlanda stanno arrivando piano piano anche in Italia. Cosa? I CoderDojo!

CoderDojo è un movimento senza scopo di lucro che si occupa di istituire dei club e organizzare incontri gratuiti per insegnare ai giovani a programmare. Delle palestre per futuri sviluppatori. Nato in Irlanda nel 2011, si rivolge principalmente agli adolescenti e si sta espandendo in tutto il mondo.

Cos’è CoderDojo?

Ai CoderDojo i giovani imparano a programmare, sviluppare siti web, applicazioni, programmi, giochi e altro ancora. I ClubDojo sono fondati, gestiti e tenuti da volontari. CoderDojo promuove l’utilizzo del software open source e gratuito e dispone di una forte rete di soci e volontari a livello globale. CoderDojo ha una sola regola: Above all be cool!

Cosa succede durante un incontro di CoderDojo

Gli incontri di CoderDojo – Dojo in giapponese significa scuola di arti marziali – si svolgono generalmente nei fine settimana e hanno lo scopo di promuovere l’insegnamento ai bambini e coinvolgere appassionati adulti nel ruolo di tutor. Non vi è alcun programma stabilito, ma gli studenti imparano tutto, dalla creazione di pagine Web alla costruzione di applicazioni mobile. Per partecipare basta portarsi un portatile e la merenda da casa. L’età minima varia a seconda dei gruppi o dei progetti, generalmente è 8 anni. Sotto i 12 solitamente è richiesta la presenza di un genitore.

I Coderdojo In Italia

Il primo CoderDojo italiano si è svolto a Firenze ad aprile dello scorso anno, ma in questo momento il progetto è sospeso. C’è poi un gruppo attivo in Sicilia, e ne sta partendo uno a Bologna. Già attivi sono quelli che si svolgono a Milano e Brescia. Abbiamo voluto raccogliere la loro esperienza perché è dai loro racconti che si apprende veramente cos’è un CoderDojo. Ecco cosa ci hanno risposto Angelo e Bianca.

CoderDojo Milano

Chi c’è dietro all’organizzazione, i vostri profili?

Coderdojo è arrivato a Milano per iniziativa di due genitori che sono anche appassionati di tecnologia e computer. In particolare è nato dalla richiesta di un bambino di 11 anni che nel 2012 ha espresso a suo padre il desiderio di realizzare un videogioco.

Oggi il team è composto da circa 25 volontari che per professione e a vario titolo sviluppano software o gravitano attorno all’ambiente del software. Alcuni dei nostri collaboratori sono tra i più quotati coder di Milano.

Ci sono anche due mamme: una di professione fa la web developer e si è appassionata talmente tanto all’iniziativa che oggi è diventata la curatrice del sito internet e delle pagine social e l’altra di professione fa la pedagogista e ci aiuta a rispondere alle domande sempre più frequenti dei genitori riguardo al rapporto – sano – dei bambini con i videogame e la tecnologia in generale, nonché a capire il modo migliore di interagire con i bambini.

Perché avete deciso di portarlo anche nella vostra città?

Il tutto, come dicevo prima, è nato dal desiderio di un bambino di 11 anni. Poi abbiamo scoperto l’iniziativa internazionale e, condividendone gli obiettivi, l’abbiamo portata a Milano. In particolare crediamo che la programmazione sia un ottimo nutrimento per la mente e sviluppi alcune skill, come per esempio il problem solving, che sono indispensabili a prescindere dall’ambito verso cui i bambini vorranno in futuro indirizzare i loro interessi lavorativi.

Bambini e bambine: sono più i partecipanti maschi o femmine?

Per ora i maschi battono le femmine con un rapporto di 3 a 1 ma queste ultime sono sempre più numerose. Sicuramente esprimono attitudini e desideri diversi rispetto ai progetti che vogliono realizzare ma tutti sono accomunati da tanta voglia di imparare e divertirsi. A Coderdojo accade puntualmente che quando è l’ora della merenda i bambini si rifiutino di lasciare i computer per proseguire i propri progetti: in quale altra scuola accade?

E i genitori? Più mamme o papà? Che domande fanno? Come si comportano?

Ci sono tanti papà, ma anche un buon numero di mamme. I genitori a Coderdojo sono una presenza preziosa: sono invitati a partecipare e a interessarsi a quello che fanno i loro figli perché può diventare terreno comune di scambio e comunicazione e occasione per fare un’attività divertente insieme, una volta a casa, ma hanno il divieto di fare al posto loro, di sostituirsi al bambino e di “mettere le mani sulla tastiera”. I genitori che abbiamo incontrato si sono mostrati interessati, intelligenti e attenti.

Il non dover fare al posto del figlio consente ai genitori di potersi staccare qualche minuto e fare domande su temi che li interrogano profondamente come l’uso responsabile delle nuove tecnologie. E qui interviene la nostra pedagogista: quando far usare i videogiochi ai bambini, a che età iniziare, come convincere il coniuge che usare il pc può essere un’attività educativa, ecc. Noi rispondiamo sempre che dire “videogioco” è come dire uno strumento qualsiasi: ci sono contenuti dei videogiochi, ci sono giochi adatti a età differenti, c’è un tempo d’uso, c’è la crescita integrale della persona. Inoltre siamo fermamente convinti che se impari a usare in modo positivo e attivo le nuove tecnologie, come ad esempio imparando a programmare, forse crescendo hai meno voglia di usarle passivamente e per scopi poco creativi o pericolosi per te stesso e gli altri. Queste considerazioni, del resto, sono anche alla base della filosofia di Coderdojo: essere cool e non dei perditempo.

Prossima data? Novità?

Il 20 Aprile ma i posti sono già esauriti da qualche giorno. Per i prossimi incontri saremo ospitati presso la sede milanese di Talent Garden. Quella successiva sarà il 18 Maggio e stiamo lavorando a qualche interessante sorpresa.

Nuovi progetti?

In queste settimane abbiamo potuto toccare con mano che il tema dello sviluppo software per la fascia d’età che stiamo indirizzando (7-12 anni) è molto caldo: le richieste che ci sono pervenute sono state tantissime e purtoppo a molti genitori e bambini abbiamo dovuto dire di no. Il nostro desiderio è di venire incontro ad un numero sempre maggiore di richieste e stiamo lavorando in questo senso, nonostante oggi le risorse siano davvero limitate, trattandosi di un’iniziativa completamente gratuita e fondata sull’impegno di volontari. Ma l’entusiasmo non ci manca!

CoderDojo Brescia

Chi c’è dietro all’organizzazione?

L’evento è stato organizzato da WebDeBs e TalentGarden e il supporto di Girl Geek Dinners Brescia e Gummy Industries. Al momento hanno dato la loro disponibilità venti mentor, non tutti sono sviluppatori. L’idea è nata in particolare da Michele Bertoli  che aveva partecipato come mentor al Coderdojo Milano. Infatti Michele è il mentor principale dell’iniziativa, occupandosi della presentazione, della formazione degli altri tutor e della guida del pomeriggio sulle attività collettive.

Perché avete deciso di portarli anche a Brescia?

Il gruppo Webdebs conta più di 150 professionisti nel settore digital. Era già stato organizzato un evento che coinvolgeva famiglie e figli, un vero e proprio FamilyCamp di pura condivisione. Sentiti i feedback positivi sull’evento di Milano abbiamo pensato che ci sarebbero state sicuramente persone interessate. Infatti c’erano solo quattro bambini collegati al gruppo, tutti gli altri sono venuti all’evento per passaparola.

Bambini e bambine: sono più i partecipanti maschi o femmine?

Al primo incontro c’erano sei bambine e dodici maschi.

E i genitori? Più mamme o papà? Che domande fanno? Come si comportano?

Genitori metà e metà. In realtà pochi apprensivi. È stato chiesto di lasciare che i bambini imparassero con il solo aiuto dei mentor, e così è stato. Alla fine molto entusiasti nel vedere che il figlio aveva creato qualcosa che funzionava davvero.

Prossima data? Ci sono progetti e novità in vista?

Non c’è ancora nulla di definito. Non abbiamo ancora stabilito una prossima data. In realtà abbiamo avuto anche richieste da genitori e da ragazzi per la fascia di età fra i 14 e i 18. L’interesse da parte nostra c’è, ma andrebbe cambiato il format. Tutte le informazioni verranno diffuse sulla pagina Facebook, blog di TAG Brescia e blog dei WebDeBs.

Di Luigina Foggetti

Appassionata di tecnologia e computer per proprietà transitiva (due fratelli nerd) da circa venti anni lavora nel Web. Professione Online manager, geek curiosa nella vita di tutti i giorni.

7 commenti

  1. Ottima iniziativa, speriamo contagi presto altre città italiane in modo che tanti bambini abbiano l’opportunità di avvicinarsi alla programmazione in modo giocoso.

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