Guida a Photoshop CS6: un manuale completo

copertina libro Photoshop CS6

copertina libro Photoshop CS6

Chi dice libro di Photoshop dice “mattone”. Perché in generale i manuali su questo famosissimo programma di fotoritocco si caratterizzano per elevato peso e “altezza” e, quindi, proporzionalmente per eccesso d’impegno che può trasformarsi in noia e conseguente abbandono della lettura. Non è così per Photoshop CS6 (Apogeo editore, costo di copertina 36 euro).

Gli autori Elisa Andreini e Giovanni Trezzi presentano la nuova versione di Photoshop in 400 pagine tutte a colori, ricche di immagini e tutorial, snelle e di facile lettura. Elisa, fotografa freelance specializzata in food & beverage, ci racconta di aver iniziato a lavorare al libro quando c’era ancora la versione beta del programma e di essere rimasta barricata in casa per scovarne tutte le novità e condensarle in questo bel manuale. “Ero talmente immersa nel mondo di Photoshop e lontano da quello reale – racconta sorridendo – che mi sono anche fatta rimuovere l’auto sotto casa nel giorno del mercato rionale”.

Polemiche sui ritocchi fotografi e sullo smodato (ma probabilmente non appropriato) uso di Photoshop non mancano. Perché allora un bravo fotografo dovrebbe conoscere questo programma?

Photoshop è uno strumento molto potente e versatile, tanto che manipolare la realtà in una fotografia è diventato facile e alla portata di tutti. Anche il macellaio sotto casa ti dice “poi le rughe me le togli tu con Photoshop vero?” Si vedono spesso in giro immagini troppo ritoccate, che restituiscono una percezione distorta della realtà, mistificata in nome della perfezione estetica, ma questo è solo un’estremizzazione delle possibilità che questo programma dà ai suoi utilizzatori.Nel lavoro quotidiano di un fotografo Photoshop è indispensabile per ottimizzare le proprie immagini, aggiustando per esempio i parametri di colore e contrasto che nella fotografia su pellicola solo un bravo stampatore poteva fare, ma anche (perché no) per attenuare quei piccoli difetti che spaventano tutti quando si devono far fotografare.

In generale in una bella foto quanto conta il saper scattare e quanto il saper ritoccare?

Secondo me ritoccare una foto è come truccare una donna: un buon make up sottolinea i pregi e attenua i difetti, ma una bella donna lo è anche acqua e sapone, mentre una brutta rimane bruttina anche se ben truccata.

L’uso peggiore che hai visto fare di Photoshop? E l’uso migliore?

Difficile indicare dei vincitori… Di errori se ne vedono tantissimi in giro, anche perché ritoccare un’immagine è come scrivere un tema, dopo un po’ non si vedono più i propri errori! Basta fare un giro su psdisasters.com per vedere un’esilarante galleria di modelle con una sola gamba o tre mani. Dal lato opposto invece ci sono artisti che utilizzano immagini e Photoshop al posto di tela e pennello per creare nuovi linguaggi artistici. L’arte digitale riesce così a sfruttare al meglio tutte le potenzialità del programma, andando oltre i limiti della realtà. Un paio di anni fa per esempio Carl Warner è diventato famoso con i suoi foodscapes, paesaggi costruiti con il cibo che hanno fatto il giro della Rete per il connubio tra la veridicità degli ingredienti e l’atmosfera surreale delle sue opere.

Nel libro vengono presentate le funzioni principali di questo “imponente” programma. Per quale di queste consiglieresti un approfondimento?

In realtà tutte! Photoshop è un programma ricchissimo e complesso, dove ognuno deve un po’ scoprire la propria strada. Noi abbiamo cercato di mostrare quelle principali e le più utilizzate, ma poi ognuno si può e si deve divertire a scoprire nuove scorciatoie. Forse i filtri sono uno degli strumenti più difficili da sintetizzare in poche pagine.

Lo strumento che hai visto utilizzare di più? E quello che servirebbe a molti ma che in pochi conoscono?

Taglierina, timbro clone e curve forse. Può sembrare banale ma molti “nuovi utilizzatori” non utilizzano i livelli mentre lavorano, andando così a modificare direttamente l’immagine con delle modifiche distruttive da cui può essere difficile tornare indietro. Lavorare sempre su livelli separati con l’ausilio di maschere e filtri può veramente far risparmiare ore e ore di lavoro!

Consigliaci un “posto” in Rete da tenere d’occhio per apprendere nuovi segreti

In Rete ci sono molti siti dove si possono trovare tutorial interessanti. Tra i più ricchi psd.tutsplus.com e photoshoptutorials.ws, ma anche photoshoplady.com che raccoglie e segnala i migliori tutorial pubblicati in Rete. Molto carino anche photoshopetiquette.com, un piccolo vademecum a Photoshop per  web designer. Total-photoshop.com è tra i siti più interessanti in italiano. Poi ci sono i siti di design più in generale, come per esempio smashingmagazine.com o behance.net, dove si incontrano sempre molti spunti interessanti.

Leggere questo libro può aiutare a migliorare le proprie foto. Perché non solo con buoni scatti si fanno buone fotografie. Serve tecnica, esperienza, creatività e un pizzico di Photoshop. Perché, diceva Irving Penn, “Un buon fotografo è una persona che comunica un fatto, tocca il cuore, fa diventare l’osservatore una persona diversa“.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

10 commenti

  1. Photoshop avevo iniziato ad usarlo anni fa ma poi l’ho lasciato perdere e col tempo mi sono dimenticata molte funzioni. Stavo proprio pensando l’altro giorno che mi piacerebbe fare un corso per imparare ad usarlo in maniera decente una volta per tutte… I libroni non fanno al caso mio, se non c’è qualcuno che mi pungola rischio di lasciarlo perdere dopo poche pagine 🙂 Sull’abuso di Photoshop e della postproduzione nella fotografia ho letto un articolo proprio oggi: http://www.albumfoto.com/quando-la-tecnica-non-e-tutto/. A volte bisognerebbe lasciare perdere il make up e concentrarsi sulla genuinità!

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