Paura della Rete? Keep calm and read on

chi ha paura della rete copertina
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Chi ha paura della rete?

La Rete fa paura. A molti. Perché informa, perché rende liberi, perché è alla portata di tutti.

Da questo dato di fatto, di cui si era discusso in un Camp organizzato dalle Girl Geek Dinner di Bologna, è nato l’e-book “Chi ha paura della Rete?  (Narcissus Self Publishing, 89 pagine, 3 euro e 99). Il libro è scritto da otto (o sedici se preferite) mani di donne che per lavoro o passione sono attive sul Web e che per questo vogliono esorcizzare la paura e convincere tutti a non cadere in Rete ma esplorare la Rete, facendosi guidare lungo le sue fitte maglie.

Leda Guidi, Mara Cinquepalmi, Elisa Mazzini e Giulia Madau, Giusy Aloe, Antonella Beccaria, Giulia Simi, Laura Intransito e Alessandra Farabegoli spiegano, anche attraverso alcune interviste, perché politici, giornalisti, grandi aziende, lobby, case discografiche e cinematografiche, ma non solo sono spaventati dall’innovazione, dall’informazione, dalla verità che ci regala ogni giorno Internet. Abbiamo rivolto alcune domande ad una delle Girl Geek bolognesi che hanno dato vita al libro, Giulia Lippolis, per convincervi a scoprire gli antidoti alla paura.

Alla domanda sul Chi ha paura della Rete molteplici sono state le risposte. Tra le diverse categorie citate qual’è in assoluto la più spaventata e perché?

Ha paura chi pensa di avere qualcosa da perdere. A proprio modo ognuna delle categorie e dei settori analizzati durante il barcamp e approfonditi nell’ebook pensano di doversi in qualche modo difendere da un “attacco” che vedono pericoloso per i propri interessi. Probabilmente i soggetti che rischiano di perdere potere economico e politico sono quelli che fanno più fatica ad avvicinarsi e a fidarsi del digitale.

Appurata la paura, cosa è possibile fare per sconfiggerla? E cosa avete messo in atto voi del gruppo GGD di Bologna?

Da quasi un anno le GGDBologna sono diventate associazione. È un passo che abbiamo ritenuto molto importante e fortemente voluto perché ci permette di dialogare più liberamente con le istituzioni e con le varie realtà del territorio. Proprio nell’ultimo anno abbiamo collaborato con la pubblica amministrazione -il comune di Bologna e il quartiere Saragozza in particolare- alla realizzazione di corsi di alfabetizzazione digitale e barcamp. Siamo state ospiti dell’Alma Graduate School, insieme a Ilene Fischer. Da settembre partiranno degli incontri in Feltrinelli in cui analizzeremo e commenteremo insieme agli autori, alcuni libri usciti negli ultimi anni e che parlano di digitale. Ti assicuro che nessuno di questi soggetti ha più paura! 🙂

I social network e Facebook in particolare hanno avvicinato molte persone alla Rete. Ma contestualmente hanno incrementato alcuni timori. Quali secondo te? E come possono si può aiutare le persone ad attenuarli?

In primo luogo c’è la paura delle truffe e degli impostori. Ultimamente molte persone cominciano a rendersi conto che alcuni strumenti possono mettere a rischio la propria privacy. L’unico strumento efficace contro queste paure è l’informazione. Conoscere lo strumento che stiamo utilizzando ci permette non solo di comprenderne le potenzialità, ma anche di distinguere tra i rischi reali e quelli che lo sono un po’ meno.

Se dovessi consigliare un buon libro, a parte questo ovviamente, per scoprire con serenità le cose buone di Internet quale consiglieresti?

Per chi si avvicina adesso agli strumenti digitali, la collana Hoepli Web2.0 è certamente un buon punto di partenza.

Concludiamo con un invito alla lettura dell’ebook, il cui ricavato delle vendite sarà devoluto a favore delle vittime del terremoto in Emilia Romagna, e con una riflessione di Rainer Maria Rilke, che fa intuire quale sia la giusta medicina per il timore:

“Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo, anche la brezza sarà preziosa”.

Di Sonia Montegiove

Dopo un colpo di fulmine per un IBM PS 1 ha coltivato ininterrottamente la sua passione per l’informatica. Analista programmatrice e docente per lavoro è avida lettrice e giornalista pubblicista per pura passione.

3 commenti

  1. [riporto il commento di Graziano Benfenati postato su LinkedIn] Non è possibile fare qualche corso per i “computer illiterate” come me che sono negati e non sono smanettoni e verificare se la Rete non possa diventare un mezzo formativo da sviluppare ulteriormente?

    Inoltre, sulla paura della Rete, non è che tutti gli utenti siano “anime belle”, dai comportamenti e dalle finalità etiche. Così come nella vita reale incontriamo il gentleman il ladro e l’ assassino, questi personaggi – quando possono – navigano anche in rete, quindi vanno poste in atto tutte quelle tecniche o quelle cautele atte ad evitare incontri sgradevoli, furti di identità, o altri inconvenienti che sulla Rete possono capitare, tipo l’invio di virus in allegato a finte mail di propaganda, o tipo sollecito di pagamento per prestazioni mai effettuate.

    La Rete è un oceano dove incontri il “pesce lesso” ma anche lo squalo, va quindi conosciuta per poter aumentare il grado di sicurezza e tranquillità. Recentemente, credo un paio di mesi fa, Linked-In ha comunicato un “leak” nei sistemi di sicurezza con milioni di indirizzi mail e relative password trafugati e siamo stati invitati a cambiarla, la password.

    Gli incontri più pericolosi ormai avvengono in rete, dai siti pedo-pornografici ai furti di carte di credito, quindi non è che – obiettivamente – ci sia da stare molto tranquilli.D’altro canto non è tutto negativo, ci sono enormi potenzialità da sviluppare, ben illustrate da Lynda Gratton ne il suo “Salto” (“The Shift”).

    Se sarò informato sui vostri prossimi incontri da Feltrinelli, compatibilmente con i miei impegni, verrò e acquisterò senz’altro una copia del libro.

  2. Che bello! Lo comprerò sicuramente. Mi piacerebbe che ci fosse un’associazione simile anche da me, il fatto che sia composta da sole donne lo rende un’esperienza preziosissima! Complimenti a tutte!!

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