Codecademy e l’anno della programmazione

Non ho grande confidenza con il codice, ma sono una designer e un livello base di programmazione è necessario nello sviluppo dei videogiochi, sopratutto quando si fa parte di team piccoli e indipendenti in cui i ruoli hanno sempre confini molto labili. Per cui, tra i miei buoni propositi del 2012 c’è anche quello di migliorare le mie skill di programmazione, quindi ho iniziato a cercare risorse che potessero aiutarmi a fare esercizio con costanza.

E così ho scoperto Codecademy, una piattaforma che offre corsi online gratuiti sulla programmazione JavaScript. Le lezioni sono suddivise in una serie di esercizi che mettono in pratica il cosiddetto sistema di apprendimento learning-by-doing: poca teoria, molta pratica, il tutto all’interno di un ambiente protetto in cui è possibile compiere errori senza mettere a repentaglio file di lavoro. Il sistema ti introduce alle basi (come dichiarare una variabile) e ti accompagna passo dopo passo, sottoponendo nuovi quesiti.

Codecademy è una start-up che ha raccolto consensi e finanziamenti, tra l’altro partecipando anche all’incubatore Y Combinator. Anche Women 2.0 ha manifestato molto interesse nel progetto: le persone chiave intervistate – donne che lavorano nel settore della programmazione web e software – vedono in Codecademy la possibilità di abbattere alcune barriere di genere.

Dal punto di vista della piattorma, Codecademy cavalca a tutta forza il trend del 2011/2012: gamification, cioè l’applicazione di tecniche di game design a progetti non ludici. Il primo indizio di gamification sono gli achievement, cioè i badge portati alla notorietà da Foursquare che stuzzicano (malamente) la pulsione di collezione. I badge sono comunque molto ben studiati e si accordano con le motivazioni reali della persona, trasmettendo un feedback sui suoi progressi e invogliando a continuare nello studio.

Un secondo trend che Codecademy sposa è la formazione online gratuita (ma di qualità). Stanford è prima nella lista, anche grazie a corsi di diversi livelli di specializzazione come Computer Science 101 o Human-Computer Interaction: anche in questo caso, oltre a video lezioni teoriche, tutti i corsi hanno sessioni di esercizi per mettersi alla prova. Un settore che comunque non è immune da polemiche, soprattutto dopo che un professore di Stanford ha avviato la start-up Udacity proprio dopo il successo del corso online.

Codecademy si promuove anche attraverso l’iniziativa Code Year che ha decretato il 2012 come l’anno della programmazione. Via Code Year puoi ricevere, settimana dopo settimana, un mini corso di programmazione sempre più approfondito che ti porterà alla fine dell’anno a realizzare anche piccoli software. A oggi, quasi 400 mila persone hanno aderito all’iniziativa, iniziando il 2012 con funzioni, condizionali, primitive e oggetti. Niente male.

Di Marina Rossi

Marina Rossi è game design ninja e curator. Spesso imbraccia fucili a pompa per sconfiggere i nemici che la ostacolano. Su schermo, si intende.

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