Intervista a Valeria Pagano – Country Manager di Goodgame Studios

Valeria Pagano
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Valeria Pagano ci parla della sua esperienza di country manager per una società che sviluppa social game.

Valeria Pagano
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Cosa ti ha portato a lavorare come country manager per Goodgame Studios?

Devo dire che conoscevo Goodgame Studios già da un po’, da quando mi sono trasferita ad Amburgo. La stampa ne parlava molto bene per la particolarità della ditta stessa (ad esempio che ha una palestra ed una piscina a disposizione per i suoi impiegati) e mi ero prefissata, dopo aver terminato gli studi, di lavorare per loro. Ho visto poi ad agosto l’offerta come Country Manager per l’Italia e mi sono detta: “Questa sono io”. Ed è andata bene, devo dire che è stato veramente amore a prima vista.

Anche se è da poco che hai iniziato in questo nuovo settore, come ti sembra l’industria dei videogiochi? Hai trovato delle differenze sostanziali rispetto alle tue precedenti esperienze?

Rispetto agli ambienti “classici”, l’industria dei browser games è molto più cordiale, familiare, non ci sono dresscode, la gerarchia non è di tipo verticale, ma orizzontale, e sopratutto, anche con i concorrenti, c’è un continuo scambio di esperienze.

In che percentuale sono presenti donne nella forza lavoro di Goodgame Studios e che ruolo ricoprono solitamente?

Le donne qui ricoprono oltre il 30% della forza lavoro. Certo, la maggioranza è distribuita nei settori umanistici – come le risorse umane, marketing, pubbliche relazioni o project management – o quelli creativi, come la grafica. Eppure ce ne sono molte nei settori tecnici, come nella programmazione, nell’analisi dei dati e tra gametester.

I vostri giochi sono social game che si possono giocare gratuitamente via browser, ma non su Facebook: qual è il motivo di questa scelta?

È stata una scelta strategica, a dirla tutta. Su Facebook la concorrenza è molto alta ed è difficile spiccare, sopratutto perché si può essere presenti sulla piattaforma solo con uno, due giochi. Noi abbiamo un portfolio di nove giochi, quindi abbiamo deciso di concentrarci più nella rete in esteso per poter offrire i nostri prodotti a diversi tipi di pubblico.

Qual è il profilo del giocatore-tipo (sesso, età, regione del mondo…) dei vostri giochi?

Beh, nonostante abbiamo una fetta di pubblico molto vasta, se vogliamo definire un profilo standard, direi che il nostro giocatore tipo è uomo, ventenne (inizio vent’anni), di provenienza tedesca o latina.

E tu giochi? Che genere di videogame preferisci?

Io credo sia difficile lavorare nell’ambiente senza esserne un vero appassionato. Io ho sempre adorato i videogiochi da quando ero piccola, ho adorato Civilization, anzi quando ho tempo ci gioco ancora o i giochi dove si può sparare. Del nostro portfolio invece adoro Empire e Fashion (sì, mi piace fare la ragazzina ogni tanto).

Di Marina Rossi

Marina Rossi è game design ninja e curator. Spesso imbraccia fucili a pompa per sconfiggere i nemici che la ostacolano. Su schermo, si intende.

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