Music, il nuovo servizio di Google di musica in streaming

Google Music
Google Music

Google da qualche mese ha fatto uscire in beta, e solo per gli Stati Uniti, il suo nuovo prodotto, Music, che permette di caricare la musica nel proprio spazio e ascoltarla ovunque si è in streaming.

Ovviamente una geek come me non poteva aspettare la fine della beta per provare questa nuova funzione, soprattutto dopo aver visto che su Market di Android era comparsa l’applicazione per ascoltare la musica anche sul mio dispositivo, che però non è scaricabile in Italia.
Ci sono molti articoli che spiegano come fare a ottenere l’invito, anche se non si è negli USA, basta cercare “google music proxy” e seguire le istruzioni.

Io ho provato. Ho fatto login con la mia utenza gmail (se non ne avete una dovete crearla) e poi tramite un sito (io ho usato NewIPNow.com) ho inserito il link http://music.google.com, scegliendo poi un IP americano. Dopo aver cliccato appare la schermata di richiesta dell’invito.

Una volta richiesto bisogna attendere l’arrivo della mail: da qualche giorno a qualche settimana.

In questo modo ho risolto il problema dell’accesso e ho scaricato l’applicazione Music Manager che permette di prendere la musica sul mac o il pc e farla caricare sulla mia nuvola personale.

Una volta caricata la musica tramite music.google.com è possibile ascoltarla su qualsiasi computer, basta accedere con l’utenza con cui ci si è chiesto l’invito. Anche l’applicazione Android non è disponibile per utenze non americane e anche in questo caso con una piccola ricerca ho trovato l’apk, che è il file di installazione dell’app. Mi è bastato scaricarlo sul tablet ed eseguirlo per avere l’app installata e funzionante.

A questo punto non resta che associare anche l’app alla propria utenza Google, tramite le impostazioni, e lo streaming comincia.

Io l’ho provato con il vivavoce Jabra, che tengo sempre nella mia Smart, e la fluidità della musica in presenza di una connessione 3G stabile è paragonabile a quella dei brani che sono fisicamente sul tablet.

I problema più grosso è, ovviamente, il consumo di banda, io ho la superinternet di 3, con 3 Gb al mese, e nella verifica dei consumi ho notato subito il maggior utilizzo dovuto all’ascolto della musica. Anche le risorse del tablet vengono sfruttate molto: la batteria viene messa a dura prova e la ram viene quasi interamente utilizzata dall’applicazione.

Nel caso si vada dove non c’è connessione è anche possibile decidere di scaricare sul dispositivo dei brani, con l’opzione “Disponibile offline”, così da avere comunque la musica a disposizione. Altre impostazioni permettono di utilizzare solo il Wi-Fi per le operazioni, sia di ascolto che di scarico, così da preservare i Gb a disposizione nel mese.

Resta quindi da capire come Google si muoverà una volta che avrà fatto uscire la versione ufficiale di Music, vista la richiesta di banda e il fatto che il free sembra solo per la beta. Per ora mi godo la mia musica in streaming ovunque, poi vedremo.

Di Stefania Girelli

Stefania Girelli è una ragazza “sempre connessa”. Appassionata da sempre di tecnologia, dopo una carriera come programmatrice, ha cambiato vita e ora segue tutto quello legato all'ecologia, alla sostenibilità e al riciclo, con speciale riferimento alla casa, l'arredamento e il design. Recreathing è il suo blog in cui presenta i suoi progetti di riciclo creativo e design low-cost.

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