Scoprire l’architettura di Milano con una app

Achille Castiglioni
Achille Castiglioni
Achille Castiglioni
Achille Castiglioni

Quante volte andando in giro per una città, anche in quella in cui viviamo dalla nascita, notiamo un palazzo e chi chiediamo: di chi sarà? Che storia ha? Bene, almeno per Milano e almeno per le opere di Achille Castiglioni, ora c’è una app che ci toglie ogni dubbio.

Sviluppata come progetto pilota di una tesi di Dottorato di Ricerca, l’app “Looking for Castiglioni” è stata lanciata durante la settimana del 50° Salone del Mobile di Milano e presentata durante la GGD#16.

Come funziona?
Il principio è quello del “location based service”, ossia un sistema che grazie alla geolocalizzazione fornisce dinamicamente risposte sul contesto circostante. Una cosa che secondo l’Horizon Report per i musei – 2010, avrà anche pieno sviluppo nel settore museale nei prossimi 2/3 anni.

Scaricando l’applicazione 7scenes, disponibile sia su AppleStore che su Android Market, e caricando “LfAC”, l’utente è guidato tramite GPS verso 15 punti d’interesse concentrati nel centro di Milano. Punti accuratamente scelti in base alla loro localizzazione ed alla quantità di materiale informativo recuperato dall’Archivio Achille Castiglioni (schizzi, disegni tecnici, fotografie, diapositive, fotocolor, modelli di studio, etc.), creando un tour che parte da Piazza Castello 27, sede dello Studio-Museo Achille Castiglioni, e arriva in Zona San Babila, sede di molti di showroom di design.

Quando l’utente si trova nei pressi del punto d’interesse scelto, vengono attivati automaticamente sul proprio smartphone brevi
contributi video della durata media si 3-4 minuti circa.

Completamente bilingue (ita/eng) questa app è nata dalla collaborazione tra il Politecnico di Milano, lo Studio Museo Achille
Castiglioni e 7scenes.

Per essere certi che fosse abbastanza geek, però, è stata testata live lo scorso 2 giugno da un gruppo di Girl Geek milanesi, che hanno accettato l’invito lanciato durante la sedicesima Girl Geek Dinner e che hanno dato il loro prezioso contributo per migliorare l’applicazione.

Ennesima dimostrazione dell’importanza dell’essere “Geek” oltre che colti 😉

Cristina Bruzzi

Di Guest Blogger

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1 commento

  1. Una applicazione così mediocre e inutile la potevano fare anche gli studenti di ingegneria del Politecnico di Milano, anzi probabilmente la facevano anche meglio e costava meno. I giovani italiani fanno benissimo ad andare all’estero, visto il livello scarsissimo delle Università italiane.

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