Graphic Women, I know. Fausta Orecchio

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Ho avuto l’inaspettata fortuna di lavorare nello studio grafico di Fausta Orecchio in tempi non sospetti… Sarò necessariamente poco oggettiva, ma non sono l’unica a considerarla una delle più grandi designer italiane.

Nata a Roma nel 1957, Fausta ha iniziato sedicenne lavorando allo Studio Giulio Italiani, uno dei padri della grafica italiana. Ha continuato la sua attività grafica al quotidiano “Lotta Continua”, al periodico “Reporter”, alla rivista “Dolce Vita” (ndr diretta da Oreste Del Buono), entrando in contatto con l’indimenticabile gruppo di fumettisti italiani “Valvoline“.

Dal 1990 al 2000 ha curato l’immagine grafica delle più importanti case editrici italiane, ha progettato l’immagine dell’Ente Teatrale Italiano, ha ideato il marchio per la Conferenza Atypi, la principale associazione internazionale di type designer. Ha progettato e realizzato, insieme a Lorenzo Mattotti, la campagna di comunicazione culturale estiva del Comune di Roma.

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È stata docente di Grafica all’Università La Sapienza, selezionata dalla Biennale del Manifesto di Varsavia, nel 1997 ha vinto la Matita d’Oro per il Graphic Design, nel 2001 ha ottenuto la Segnalazione d’onore al Compasso d’Oro.
Anche nel 2011 ha vinto il Premio internazionale Hans Christian Andersen.

Avendo condiviso con Fausta giorni, notti, traslochi, risate, sale, giornate estive e poesia, penso però che la reale svolta personale e professionale sia avvenuta nel dicembre 2001, quando, insieme a Simone Tonucci, ha fondato la casa editrice Orecchio acerbo.

Nelle sue produzioni editoriali Fausta esprime quelle che considero le sue peculiarità: grande onestà intellettuale, profonda cultura artistica e umanistica, cura tipografica e grafica creativa e intelligente, passione smisurata per le illustrazioni artistiche.

Il catalogo, nel 2011, conta più di ottanta titoli, pluripremiati e originali, lunghi, stretti, sbiechi, tagliati, bucati, punzonati, serigrafati. Oggetti di design nel senso più ampio, funzionali, utili e belli.

Sono nati, hanno collaborato o collaborano con Fausta Orecchio la quasi totalità degli illustratori italiani, e non solo: Daniele Brolli, Giorgio Carpinteri, Francesca Ghermandi, Gabriella Giandelli, Gipi, Brad Holland, Igort, Giovanni Lussu, Franco Matticchio, Lorenzo Mattotti, Simona Mulazzani, Fabian Negrin, Stefano Ricci, Marina Sagona, Spider, Art Spiegelman.

Inserirli tutti è impossibile.

Di alcuni di loro si possono apprezzare poetici booktrailers sul canale Youtube della casa editrice.
Se riconoscete il loro valore, una parte del merito è sicuramente di Fausta.

Tutto ciò accade in Italia, in una città come Roma, dove i piccoli editori indipendenti faticano enormemente, l’editoria per ragazzi non è un business papabile, la competenza grafica è troppo onerosa oppure non richiesta, le fotografie sono l’unico veicolo visuale considerato.

A Fausta, invece, non piace particolarmente essere fotografata. Minuta, occhi azzurri, timida e delicata, prima di essere una riconosciuta, stimata e coraggiosa professionista, è una persona rara: profondamente onesta, autoironica, intensa, libera, attenta agli altri e mai, mai banale.

Grazie, Fausta.

Questo è il secondo post di una serie di 4, su donne e design

Di Rosa Schiavello

Rosa Schiavello è nata a Roma il 2 ottobre 1965, sotto il segno della Bilancia. Co-fondatrice e Direttrice creativa della Blu omelette, è una tardiva digitale e sostiene di occuparsi di graphic design. Le piace l'armonia: ha 3 gatti, due pappagalli e un criceto. Film cult: Blade Runner.

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