Intervista a Frieda Brioschi – Presidente di Wikimedia Italia

Frieda Brioschi - Presidente di Wikimedia Italia
Frieda Brioschi - Presidente di Wikimedia Italia

Frieda Brioschi, di professione ICT & new media consultant, è presidente di Wikimedia Italia.

Frieda ha all’attivo una laurea in Computer Science e una specializzazione in Gestione dell’innovazione nelle TLC presso il CEFRIEL.

E’ inoltre esperta di Wiki, Creative Commons e Web 2.0

Ecco la nostra intervista.

Frieda Brioschi - Presidente di Wikimedia Italia
Frieda Brioschi - Presidente di Wikimedia Italia

Ci racconti brevemente in cosa consiste il tuo lavoro?

Quello vero o l’altro? 😉

Come libera professionista ho l’opportunità di seguire progetti molto diversi tra loro, credo che il modo migliore per descrivere quello che faccio sia dire che trovo soluzioni. Faccio analisi, scrivo codice, disegno db, mi occupo di organizzare informazioni e strutturare community, preferibilmente non tutto insieme!

Spesso lavoro da sola, ma su progetti più grandi mi trovo anche a coordinare team.

Com’è cominciata la tua collaborazione con Wikipedia? Com’è nata Wikimedia Italia?

Wikipedia l’ho incontrata in maniera assolutamente casuale oltre 7 anni fa e sono rimasta affascinata dal progetto. Era talmente piccolo (l’edizione in italiano) e aveva fondamenta così fragili che mi ha stregata.

Wikimedia Italia è nata qualche anno dopo (2005) dalla passione di un piccolo gruppo di wikipediani: ci sembrava che la nostra avventura avesse bisogno di andare oltre e avere delle basi solide come un’associazione, che potesse andare in giro e avere un nome e dei volti riconoscibili.

Quanto conta per te saper gestire in modo efficiente il tempo? Quali strategie utilizzi per organizzarlo al meglio?

Conterebbe moltissimo, se sapessi farlo. Per ora le uniche due cose che funzionano sono: l’agenda e dormire poco. Non c’è GCal, RememberTheMilk e Pomodoro che reggano con me!

Tra i traguardi che hai realizzato finora, quale consideri il tuo successo più grande?

Il prossimo 😉

Qual è il prossimo obiettivo che vorresti raggiungere?

Scrivere un libro. Ne parlo da almeno sei mesi, raccolgo fonti, spunti, ma non mi sono ancora messa ad abbozzarne l’indice. Non so se non sono ancora pronta a farlo o se ho troppe cose da fare 🙂

Tutte le volte che ti incontriamo ci trasmetti sempre tantissima energia. Qual è il segreto per avere così tanto entusiasmo nella vita e nel lavoro?

La curiosità, credo. Mi piacciono le persone, mi incuriosisce sapere cosa fanno, a che progetti lavorano, cosa scrivono, raccontano.

Vista la tua esperienza e la tua passione per il web, quali sono i siti, le applicazioni online, i device che vorresti consigliare alle Girl Geek?

Ci sono tre cose di cui non posso fare a meno: Netvibes, Twitter e Anobii.

La wishlist di Anobii mi permette di ricordarmi tutti i libri che vorrei comprare, Twitter diffonde le mie attività online riversandole in giro (sul mio profilo LinkedIn, su FriendFeed, Facebook, ecc.) e Netvibes lo uso come aggregatore (blog, Twitter e qualche appunto).

La mia giornata inizia proprio su Netvibes, che è un tab sempre aperto nel mio Firefox.

Quali passioni riesci a coltivare nel tuo tempo libero?

Leggere, cucinare e fare cose con le mie mani: che sia prendere in mano ago e filo o un uncinetto, o curare le piante sul terrazzo, ogni tanto sento la necessità di qualcosa di concreto e tangibile.

Che consiglio daresti alle Girl Geek che vogliano seguire una carriera come la tua?

Forse dovrei essere io a chiedere un consiglio a loro! Credo che ci voglia passione e pazienza, insieme alla voglia di crescere… e se un giorno doveste trovarvi con un hobby “ingombrante” che vi dà una certa visibilità, preparatevi a darvi da fare il doppio per dimostrare che valete sul lavoro come fuori.

Di Daniela Pavan

Innovation e Digital Strategist con esperienza maturata in Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti, e Research Fellow presso il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il suo lavoro si focalizza sullo sviluppo di strategie di Digital Transformation, sul monitoring dell’impatto del Design e del Design Thinking sui processi di innovazione, analizzando in particolare lo studio delle diverse tipologie di utenza e pubblici, e sulla creazione di nuovi approcci manageriali attraverso la combinazione dei principi di Management con Arte, Cultura e Performing Arts.

3 commenti

  1. Bella intervista…. io mi riconosco molto in questa frase “ogni tanto sento la necessità di qualcosa di concreto e tangibile”

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