La mia tesi sulle GGD

Anna Torcoletti, blogger e co-fondatrice delle GGD Marche. A volte corre il rischio di passare per una sociologa utopista, ma nonostante i suoi viaggi è sempre ritornata alla realtà cercando di mediare il più possibile tra ciò che aveva visto e ciò che non voleva vedere. Il risultato? Oggi lavora nel social media marketing

Foto di Prezzemolo03

Lo scorso 15 Febbraio mi sono laureata con una tesi dedicata alle GGD, un fenomeno che da circa un paio d’anni ho la fortuna di vivere in prima persona assieme ad altre amiche con le quali ho condiviso l’esperienza Urbinate: la prima GGD non metropolitana, che si è svolta grazie alla collaborazione e l’aiuto da parte delle ragazze del primo team italiano, quello di Milano.

Quest’esperienza, iniziata per me nel 2008 è stata un crescendo d’interesse e passione verso le dinamiche che s’innescavano a partire dallo spirito comunitario, collaborativo tra donne; fino agli aspetti legati all’uso delle nuove tecnologie.

La ragione d’essere delle GGD consiste proprio nello stare insieme, nel fare networking e l’immaginario simbolico che ne deriva lo si ritrova nella forma della relazioni che vengono a stringersi sia dall’incontro prodotto in “real life” che da quello online.

Diventa curioso il concetto d’intimità legato alle pratiche online, nello specifico verso quelle prodotte in ambienti “social”.
L’intimità non si riferisce in questo caso ai contenuti che vengono condivisi, in quanto si sta parlando di un’attività svolta da persone che abitano in maniera cosciente gli spazi di cui si sta trattando e ne conoscono bene le complessità.

Intimità intesa dunque nei legami, nelle connessioni che sono state attivate e rese altrimenti, nelle relazioni immateriali coltivate in rete che hanno prodotto e producono effetti concreti nella propria vita professionale e privata.
Caricare foto su Flickr, lasciare un commento nella fan page del gruppo GGD, scriverne un post sul proprio blog, twittare ecc. Significa allargare alla propria rete di contatti e ai suoi nodi relazionali, tutti le narrazioni che produciamo e aumentare a dismisura la nostra capacità di fruizione e coinvolgimento verso quelle prodotti da altri.

Ciò sta a significare come la virtualità di certi comportamenti ad un certo punto si oggettivizzi, permettendo l’emergere d’immagini rappresentative delle dinamiche di costruzione di processi identitari e relazionali che possono essere osservati come diretta espressione di un immaginario performativo risultato dall’intersezione tra un immaginario femminile ed uno tecnologico che s’incarna nello spirito primo della rete sociale.
Il fenomeno GGD potrebbe essere identificato come espressione del femminile che avanza, in quanto sembra aver trovato in sé l’abilità di riuscire a compatibilizzare le differenze date dal binomio maschile/femminile compreso in ognuno di noi, in chiave non antagonista, bensì inclusa, adatta cioè alla condizione del sociale post-moderno che vive la necessità di incarnare la contingenza del partecipare alla comunicazione. Mentre sul piano individuale si è osservata la ricerca di mettere in luce come il processo dell’attribuzione che ognuno dà rimanga il proprio spazio irriducibile.

Spero di avervi incuriosito abbastanza o confuso al punto giusto per portavi a leggere l’intero lavoro, che potrete scaricare interamente qui.

All’interno troverete l’analisi del contenuto dei vissuti emersi da una traccia d’intervista condivisa in rete con le ragazze dei vari team che si sono espresse in merito a diversi punti focali rappresentati dalle motivazioni ad agire, l’organizzazione dei compiti, la scelta volontaria di investire il proprio tempo libero in questo tipo di esperienza e non ultimo il ruolo della presenza maschile agli eventi.

Vorrei ringraziare ancora una volta tutte le geek che hanno reso possibile il mio progetto di tesi e la mia relatrice Laura Gemini per la grande professionalità che mi ha trasmesso e che proverò a portare con me nei prossimi percorsi.

Tesi: Girl Geek Dinners immaginario tecnologico e delle relazioni. Dal femminismo al femminile.
Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”
Facoltà di Sociologia
Corso di laurea in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni


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