Il tarlo della lettura: le recensioni di Anobii in un libro. Di carta.

Barbara Sgarzi, giornalista e scrittrice, blogger e altre cose sparse.

Linee con tanto sapere

Come per quasi tutti quelli che lo scoprono, anche per me aNobii è stata una folgorazione. Da lettrice appassionata e internet-dipendente, ero entusiasta di aver trovato un social network pieno di persone pronte a condividere pareri e suggerimenti su titoli e autori, semplicemente, con un clic. Perché una delle cose più belle del piacere di leggere è la gioia di (s)consigliare. Di chiamare un amico e dirgli “ho il libro giusto per te”. O, al contrario, prendersi il sottile gusto di stroncare uno dei tanti bestseller annunciati, andare controcorrente e contraddire i critici, quelli ufficiali, che gridano al capolavoro. Magari dicendo di risparmiare i soldi a chi ci chiede un’opinione, perché il presunto capolavoro non vale niente.

Per questo quando (da un’aNobiana) mi è stato proposto di curare Anobii, il tarlo della lettura, un libro che raccoglie 600 recensioni scritte dagli utenti, ho accettato immediatamente con passione. Innanzitutto perché, mentre si parla di ebook e morte della carta stampata, di contrapposizioni frontali fra digitale e analogico, un libro che risale la corrente come i salmoni, partendo dal web per arrivare alla carta, mi sembrava davvero un bel segnale. E poi perché nasce dalla volontà di raccogliere i pareri di lettori veri, sinceri, senza filtro: privi di ogni timore reverenziale o di interessi commerciali. Persone con idee diverse, spesso in contraddizione, accomunate però dal grande piacere della lettura. E già, nell’Italia dei non lettori, questo sembra un piccolo miracolo.

Certo, nel passare dall’idea alla progettazione si ponevano scelte difficili: come individuare i libri e le recensioni da includere nel nostro libro? Per evitare ogni criterio soggettivo o idiosincrasia personale (tutti noi abbiamo autori che amiamo particolarmente o che proprio non sopportiamo, giusto?), abbiamo rispettato alla lettera quello degli iscritti su aNobii. I cento libri che costituiscono altrettanti capitoli sono quelli più letti e più votati dagli aNobiani e per ogni libro abbiamo selezionato le prime cinque recensioni più votate dagli stessi utenti, quelle considerate più utili o interessanti. Ovviamente, aNobii è un sito vivo, in continua evoluzione; noi ci siamo basati su una “fotografia” scattata tra luglio e agosto 2009. Molto probabilmente sono già avvenute variazioni nella lista dei primi cento libri, esattamente come succede sullo scaffale di casa, dove i libri si impilano mese dopo mese. Ma necessariamente abbiamo dovuto fermare l’attimo. Individuati i libri e le recensioni, abbiamo chiesto la collaborazione degli autori e il permesso di stampare i loro contributi che, ci tengo a sottolineare, hanno concesso a titolo gratuito, visto che i proventi di questo libro saranno interamente devoluti in beneficienza, a Emergency. Alla fine, tra tante adesioni entusiastiche, qualche rinuncia (per fortuna poche), scambi di mail, sonanti “in bocca al lupo”, messaggi e liste, il numero dei recensori è risultato 333. Più volte ci siamo detti che, se avessimo voluto farlo apposta a far risultare una cifra così particolare, non ci saremmo mai riusciti.

Sui testi scritti dagli utenti abbiamo cercato di intervenire il meno possibile per mantenere il tono caldo, vivace, tipico di una conversazione fra amici che caratterizza i contributi su aNobii. Come potete verificare curiosando negli account di alcuni autori selezionati, come ad esempio Yossarian, Procyon Lotor o Julie*. Abbiamo mantenuto le esclamazioni, il lessico familiare, le battute, il (raro) turpiloquio. Abbiamo tagliato un po’, questo sì, quando il pezzo sembrava gareggiare, in lunghezza, con il libro recensito. E confesso che è stato difficile accorciare, fra le altre, le divertentissime recensioni della saga vampiresca di Stephenie Meyer (Twilight e dintorni) firmate da Sakura87

E fin qui, avevamo in mano la parte centrale del lavoro, ossia i cento capitoli. Ma un libro che nasce dal web non poteva essere troppo lineare; per questo, in ogni capitolo, la serie di pareri, dichiarazioni d’amore e stroncature è interrotta da una bonus track. Cioè la recensione di un titolo in più scelta dalla libreria di un lettore; una piccola chicca, un approfondimento. In questo caso, e solo per questi cento libri extra, abbiamo scelto noi le recensioni più belle e divertenti, i titoli meno noti, le perle che rischiavano di restare nascoste, gli autori di nicchia.

Soprattutto, per rispettare il fermento irriverente che anima aNobii abbiamo deciso di trarne un libro anarchico, da leggere in tanti modi quanti sono i lettori.

Si può cominciare dall’inizio leggere le recensioni dei cento libri più votati, uno dopo l’altro o scegliere solo le bonus track, oppure seguire le bellissime illustrazioni di Chiara Rapaccini e percorrere una delle dieci categorie in cui abbiamo incasellato le recensioni (dalle feroci “Senza pietà” alle sognanti “Divorati”).  Oppure ancora usare una delle nove Rotte per i naviganti nella seconda parte del libro, dove si trovano gli “Ipse dixit”, frasi sarcastiche e lapidarie uscite dalla tastiera dei recensori. O ammirare il “Dono della sintesi” di chi riesce a definire perfettamente un libro di seicento pagine in una manciata di battute.

Insomma, è un libro da leggere, abbandonare, riprendere, rileggere, contestare, amare o odiare, seguendo i Dieci Diritti Imprescrittibili del Lettore scritti da uno degli autori più amati e recensiti su aNobii (e quindi anche qui su carta), Daniel Pennac. Non a caso, in Rete si sprecano pareri contradditori tra chi questo libro lo ama o lo odia e il cerchio si è chiuso perché è già abbondantemente recensito su Anobii con giudizi, anobianamente, estremi. Che è esattamente quello che ci aspettavamo mentre ci  lavoravamo su.

Foto di CaramellaMenta

Di Guest Blogger

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3 commenti

  1. Sarò sincera: a me questa operazione ha, sulle prime, suscitato molta diffidenza. Amo i libri – sono una ex (aspirante) traduttrice editoriale – e lavoro in ambito web, ma il matrimonio tra i due, in questo caso, per me “non s’aveva da fare”.

    Un po’ perché mi sembrava che riportare il web su carta fosse l’ennesima prova dell’italica diffidenza verso il mondo di Internet; un po’ perché mi sembrava un’operazione commerciale furbetta (obiezione immediatamente ritirata appena ho saputo della scelta di devolvere il ricavato a Emergency); un po’ perché i criteri di scelta su cosa includere ed escludere non erano, imho, i più significativi.

    Però questo post mi ha illuminata su tutto il “dietro le quinte”: mi ha incuriosita, mi ha interessata, mi ha fatto scoprire che ci sono tante chicche davvero carine, le bonus tracks su tutte. Cerco sempre nuovi libri da leggere, e nuovi modi per scoprirli.

    Insomma, andrà a finire che lo compro.
    Complimenti!

    (a proposito, su aNobii sono meeshell)

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