Sempre connessi anche in vacanza?

Proprio ieri mi è tornato alla mente un discorso fatto domenica pomeriggio: connessi anche in vacanza/viaggio oppure isolamento e disintossicazione?
Se parti con un netbook a volte vieni additato come un net-dipendente dalle stesse persone che poi, a metà vacanza magari, ti chiedono se possono fare un breve check della posta, cosa che di solito dura almeno un’ora.  😉
Sempre connessi anche in vacanza?
Ma quali sono i pro e i contro (tenendo sempre in considerazione che le esigenze personali variano) dell’essere sempre connessi in vacanza?
Da aggiungere anche la differenza fra vacanza, di solito stanziale, e viaggio itinerante. Due modi di intendere le ferie che hanno esigenze diverse.
Pro
  • facile accesso alla rete
  • facile reperibilità delle informazioni (orari del treno, ristoranti in zona, eventi)
  • possibilità di mantenere i contatti con familiari e amici senza dipendere dal telefono, più costoso, via email o Skype
  • portarsi avanti con il “lavoro”: scaricare e condividere le fotografie del viaggio, tenere aggiornato il diario di bordo
  • portarsi avanti con il lavoro vero (anche con out of office attivo): check della casella di posta dell’ufficio, solo per cancellare l’eliminabile, archiviare il non indispensabile e mettere un flag alle cose veramente importanti. Questo per evitare di rientrare e trovarsi come l’anno precedente con 700 email non lette, e impiegarci una settimana a smaltirle.
Contro
  • valigia pesante per via degli innumerevoli tipi di caricabatterie: a quando caricabatterie universali?
  • costo della connessione, soprattutto se siete all’estero e dipendete dal wi-fi dell’hotel, che non sempre è gratuito
  • rischio che la possibilità di avere una connessione si trasformi in un essere sempre connessi, quindi una vacanza minata
  • i nostri amati device hanno un costo non indifferente, il rischio che si rompano, si perdano insieme ai bagagli imbarcati, o addirittura che ci vengano rubati non è da escludere
La questione potrebbe riassumersi nel tener separati l’essere sempre connessi e l’essere sempre raggiungibili.
Se ci ricordiamo bene sull’argomenti ci eravamo già espressi una decina d’anni fa, quando l’essere sempre raggiungibili o meno voleva dire portar con sé il cellulare.
Portarlo e tenerlo spento di giorno, oppure rispondere solo a chi vogliamo?
Col passare degli anni l’avere sempre con sé il telefono non è più diventata una malsana abitudine, ma è diventata una commodity che fa parte del nostro quotidiano.
E così lo sarà per la connessione in mobilità. Con il vantaggio che per ora se non siamo raggiungibili via rete siamo ampiamente giustificati, nessuno si aspetta che rispondiamo ad un’email di lavoro (nb. ricordarsi sempre di settare la risposta automatica con le informazioni del caso).
Quindi sta a noi, always connected non vuol dire quindi always available, e l’essere connessi non sempre significa non staccare mai dal lavoro o dalla routine ed essere sempre raggiungibili.
Essere in vacanza non vuol dire rinunciare a tutte le commodity del nostro quotidiano, altrimenti che vacanza è?
Ok, a meno che non abbiate la sindrome da Robinson Crusoe.
Insomma se twittate da sotto l’ombrellone, non esordirò mai con un “ma non eri in vacanza?”. Le abitudini cambiano, se ieri mi facevo i fatti degli altri ascoltando i discorsi agghiaccianti dei vicini di ombrellone, o mandavo un sms all’amica, oggi aggiorno il mio status via Twitter.
Fra il cercare un hotel o un hotspot con il wi-fi gratuito e la internet dipendenza la differenza è molta.
E voi cosa ne pensate?
(ps. ci si rivede a settembre, buone vacanze a tutte!)

Di Luigina Foggetti

Appassionata di tecnologia e computer per proprietà transitiva (due fratelli nerd) da circa venti anni lavora nel Web. Professione Online manager, geek curiosa nella vita di tutti i giorni.

5 commenti

  1. Io sempre connessa da anni, da quando poi ho un netbook e un paio di chiavette di operatori diversi è diventato anche più facile. Ricordo le ferie in campeggio dell’estate del 2005, ha piovuto per quasi 10 giorni. Se non avessi avuto il mio vecchio compaq e la connessione tramite cellulare sarebbe stato ancora più tragico restare in tenda tanto tempo.

  2. il difficile è tornare con lo stesso peso… io che in genere faccio shopping sfrenato in ogni posto del mondo, poi ho serie difficoltà a mantenere questi buoni propositi 😛

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