Intervista a Roberta Cocco, Microsoft Italia

Roberta Cocco, Microsoft Italia
Roberta Cocco, Microsoft Italia
Roberta Cocco, Microsoft Italia

Roberta Cocco ha 41 anni ed è direttore Marketing Centrale di Microsoft e responsabile del progetto futuro@lfemminile che mira a diffondere la consapevolezza che la tecnologia può essere un potente alleato delle donne.

Da futuro@lfemminile è nata la maratona web@lfemminile la cui seconda edizione si tiene oggi, 31 marzo 2009. In programma dibattiti e interviste dedicate alle donne e al tema del gender divide. Tutto on line.

Roberta è mamma di tre bambini e quanto possa essere utile a una donna la tecnologia lo ha sperimentato sulla sua pelle. È lei la prima a credere che le donne dovrebbero essere tra loro più solidali e aiutarsi nel lavoro. Perché in un mondo dominato dagli uomini, l’unico modo per annullare il cosiddetto «gender gap», il rapporto di svantaggio delle donne, è essere di sostegno l’un l’altra.

Cosa rispondi alle donne che sostengono che eventi del genere, rivolti alle donne, non siano necessari?

Le donne sono le prime a censurarsi. Dovrebbero guardare le statistiche: il nostro paese è al 67esimo posto della classifica mondiale del World Economic Forum sulle disparità di genere. Per avere un confronto la Germania è all’11esimo, la Francia al 15esimo. Quando ci sarà una vera parità ne riparliamo.

Per te è stato facile arrivare alla posizione che ricopri oggi?

Lavoro in Microsoft da 18 anni. Ho conquistato tutto un po’ per volta, giorno per giorno. Non è stato immediato e ho sempre dovuto confrontarmi con modelli maschili, ma non mi sono mai adeguata. Una donna non dovrebbe mai trasformarsi in “uoma”. Che brutto termine.

Hai avuto tre bambini, il che non ha interferito con la tua carriera. Hai portato la tua esperienza personale nel progetto futuro@lfemminile?

Sì, perché per le donne è più difficile restare nel mondo del lavoro. Ci sono i sensi di colpa nei confronti dei figli e i pregiudizi di molti colleghi; a volte anche delle colleghe. Voglio dimostrare che è possibile conciliare famiglia e lavoro. Spesso lavoro da casa e purtroppo ancora oggi in molti pensano che stai lavorando solo se ti vedono seduto a una scrivania. Non è così: in mobilità posso leggere e scrivere mail, fare telefonate, partecipare a una riunione. E questo non è il futuro, possiamo già fare tutto in mobilità.

Non solo gli uomini, ma anche non tutte le donne la pensano così.

Sento tante persone lamentarsi del proprio lavoro, dicendo di essere bravissime e sottovalutate. Se lo fossero così tanto ci sarebbe fuori un mondo ad aspettarle. Le donne dovrebbero essere più brave a segnalarsi tra di loro. Le donne devono essere supportate da altre donne. Quando si sceglie per concorso o per merito le donne sono sempre di più. È che sul lavoro si accetta un uomo mediocre, una donna mai. Far carriera è difficile, io i primi anni li ho dedicati esclusivamente al lavoro, ma ho dato e ricevuto tanto. Soprattutto tanti stimoli e opportunità. La mia è davvero un’azienda a misura di donna. Purtroppo non è così dappertutto e parlare di gender divide serve proprio a questo. Parlarne è un dovere di chi crede che la vera parità sia un obiettivo raggiungibile.

Questa intervista è stata rilasciata da Roberta Cocco di Microsoft a Domitilla Ferrari: ringraziamo tutte e due per averci permesso di pubblicarla proprio oggi, 31 marzo 2009, giornata dedicata da Microsoft al Web@lfemminile.

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