Intervista a Paola Bonomo di Ebay

Se l’unione di competenze tecnologiche e di marketing è una combinazione vincente, sicuramente un’ulteriore arma a disposizione di un manager è un profilo di carattere internazionale.

Paola Bonomo ne sa qualcosa: ha avuto l’opportunità di studiare alla Bocconi e alla Stanford University,  ha maturato un’esperienza complessiva di 12 anni in McKinsey, iniziando come Business Analyst e arrivando al ruolo di Associate Principal e poi Principal.bonomo-paola-12Paola è in eBay dal 2005, dove è stata Marketing Director per l’Italia, e ricopre da alcuni mesi la posizione di Senior Director, EU Operations.

A lei la parola!

Il tuo job title è Senior Director, EU Operations. Ci spieghi in cosa consiste il tuo ruolo in eBay?

Faccio parte dell’headquarter europeo di Zurigo, con responsabilità sia di coordinamento tra varie funzioni (Marketing, PR, Prodotto, Advertising, Assistenza Clienti) sia di leadership in prima persona di alcune iniziative da portare sul mercato, come il lancio della nuova offerta per i venditori consumer sul sito UK e prossimamente il rinnovo dell’offerta per i venditori business in vari Paesi europei.

Prima della tua attuale posizione, hai lavorato in McKinsey per circa 12 anni. In cosa è differente l’esperienza in consulenza dall’esperienza in azienda?

L’azienda richiede una capacità di execution che nell’ambito della consulenza viene solo parzialmente messa alla prova.

Consiglieresti l’esperienza in consulenza come propedeutica ad una carriera in azienda? Per quali motivi?

Iniziare con un’esperienza come consulenti può dare una marcia in più per diversi aspetti: ci si abitua ad entrare in situazioni sempre nuove afferrando rapidamente il nocciolo del problema; si lavora con colleghi e manager generalmente di qualità, da cui si impara moltissimo e che spesso rimangono coach e mentor per il resto della carriera; spesso, inoltre, si ha la possibilità di allargare i propri orizzonti frequentando un MBA. Detto questo, le aziende sono piene di manager che portano grandi risultati senza mai essere stati consulenti, quindi nulla di tutto questo è un vero requisito per una carriera di successo.

Hai avuto l’opportunità di studiare e lavorare in Italia e all’estero. Quali sono le principali differenze che riscontri tra l’education e il mercato del lavoro tra l’Italia e gli altri Paesi in cui sei stata?

La California ha università eccellenti e una cultura imprenditoriale fenomenale: chi ha lanciato un’impresa e non ha avuto successo non è un “fallito”, ma uno che ha accumulato esperienza per la prossima volta.

La Spagna è un esempio affascinante di come, nello spazio di una generazione, un Paese possa completamente trasformarsi (la dittatura è finita solo nel 1975!) diventando aperto, cosmopolita e “cool”, anche se ultimamente ha sofferto più profondamente della crisi poiché lo sboom del mercato immobiliare è stato più doloroso che altrove.

Infine, dirò una banalità, ma lavorando in Svizzera si apprezzano le infrastrutture, i servizi pubblici, e la sensazione tangibile di una pubblica amministrazione tra le meno corrotte al mondo.

Quanto è fondamentale l’aggiornamento per un manager oggi?

Il settore si muove a tale velocità che serve uno sforzo continuo per rimanere sempre al corrente dei nuovi trend tecnologici e di mercato: gli scenari possono cambiare radicalmente nel giro di sei mesi.

Quali sono le qualità e i punti di forza che ti hanno portata ai tuoi successi?

Sono una secchiona, non mi accontento mai della prima risposta, e non mollo mai l’osso.

Quali sono stati gli imprevisti principali durante il tuo percorso professionale? Come li hai superati?

Finora solo raramente mi è capitato di inciampare per errori dovuti a incompetenza tecnica (a parte un errore in uno spreadsheet nel mio primo anno da analista!); mi rendo conto che le difficoltà maggiori le ho sempre incontrate quando non sono stata in grado di tirare fuori le “soft skills” (intuizione, empatia, capacità di relazione) che la situazione avrebbe richiesto, e quindi per poter continuare a crescere professionalmente ho lavorato molto su questi aspetti.

Sei soddisfatta della tua carriera? Quali traguardi vorresti ancora raggiungere?

Credo che sia nel mio carattere non essere mai soddisfatta! Di nuovi traguardi ce ne sono sempre: se devo pensare al lungo termine, mi piacerebbe affrontare la questione del digital divide, che è non solo un tema tecnologico ma anche e soprattutto uno di giustizia sociale.

Il ruolo della tecnologia è sempre più importante nella nostra quotidianità. Quali oggetti tecnologici, applicazioni e online tools usa un manager come te più di frequente?

Oltre a eBay, vuoi dire? Netvibes, Skype, Twitter, FriendFeed. Come hardware, svariati iPod e un Blackberry.

Quali sono le tue passioni extralavorative?

La lettura, la scrittura, l’arte contemporanea e la pratica dello yoga.

Che consiglio daresti alle Girl Geek che vorrebbero seguire una carriera come la tua?

Naturalmente occorre aver perfezionato l’inglese, che è la lingua franca del mondo delle tecnologie. Occorre poi dotarsi di una solida preparazione nelle discipline scientifiche, ingegneristiche o economiche, che insegnano metodi e atteggiamenti mentali utili per tutta la carriera. Bisogna studiare non solo in Italia ma anche e soprattutto all’estero, a livello di master o dottorato: non solo perché apre la mente, ma anche perché ci aiuterà a crearci un network davvero globale. Infine, il mio consiglio è di lavorare in un ambito per il quale proviamo passione: è vero che ci aspetta un duro lavoro, che richiede di unire visione e attenzione al dettaglio, ma sarà tutto più facile se crediamo in quello che facciamo.

Grazie Paola per la tua disponibilità!

E voi, conoscete una Girl Geek che pensate abbia qualcosa di interessante da raccontarci? Segnalateci il suo nome scrivendo a info[@]girlgeeklife.com

Di Daniela Pavan

Innovation e Digital Strategist con esperienza maturata in Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti, e Research Fellow presso il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il suo lavoro si focalizza sullo sviluppo di strategie di Digital Transformation, sul monitoring dell’impatto del Design e del Design Thinking sui processi di innovazione, analizzando in particolare lo studio delle diverse tipologie di utenza e pubblici, e sulla creazione di nuovi approcci manageriali attraverso la combinazione dei principi di Management con Arte, Cultura e Performing Arts.

5 commenti

  1. Ho apprezzato moltissimo il tuo modo di rispondere alla domanda sulle differenze riscontrate lavorando in altri Paesi; la diplomazia deve essere una delle tue doti più luminose!
    Cambiare il concetto di fallimento nelle teste degli italiani mi sembra quasi una impresa impossibile ma almeno noi donne possiamo fare tesoro delle tue parole incoraggianti e vedere il futuro dei nostri progetti con animo più ottimista, grazie per questo!
    Complimenti e buon lavoro.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.