Come si impara a fare impresa? Ci si fa aiutare

GGD#3 - PinsTara Kelly, fiera girl geek e CSS junkie, e’ co-fondatrice della startup Passpack, un gestore gratuito di password online.

Lo dico sempre: per imparare serve provare, sbagliare e farsi aiutare.

Chi di voi volesse lanciarsi in una nuova impresa, dovrà imparare molto e in fretta, oppure finirà KO. Nel fare un’azienda non vi mancheranno di certo le opportunità per provare e sbagliare. Ma il terzo elemento, farsi aiutare, spetta tutto a voi metterlo in atto.

Alcune persone sanno chiedere aiuto con grazia e dignità. Io queste persone le invidio. Ma se, come me, l’umiltà non fa parte della vostra indole, il semplice atto di chiedere aiuto precipita velocemente in un’esperienza dolorosa, balbettante e imbarazzante.

La prova del nove

Prima di partire con il come… voglio rinforzare il perché chiedere aiuto è assolutamente fondamentale per imparare. Un esempio dalla vita reale di azienda nascente:

Ho impiegato mesi per preparare il business plan di Passpack di circa 50 pagine. Prima di inviarlo a un potenziale investitore però, dovevo capire se era comprensibile. Ho un’amica che lavorava in un ente di finanziamenti regionali. Ci ho messo un altro mese prima di farmi coraggio e chiederle se voleva dare uno sguardo al documento. Fortunatamente è una buona amica, perché sono caduta subito nei balbettii…

Ebbene, era felice di darmi una mano.

Mi ha aiutato a correggere degli errori importanti nel calcolo delle tasse. E per la mia felicità, era anche rimasta colpita dal piano. L’ente per cui lavorava non avrebbe mai potuto finanziare un progetto come Passpack, ma nonostante ciò, ha girato il documento a un suo superiore. Anche lui ne è rimasto colpito, e ha chiesto di incontrarci. Quell’incontro ha poi generato un contatto con il presidente di un’associazione di investitori privati, che a sua volta ci ha fatto incontrare il nostro – ormai attuale – investitore.

Dove sarebbe stato Passpack oggi se non avessi chiesto aiuto? Probabilmente senza fondi, a pagare tasse inesistenti.

Ho imparato non solo che devo chiedere aiuto, ma anche come. Non ci vuole né l’indole, né la magia nera, solo un po’ di buon senso e pratica. Ecco a voi una mini-guida in tre passi. Fatene buon uso.

1. Siate spugne

Prima di domandare aiuto ad altre persone, informatevi da sole sulla materia base. Più siete preparate, più sarete brave a scegliere cosa chiedere. Alcuni siti dove assorbire grosse quantità di informazioni preziose:

  • Venture Hacks – http://venturehacks.com
    Chi vuole fare una startup, con tanto di investitori, deve leggere questo sito dall’inizio alla fine. Non perdetevi nemmeno un post.

  • Marketing MO – http://marketingmo.com
    Il marketing spiegato passo-per-passo, utile per qualunque tipo di azienda. Senza un mercato… dove vi avviate?

  • Entrepreneur.com – http://entrepreneur.com
    Un po’ generalista, ma un buon punto di partenza per trovare link verso altre risorse.

Ricordatevi sempre che il tempo delle persone è prezioso. E’ per questo motivo che vi dovete preparare prima.

2. Basta chiedere

Per chiedere aiuto alle persone, innanzitutto bisogna conoscerne! Signore mie, qui subentra il famoso networking. Fortunatamente, siamo già tutte Girl Geek iper-connesse. Sfruttate questa rete per scambiare informazioni, esperienze e contatti.

  • Avete bisogno di montare i PC di tutto l’ufficio?
    Informatevi su cosa vi serve, poi chiedete alle sistemiste di raccomandarvi un negozio affidabile con buoni prezzi.

  • Dovete presentare la vostra idea ad un investitore?
    Studiate Guy Kawasaki fino in fondo, poi chiedete a un’imprenditrice qualche dritta in particolare per gli investitori italiani.

  • La vostra attività stagna e non riuscite a capire perchè?
    Immergetevi nello studio del marketing, poi invitate le amiche del settore ad un cena, con contorno di brainstoming. Vedrete che soluzioni escono fuori!

Formulando una domanda molta precisa, riuscirete a chiedere una mano senza sentirvi di peso.

3. Ricambiate

Vedete – non vi ha fatto tanto male chiedere. Con sole tre domande ben poste, avete sistemato l’ufficio, colpito nel segno con una presentazione da sogno, e avete tra le mani una strategia di marketing che neanche a pagarla!

Ora tocca a voi. Avete visto com’erano contente di aiutarvi tutte quelle persone? Bene. Adesso mettetevi in felice ascolto perché chi riceve aiuto, deve essere disposto a darne a sua volta. Non vi preoccupate se non sapete in che modo potrete essere utili. Tendiamo a dare per scontato quello che già conosciamo, quindi sarà la persona che vi chiederà aiuto a farvi sapere che cose le serve.

Ebbene? Cosa aspettate? Volete fare impresa? Chiedete pure.


Di Guest Blogger

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7 commenti

  1. Bel post. Farsi aiutare è importante, ma attenzione a relativizzare le risposte. Ogni esperto di ciascuna disciplina (engineering, marketing, user experience) ti dirà cosa per lei/lui è essenziale. Ma le risorse sono limitate e da qualche parte occorre tagliare. In questo nessuno può decidere al posto tuo, ed in questo secondo me i consigli lasciano un pò il tempo che trovano. Nessuno si trova davvero nei tuoi panni. Perciò bisogna mantenere la propria visione, scegliere le priorità, decidere in cosa eccellere ed in cosa, per forza di cose, essere coscientemente deboli. Finchè non si avranno le risorse per raccogliere anche quei consigli preziosi che non sei stato inizialmente in grado di mettere in pratica.

  2. Grazie per i consigli e complimenti per l’articolo: è sintetico, scorrevole…senza parti ‘morte’…molto internettiano.
    divertente, amichevole,incisivo.
    p.s. visto che basta chiedere: prossima cena di brainstorming posso venire anche io? 🙂 mi piacciono tanto le cene ‘pensanti’. E credo che niente aiuti a pensare meglio di un tavolo imbandito 🙂

  3. @Antonio – verissimo che dobbiamo sempre decidere se, e come, applicare i consigli. Ma nel caso particolare di un consiglio ricevuto su richiesta, molto dipende da quanto la domanda fatta è dettagliata e precisa.

    Mi fa piacere che partecipi ai commenti! Dovete sapere che Antonio è il fondatore di FHoster, la startup con cui dividiamo l’ufficio qui a Roma. Ha fra i suoi ingegneri, una girl geek dormiente.

  4. @Giò – sì sì, ci puoi contare. Da qui a poco dovrò definire i prezzi dei pacchetti premium. Visto che la tua “specializzazione” è proprio la tariffazione…

  5. Grazie tantissimo x questo post, chiaro ed informativo.. proprio quello che fa al caso mio in questo periodo così delicato per me. Quoto @Antonio.
    A presto (magari grazie alle GGD Marche.. alla cui costituzione sto cercando per quel che posso di dare il mio contributo).

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